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Stellezze di Paola Febbraro
LietoColle - Collana Oro
Entrare in casa d’altri e toccare le impronte digitali di chi ci ha abitato emoziona, spesso sconvolge. Questo mio impegno tra le carte di Paola Febbraro, oltre a ripercorrere il lungo filo intenso della nostra amicizia e del nostro baratto da poesia a poesia, mi ha investito del drammatico peso della sua opera: anni, mesi, minuti del giorno e della notte respirati nella passione e nel precipizio, fondando una salda, indiscutibile qualità che esige rispetto, diffusione e visibilità. […]
L’essenza di Paola Febbraro è composta, secondo me, da due semi potenti: la sua interità di creatura immersa totalmente nella poesia, fuori da qualunque mercato, commercio, compromesso letterario e il suo orecchio assoluto, insonne, inquieto, tragico e tenerissimo e, allo stesso tempo, sensibile e irritabile fino allo spasimo e alla contrazione.
dalla prefazione di Anna Maria Farabbi
A fil di sonno
Mi chiedo se non ci voglia ancora la capacità del silenzio e ancora prima
spogliarsi nudi alla gentilezza
quella danza a fil di sonno che tutto allarga schiara di una luce sola
solitudine compresa
cantarne la gioia
placare la furbizia dell’alba
Paola Febbraro è nata a Marsciano il 9 gennaio 1956, in provincia di Perugia. Muore a Roma il 22 maggio 2008.
Partecipa nel 1979 al Festival di Castelporziano come ideatrice e redattrice di Quotidiana di Poesia. Con la silloge Turbolenze in aria chiara è finalista del Premio Laura Nobile nel 1994. Nel 1994 ha curato per la rivista Galleria, Lezioni e Conversazioni con Amelia Rosselli, nel numero monografico a lei dedicato.
In copertina disegni dell'autrice.


