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Zinna Lucio - 'Poesie a mezz'aria'

14 febbraio 2009

LietoColle - collana Il Graal

Poesie sospese in una dimensione tra terra e cielo in cui i paesaggi galleggiano nei colori e le cromie emozionali elevano lo spirito.



***



Mezz'aria: in equitazione d'alta scuola, il salto fra il terra-terra e la corvetta (da "courbette": aria in cui il cavallo esegue una serie di piccoli salti con uguale cadenza). Generalmente la locuzione "a mezz'aria" è usata (in senso letterale o metaforico) per denotare quanto, tra basso e alto, si trovi in una condizione sospesa (anche all'interno del soggetto). In senso più estensivo, può riferirsi, shakespearianamente, alle «molte cose» che «possono trovarsi tra terra e cielo».








TRANSITI





LUSTRURA


La pioggia
fitta
persistente
appena cessata
ci lascia questa chiarìa
che rende traslucidi
corpi e cose alberi e case
nel viale inzuppato di resina
e l'asfalto riflette percettibili sfrigolii
di ruote veloci
intanto che come ombre
noi due procediamo
sul marciapiedi che affianca la villa
mano nella mano silenti verso e oltre
l'arco
di nessun trionfo
mentre nella piazza che pare spoglia
il caffè dal grande chiosco
ottagonale a vetri
si offre per uno per due
per tre quarti d'ora
di addormire il destino
intepidire l'intrepidezza dell'ignoto
la soffusa irrealtà del giorno
paghi di essere comunque qui
comunque insieme
fatti certi dalla stessa incertezza
nella lustrura post-pluviale
di un imbronciato mattino qualsiasi.









LEGAMI





LA GAZZÈRA


Tra queste strade piazze vicoli
che mi calzarono a misura
e dove - ignaro anch'io - giunsi
(quasi col gesto da "fate vobis"
con cui parodiava mia nonna
sue diuturne rassegnazioni)
e feci apprentissage
tra venti di guerra e afa di pace

ora torno furtivo mi aggiro
con smagato fascino avverto
che nulla più m'appartiene quasi
altro m'avesse appartenuto
tranne ciò che custodisce il cuore.

Anche la battigia si assottiglia
come certe spiagge lentamente
abrase da lagune come invisibili
si sperdono i granuli di arenaria
dell'antico baglio inglese
dove adolescente avrei voluto
abitare coi fantasmi
cedere a turchine lenzuola
sorprendere palpebre
a un elios marino .









da TRITTICO PER L'UNA





COME QUANDO


Non starmi lontano - poco o molto -
ogni tua assenza mi lascia a mezz'aria.
Ti sorprendi quando te lo confido
e mi meraviglio se mi riveli
che lo stesso accade anche a te.
Ormai nostri colloqui non sempre
chiedono parole sperimentiamo
da tempo loquaci antenne di silenzio.
Come quando a voce alta rispondo
a un tuo quesito mentale o come
quando alzi la cornetta del telefono
un attimo prima del mio squillo
e il mio saluto anticipi a narrarmi
di urgenze o novità o altro.





LUCIO ZINNA


Nato a Mazara del Vallo (Trapani) nel 1938, si trasferisce giovanissimo a Palermo, dove segue studi di filosofia e pedagogia in quell'Ateneo, laureandosi con una tesi su J. Maritain, e dove opera fino al 2007, anno in cui elegge a suo buen retiro la vicina cittadina di Bagheria.
Di poesia ha pubblicato II filobus dei giorni (1964), Un rapido celiare (1974), Sàgana (1976), Abbandonare Troia (1986), Bonsai (1988), La Casarca (1992), La porcellana più fine (2002). Un'ampia selezione della sua produzione poetica dal 1955 al 1993 è raccolta nel volume Il verso di vivere (1994), che ha inaugurato la collana "Le antologie della poesia" dell'editore Caramanica, diretta da Rodolfo Di Biasio e Giuliano Manacorda.
In narrativa ha esordito nel 1965 con la pièce sperimentale Antimonium 14, nel fervoroso clima palermitano del Gruppo Beta, da lui fondato, e degli incontri di Nova Musica e del Gruppo 63. Del 1980 è il romanzo-verità Come un sogno incredibile, di cui è apparsa nel 2006 l'edizione ampliata con il titolo Il caso Nievo. Morte di un garibaldino, frutto di nuove ricerche. Ha pubblicato i racconti II ponte dell'ammiraglio (1986), Trittico Clandestino (1991), Quando bevea Rosmunda (2001).
Come saggista ha pubblicato: Nietzsche e Kafka (2001), Due letture dantesche (2002), Gli equilibri della poesia (2003), La parola e l'isola. Opere e figure del Novecento letterario siciliano (2007). Numerosi contributi sono apparsi in atti di convegni e riviste specializzate e in saggi storico-critici introduttivi a curatele di opere.
Ha tradotto Il cimitero marino di Valéry e poesie di Apollinaire e Pierre Jean Jouve. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, portoghese, greco, romeno, serbo-croato, macedone. Vasta la bibliografia critica riguardante la sua opera.
«Poeta antilirico, discorsivo, esplicito, Zinna è latore di un pensiero forte (anche dove commerci con il dubbio), temprato sull'osservazione diretta, tignosa. Non contempla persone poetiche che lo rappresentino, né prosodie cui adeguarsi. Non teme di sottomettere il verso al tour de force di una meditazione complessa. Questa procedura, che è già cifra distintiva, sedimenta poi, con una parsimonia che ne moltiplica il valore, i suoi privilegi: e saranno sorprendenti metafore visive, auditive, voci culte o aulicismi impartiti con la degnazione di un vescovo stanco del suo latino, fino al salto all'indietro che riconduce il fulmine della sinestesia al suo chimismo, ma, soprattutto, le rare tregue, i corsivi che declinano il "sottovoce" consacrato al pudore dei sentimenti, dei ricordi riposti. Qui Zinna raggiunge, si può dire senza averla cercata, la linea di confine, il luogo in cui il lavorio della mente si riconosce preghiera», ha scritto di lui Antonio Pane ("Poesia 2002-2003", a cura di Giorgio Manacorda, Editori Cooper e Castelvecchi, Roma 2003).


Opere di
Nicolas de Staël
In copertina: Paesaggio della Sicilia.
All'interno: Salinas.


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