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Spinelli Marzia - "Fare e disfare"

LietoColle - Collana Erato

 

Mentre la società civile, con tutti i suoi vetusti uomini infiacchiti, cerca di sfregiare, fregiandosene, la poesia, la parola barcolla, fatica a restare se stessa. In questo marasma, che però non giunge mai al cuore del fare poesia stesso, mi piace imbattermi nel lavoro di Marzia Spinelli che, più che a un problema di esito poetico, rinvia al diogene che cerca un uomo, a un Mounier che sa che la persona esiste nel dialogo con l'altro. Qui, questa scrittura, cerca la sua strada proprio mirando a un dialogo con la poesia che sta nel suo altrove. In questa marcia di avvicinamen­to, la penna di Marzia si legittima a partorire, qua e là, frammenti del poetico risarcire.

Guido Oldani

 

 

Dalla sezione

ASTRATTI E DINTORNI

 

Saturnia

 

Nell'acqua,

limpida come un lago ai primordi

galleggia il mio corpo

e distesa è l'ira

e tutte le vanità tra loro divorate

in un lampo d'entusiasmo,

un'ebbrezza acerba,

ma subito a frenare l'ascesa

fu il ricordo di un dolore non voluto

e tutto restò tenue,

tutto si coricò

irrisolto perpetuo si arrese

peregrinando di memoria in memoria,

di volto in volto,

una coltre opaca,

lunga notte d'estate

sopravvissuta alle tue albe insonni

vidi il male,

il pavido ritegno

con cui un bagliore si spegne,

si ordina in una fitta linea grigia

e si perde laggiù

dove mi è dato guardare

oltre rami alti a raschiare la vista,

oltre la terra,

mio sonno,

mia invalicabile calma,

aspetta.

 

 

 

L'atleta

 

Dall'aria che lacera il respiro

e sostiene l'attesa

intravedo un'ora qualunque.

È poi un volo, un passaggio

per caso puntuale:

incantato un ragazzo,

il più veloce degli atleti

nell'imminenza dell'ultimo lancio

farsi eroe.

 

 

Dalla sezione

DELLA POESIA

 

In morte di Luzi e altri

 

Cosa possiamo dire

noi del ventunesimo,

quale fulgida variante

che non sia l'infima radiosità

del sole d'altri:

un raggio di tomba

era l'unica grande sera.

La corda del millennio s'è smarrita:

la preda è la luce,

la stessa emoglobina che veste la memoria,

la sillaba braccata,

l'identica goccia di una lacrima.

 

 

Quello che resta

 

Ma tu percorri ancora il filamento antico,

il codice segreto che credi conosciuto:

non appartiene più il grido unanime

- altro ci prese, altro si smarrì -

È solo l'invisibile dolcezza

che della vita resta.

La sintesi di rabbia e pena,

il suo ciglio e il suo profilo.

Il vento d'uomo che accompagna

con voce di ninfa la poesia.

 

 

Dalla sezione

DELL'AMORE

 

Ma poi cos'è l'amore

 

L'amore ha il tocco rapido dei ladri,

sa di saliva, di latte, di rimpianto;

è un brivido felice, l'incanto

segreto e caldo. È l'onta,

il disonore, un'innocente furia

che sa di liquido e di sangue.

È l'onda che passa e torna...

sembra sia sempre stata la sua voce,

il suo sorriso disperso, il suo bacio sfumato...

non sa dire, non parla

guarda la notte e insegue

chi ha il taglio dorato dei suoi occhi.

 

 

Animus/Anima

 

Vedo il giorno ogni mattina:

è il sole alto di luglio che mi trova.

Cerco soltanto una parola,

schizzo di cielo e vento,

frugata nell'indaco del sonno.

Ora di te sarei il cantore

dal centro e dagli estremi,

ma il tondo delle cose è flesso,

obliqua anche la luce

dove l'istante è un pieno...

incalza la mia corsa

mi dice - sai, si scade, non si resta.

Per questo aspetto la tua bocca amata,

il passo in ombra dietro il mio

di te che schiudi, indenne pieghi la mia notte.

 

 

Dalla sezione

FARE E DISFARE

 

Fare e disfare

 

La vita è un lascito imbrigliato:

non scioglie lacci tardi,

tenaci compongono l'attesa,

l'esatta vicinanza, l'orbita schiarita.

Soffia pietoso l'estro del giorno, l'ora d'aria.

Freme e s'arresta il punto quotidiano.

 

 

Questa notte

 

Non dorme questa notte. S'attarda nella conta

di ieri e di domani, è questo che non torna:

l'onda piena che monta,

il peso dell'aria che cerchiamo

nel cielo dell'altro un po' più ampio.

Sfugge il suo chiarore,

blindato accanto a noi.

 

 

Dalla sezione

MINIMI QUOTIDIANI

 

 

Ai rigori

 

Nel sospeso del rigore tace il respiro

tenuto come un singhiozzo

d'un popolo improbabile

sempre salvo alla fine

per qualche stella vogliosa,

qualche passo sospiroso del fato

che s'aggira e sparge abbagliato

quella che un tempo ha conosciuto e amato;

incontrarla di nuovo, trattenerla,

come una fuggitiva.

 

 

Cibamore

 

Ogni giorno il sapore del cibo

mi nutre e mi conserva;

partecipo lieve all'ordalia del tempo:

gronda di ciliegie e pomodori

come carne viva.

Clorofilla sbiadita d'insalate,

sale che non sa di mare;

la gialla frescura si fa presto ocra

di un'ananas omeopatica.

 

 

Dalla sezione

TRA IERI E DOMANI

 

 

Anni ‘70

 

Non hanno più colore i morti dei nostri anni giovanili,

le bocche rosse e nere di fragole e ciliegie

 

anche noi siamo stati potati...

 

vestiti come fossili, né morti, né redenti

non siamo nati liberati, solo figli d'un salto benefico,

solo figli dovevamo restare

come ultimi d'una bellica coda,

la calamita di tutti gli errori

 

anche noi tra i segnati del secolo

 

e s'è capito ormai il sogno più incauto,

essere noi a liberare

i figli e anche i padri.

 

 

Tra ieri e domani

 

Ero seduta e le voci si univano all'aria...

poi si sono fatte silenzio

in questo soffuso dolore,

intaglio di vita che accoglie,

chiama da ogni finestra socchiusa

per ogni domani che viene

sconosciuto a entrambi, come sai,

sappiamo ormai.

 


 

Marzia Spinelli è nata nel 1957 a Roma dove vive e lavora presso un Ente pubblico.

È redattrice e tra i fondatori della rivista Línfera, per il Movimento della Neorinascenza letteraria, nata nel 2006. In passato ha collaborato ad altre riviste di arte e letteratura, tra cui La bottega del restauro, Fron­tiera, Omero sulle quali sono apparsi suoi articoli e testi in prosa. Testi poetici sono stati pubblicati nel volume antologico Laboratorio «Zone». I poeti (Bagatto, 1990) e Partendo dalla sala infera (Notegen, 2005). Fare e disfare è la sua opera prima.

 

  In copertina: Umberto Boccioni, Il romanzo di una cucitrice

 

 

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