Tipaldi Francesco Maria - "La culla"
LietoColle - Collana Erato
...
il ritmo lento e cadenzato, da nenia, da preghiera: molti gli
endecasillabi che, secondo l'opinione di Veniero Scarselli, in un
articolo recente apparso su "Capoverso",
riproducono misure di ritmi ancestrali, addirittura le delizie della
vita fetale o i dondolii delle culle e delle altalene; soprattutto
poesia di ricerca del senso della vita, condannati come sono gli
umani a una sorta di smarrimento in mezzo ad oggetti e forme del
quotidiano, in grado di sopraffare la nostra capacità di
riflessione e di analisi.
[ ... ]
Una sensibilità già
matura, accesa e malinconica, immerge la Poesia di F. M. T. in una
sorta di atmosfera crepuscolare e immagini orfiche spesso dense,
originali e potenti. [... ]
dalla prefazione di Fortuna
Della Porta
Dopo aver digiunato
panini appena cotti,
il vino si mesce col sangue e fermenta
alla
mensa, la mensa al colle e l'agnello di Dio
(polpette di vero
insieme ai cavolfiori).
Si mangia dopo i sacri cicalecci.
***
Mosche, migliaia di
mosche sottili come cenere, vento
il vento gonfiava le terre delle
case patronali
Le pianure erano rade, trasandate nella
sera
movimenti lenti, identici assalivano i contadini
con le
mani penetravano nel grembo della terra,
i vermi insieme al fango
si mischiavano alle rughe
Si raccoglievano le lattughe, quelle più
tenere;
e'pummarole, e'pummarole d'a terra nostra
i segni
del lavoro sopra al volto, sulla pelle;
i contadini stanchi
tornavano alle case per la cena,
ma ancora un trattore girava,
spargeva letame.
Arriva tra i chiarori
la mattina, molto lenta
la memoria si sveglia turbata, (è
stata saccheggiata nella notte!)
Cerco di sbrogliare i
pensieri raggomitolati,
i versi intontiti rimasti tra le coperte
verdi, gonfie di sonno.
Ci vorrebbe un po' di marmellata a
quest'ora, ma non c'è niente.
Il vero avanza corposo,
facendo abortire ogni frammento, ogni parola
nell'aria pesante
di prima mattina cominciano a destarsi i sensi
odori, immagini
appannate, la vecchia caffettiera che borbotta.
***
Dall'ermo prato
risale il calore
del sonno. Respira la quiete e il canto
suo.
L'immagine è ferma ed il vento mescola parole già
dette
alla sera di festa (inumidite nell'erba ed evaporate).
È
difficile dormire quando non hai corpo,
ci riesce spesso chi è
stato lontano.
- Ma lontano dove?-
Riascoltare gli
echi appena svegli, caldi di culla;
- l'erba è solo
stoffa bianca pulita -
la luce che esce fuori dalle tende rimane
sospesa.
Feti di stelle danzanti nel the (biscottini)
Dicono che sia la
parte destra del cervello
nei poeti, a funzionare quasi senza
impulsi quando sei di ritorno.
Stringo le lenzuola nei pugni,
sono a terra -
la carovana va avanti anche senza
passeggeri.
Alle mie spalle il vento sbuffa sotto la
tenda,
- che fastidio - Alzarsi la mattina
è un
processo che richiede molto impegno
mettere i trenini al loro
posto negli scaffali
dopo aver giocato.
Giornata pallida di
latte scremato
dopo aver dormito, l'aria parla il quotidiano.
Il
calore del phon e l'acqua fredda,
il letto,
resta disfatto
quando mi alzo.
La parte superiore della bocca rimane malconcia.
***
Postumi di una brutta giornata
Il letto è
rimasto semivuoto dopo le feste.
Finiscono i fumi di cotone e gli
addobbi,
non si canta più. In modo improvviso -
le luci,
le ghirlande tornano alle scatole di cartone
e un angelo ha perso
le ali lì nella polvere.
C'è il suono di vetri
sbattuti, qualcosa si è rotto.
La mia poesia funziona a
intermittenza (si perde facilmente).
Opere di Franco Nonnis
***
Francesco
Maria Tipaldi nasce a Nocera Inferiore (SA) il 29 marzo 1986.
Sue
poesie hanno ricevuto riconoscimenti a premi e risultano inserite in
antologie. "La culla" è la sua opera prima.


