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Saracino Carla - "I milioni di luoghi"

05 luglio 2008

LietoColle - Collana Erato  
 
Finalista al Premio Castrovillari
sez Poesia edita FRANCESCO VARCASIA 2007
***
VINCITRICE
Premio di Poesia UMBERTO SABA sezione OPERA PRIMA  2008
 
***
tra i 10 finalisti del Premio Cetonaverde Poesia 2009  


1. Raccolta inquietante, questa. Perché attraversata da una energia temperamentale diffusa e concentrata a interrogarsi, domandarsi se tutto è poi così reale come sembra. Energia, o coscienza in ombra che mette in discussione ogni eventuale verità e valore di percezioni, ricordi, frammenti di vita, tracce di passato.

2. I momenti più intensi mi sembrano, tuttavia, essere quelli in cui il valore delle cose appare non tanto negato quanto, letteralmente, neutralizzato. Quando anche le sensazioni minime (se non quotidiane) vengono sottoposte a una ossessiva, quasi incarognita sospensione di giudizio.

3. Ma come sono, le cose sospese, colte nell'attimo in cui passano dal senso al non senso? Che tonalità posseggono, in questo loro svanire, scolorarsi? Una tonalità indistinta, indefinibile.  [...] Forse, per afferrare una simile tonalità bisogna solo cercare. Procedere per tentativi. Variare. Giocare sui contrasti.  [...] Domina, in fondo, una aspirazione tetra e ambiziosa: esprimere attraverso le parole la totale, desolata, mancanza di senso.

4. ... una delle prime mosse dell'intera raccolta consiste in una esplicita dichiarazione antivitalistica: "forse, amo qualcosa che non è la vita". Né slancio misticheggiante, né travalicamento verso il trascendente. Solo l'acquisizione che oltre la vita altro non c'è, ottusamente, niente che non sia ancora vita. E non è un bene.

5. È strano. Perché, paradossalmente, quel disamore di sé consente una sorta di comunicazione, di colloquio con chi non c'è più. Come se la mancanza di senso avvicinasse i vivi e i morti, rappresentasse il loro terreno comune, la zona dove coabitare.
dalla prefazione di Mario Santagostini





E così la mia anima ba va
in qualunque luogo il mio cuore puro voglia:
nei cieli e sulla terra, nei milioni di anni.
da "Il libro egiziano dell'uscita alla luce"



... quando una cosa
è sempre comparsa e
ora distingue anche me...




sezione  I


Forse, amo qualcosa che non è la vita.
È meno di me.
Conosco questo stato.
Mi aspetta
la comunione della specie.


Come è vero alla fine delle stagioni
il timore della loro brevità.
Al limite dell'oblungo vetro di pioggia,
sull'adiacenza dei vetri è l'acqua
l'umano.


Dopo di sé come dire dopo i diari del buio
quando è completo ignorarsi.
È l'incastro di un ritmo indisciplinato,
sottile, lungo a capirsi,
la natura lo riproduce
in eredità alla vita.




sezione II


Tu muori
mentre io sono fuori,
per strade, cibo fritto
in un'aria quasi estiva.
C'è tanta gente intorno,
il clima è asciutto,
sembra non sia mai esistito, un clima.
Io vado verso un assoluto
tu muori.
Si vede a tratti come un cappello
che aspetta.

Bari, 16 marzo 2006.


O morti delle sere d'estate.
Ecco il vostro alito
sopravvissuto.
Un gemello non vinto
dalla sepoltura
vi darà le forme d'una
appartenuta fortuna.



Io passerò
e nessuno proverà a resuscitarvi.
E ora che restate assorti
io vi compatisco.





sezione III


N
ell'aria non ci sono malesseri
solo voglia di stare
compiacersi del vivere come una
migliore cura.
Il tempo di ottobre non entra nelle case.
A noi sembrerebbe un'altra stagione, ma dirselo
non è preoccuparsene
e allora continuiamo silenziosi
a un passo dal salutarsi,
essere presenti.



C'è una salubrità nell'aria,
volge come volge la sua soluzione
e non incanta.
Io, che a scheggia vi cammino,
disturbo, sono vigile,
erompo nelle ambiguità.



Molto dovrà passare
prima di chiedersi dove sia giusto
o se non rischi ogni momento
di diventare quello
e l'imperfetto.




Carla Saracino (Maruggio, 1980) è alla sua opera prima. Sue poesie sono apparse su Lo Specchio de La Stampa, L'Immaginazione (Manni). È presente con sillogi sulle seguenti antologie: Poeti Circus (Poiesis), Tabula Rasa (Besa), Da Napoli, verso... (Kairòs).


In copertina: opera di Aldo Summa.
All'interno: foto di Luigi Mangione,
tratta dal volume "Terra di Puglia, poesia d'immagini"





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