S. Sblando su Montieri
17 gennaio 2010
dal blog larosainpiu di S. Sblando
Se fosse un film, ciò che viene di seguito potrebbe essere tranquillamente considerato un trailer, talmente sono vivi ed in continuo movimento, i versi di Gianni Montieri.
Amico ed autore di grande spessore, apprezzato e cresciuto notevolmente in questi ultimi anni, ha nelle sue corde il rendere musicalmente poetico tutto ciò che davanti ai suoi occhi si tramuta in realtà; versi che dalle sue mani diventano solco e carezza sul foglio, fino a pochi attimi prima ancora bianco.
Poeta decisamente minimalista ed essenziale, (Carver non a caso è uno dei suoi riferimenti letterari), riesce a tradurre in pochi versi, forti emozioni e grandi paure con una tale naturalezza da rendere il tutto per chi legge, quasi un vestito su misura.
Ed è prossima oramai l'uscita della sua prima raccolta poetica; da fine febbraio per LietoColle sarà disponibile infatti "Futuro semplice".
Una raccolta che cadenza in maniera forte e decisa un percorso che in questi anni io ho imparato ad amare e a seguire sempre con interesse.
Ci sono testi infatti di Gianni che alcune volte avrei voluto scrivere io ed immagini che a rubarle si farebbe reato.
M.L. Spaziani dice che si determina il valore di una poesia, fin dalla lettura dei primi tre versi.
Vi lascio alle parole (poche ma non per questo meno dense di significato) con cui l'amico Gianni descrive il suo rapporto ed il suo fare Poesia e, permettetemi d'aggiungere, il suo "essere" Poesia.
"Non so ancora se io e la poesia siamo fatti l'uno per l'altra ma stiamo insieme da un po'. Questo vorrà pur dire qualcosa. (G. Montieri)"
Salvatore Sblando
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