S. Sblando su Ruotolo

 

 

Eccoci qua come promesso ad inaugurare la vetrina di poesia con una voce nuova, amica e forte.

Il nome è Anna Ruotolo e la sua poetica è affidata ad una piuma, fragile e forte al contempo come sono appunto le piume di un'ala quando sorreggono il volo.

 

E' il tempo a percorrere quasi tutta la poetica di Anna e lo si può trovare declinato egregiamente nella sua prima raccolta dal titolo "Secondi Luce", Ed. Lietocolle, che segna l'esordio di questa giovane autrice.

Nonostante l'utilizzo spesso abusato in poesia del tema "tempo", nei suoi versi non c'è ordinarietà, il linguaggio usato dalla ventiquattrenne poetessa infatti è maturo e semplice ma al contempo volto ad una delicata ricercatezza ed originalità linguistiche.

Quanto detto infatti è facilmente riscontrabile leggendo alcuni versi della poesia che apre la raccolta: "al passeggio chiarazzurro della barca" (Secondo luce).

O quando più avanti nella lettura ci si imbatte in versi come questi: "All'infinito so che ti affacci sul lato occaso della bocca". Il riferimento dantesco è d'obbligo: "andavamo inver' l'occaso" (Dante Purgatorio XVI).

 

O come tutta la poesia che chiude la raccolta:

 

AVVENTO

 

Come le volte che la neve accesa

incendiata sulle stagnole dei regali

ci ritornava a tremare,

passavamo nel tempo blu fondo

della notte in nove voli.

Il mio avvento ha un nome

che mai si disse, mai diremo.

 

 

 

Ed è alla poesia di Anna Ruotolo che ora vorrei far posto perché è la poesia, come giustamente diceva Mario Luzi, il luogo più naturale per la parola.

 

 

Volerti un bene feroce

e insieme inconsistente

come una ferita che sbiadisce

è la nascita di una formica

nel continente

e la caparbia vita minuscola 

di una mariposa.

 

Volerti bene e sentirti

nelle vene delle pareti

adesso sembra un treno

partito in libera caduta,

un'ora 

inconservabile 

come la neve.

 

***

 

Volerti bene in una poesia

è il luogo più giusto

e volermi bene

è un lungo riporto di mare

 

in questo modo potevo dirti 

della composta d'acqua

entrata nei castelli di sabbia

e la paura di sfiorarti

e vederti crollare

per piccole polveri di frane.

 

Mi lancio da un lumino:

prendilo se verrà

curalo nel sonno

salvalo dal fiume che discende

prima di un delta.

Volermi bene è un tiro di giornate

raggiate in un viso per nulla

poco più di un'edera su una porta

vista rischiarare e farsi aperta

 

un'ora 

inconservabile

come la neve

 

 

ISTRUZIONI SULLA DOTE

(a mia madre)

 

Ora per crolli mi ritorni negli occhi

durata così poco

sparita nelle vertebre dell'acque.

Avevi un modo di tirare i capelli

amavi prenderli alle tempie

farmene un ciuffo

sedute coi gradini della baia

che avevo un'amniotica certezza

di fuggire per te

fuggire l'inverno lunghissimo 

a venire.

Questo voglio, tu questo digli:

prendila di notte, prendila se affonda

sotto le barche

scioglile i capelli che preparai

così costretti per te,

lunghi, come una grande luce 

che non finisce più.

E' così che un giorno si smette

di scrivere per qualcuno

non fai che come navi

che si ritirano

o i funghi di ombrelloni

che si abbattono.

E' così che ti poggio come un fiore

sulla strada

e ti prego di prendere le radici

per te stesso,

fino a quando 

ripioverai sulla mia faccia

da un portone malchiuso

come le tue braccia di foglie

con le tue mani di poesie.

 

 

 

Salvatore Sblando

 

 

articolo pubblicato su La rosa in più

Dal nostro catalogo

Ruotolo Anna - "SECONDI LUCE"

ISBN: 978-88-7848-528-0

Anno: 2009

Prezzo: € 10,00 [ Acquista ora ]

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