Ruotolo Anna - "Secondi luce"

LietoColle - Collana Erato

 

Premio D.M. Turoldo - 8° ed.: vincitrice sez <25 con inedito

Premio Speciale Silvia Raimondo ed 2009   - vincitrice

Premio Città di Bellizzi 2010: Menzione d'Onore con medaglia 

PREMIO INTERNAZIONALE " CITTA' DI OSTIA" 2011

 per la Sezione "Nuovi Poeti al Città di Ostia"

 

volume disponibile presso la Libreria HAMLETICA

in Corso I Ottobre, Piazza della Vittoria 12, MADDALONI.

 

La voce e la poesia di Anna Ruotolo in video nella sezione "Voci poetiche"

 

È il tempo che percorre tutto questo primo libro di Anna Ruotolo, quel tempo che fa attraversare una strada vicino alle parole, dette ancor prima che la realtà attacchi con i suoi addii senza scampo [...] Anna sa tornare ogni volta a un racconto intimo che però viene messo sul balcone, offerto all'umano passaggio. Piccoli fuochi si dichiarano, sempre più prossimi a quel "tu" novecentesco che qui sem­bra ritornare per rivelarsi fecondo, vivido nel dialogo [...] Sono mosse caute ma decise quelle che si vedono in Secondi luce, la lingua sa dove non può arrivare, e la maturità sta proprio nel fermarsi poco prima che la ricerca si disperda nella nebbia, fenomeno che accade spesso nella produzione dei poeti più giovani, come se ci fosse un'incapa­cità ad arginare le "cose difficili" e ingannevoli nel nascondere un senso che in realtà non c'è. Qui la tensione va tutta al risveglio delle cose, che acquistano un nome e che quindi possono parlarci ad occhi aperti, in piena fiducia.

Elio Grasso

 

dalla sezione

UNA LUCE DI LAMPI

 

Secondo luce

 

È come dirti addio

sopra il cucuzzolo del Mondo

dopo il mare fin dentro

che ci divide al ponte,

al passeggio chiarazzurro della barca.

Dire addio a te e - prima che sia -

a noi

a tutte le inconsolate vie della tua bocca

alle parole della pioggia sui canali

degli occhi.

Questo è il tempo: una luce di lampi,

breve, come il guizzo della terra

e manca, manca il cono d'ombra

dove si nasce, dove un po' si vive.




*

 

Per parlarti ho preparato tre fuochi:

uno alla finestra nella bianca

bianchissima luce che esplode,

uno oltre il ceppo, poco dopo

il vento sul corpo della noce.

Il terzo - un passato corto -

da una porta aperta a un ponte.

Al sole azzurro che dilava il cielo

dirmi di saperti cercare per il mondo

a te che si esiste dall'ombra

alle chiarezze che crescono per aprire un tetto.

Forse aspèttati di vedere la paura

di non trovarti nel silenzio della pioggia,

sull'avanzo prossimo alle stelle.

Questo ti lascio: sempre il niente, il poco

e tutta la vita a innamorarsi.



*

Penso, aspettavo di vederti

con la faccia consumata dalla pioggia

quando più chiara si fa la fonda.

Guarda come gonfia questa gola

sotto la collina di memorie:

qui siamo tutti pronti a perdonare

le spalle sorde che non abbracciano nessuno

da una sera andata, persa altrove.

Come torni nell'impronta ladra

sul pane del cartoccio, sul fumo di farine

da un trapezio aperto sopra il mare.

 

 

 

dalla sezione

TERRA DI MEZZO

 

*

 

C'è un momento

- voglio crederci

voglio sigillarlo -

che avremo una mano libera

prima di lanciare il lampo

in mezzo al cielo

(quando una stella taglia l'altra

e mai luce più fonda

è il buio che riflette le lanterne)

tutte le strade mi saranno amiche

forse gli atomi bianchi delle cose.

Ma solo lì, tra le conche brune

schiarisce l'acqua

poco azzurro si posa sul fondo

e dei pesci argento s'indovina

il guizzo.

Ancora - dico - per ora è tempo

d'amarsi.

 

 

 

anghelos

 

Che rientri da questa terra

per i segreti delle porte

che quasi mi dormi accanto

è scritto nel rumore della pioggia

nel tremito aguzzo delle acque.

Più dentro è il chiodo di non saperti qui

vederti andare come certe domeniche d'inverno

anche quando è il dono del mondo che ci unisce,

il fondo delle cose a crescerci di neve.

 

 

*

 

Sapevo del ritorno

lo diceva il vento lo dicevano

i vecchi con gli innesti dell'autunno

che questa terra di confine

sa di cosa parte il giorno

e di come rivengono giovani

le sporte aperte dai libri abbandonati.

Forse questo gradino incavato

- dove l'impronta muore dopo,

dopo che dal basso la strada

ci chiama e fa l'eco vicina -

aspetta una barca che dondola

quando sul tufo sbriciola la mano.

Il segno è sul sagrato della chiesa:

in una conca azzurra

è sera d'acqua benedetta.

 

 

 

Terra di mezzo

 

Forse è un lungo sonno

venuto dal Donegal

che sfinisce su queste rotaie:

qui siedo ad un gradino

come per fare più vicina

la corriera

perso e sepolto un treno che va,

e nuove ragazze del millennio

giocano irish coi capotreni.

E non so se marzo arriva

con la sua lingua di foglie,

se fermarti per il braccio

nella luce che resta.

 

dalla sezione

E T'AUGURO UN VIAGGIO CHE DURI

 

*

Vorrei scostarti rondini dagli occhi

in questo giorno di basilica ventosa

averti per un poco, poi mai più.

È come conservare in pancia

tutta la luce a venire

per un chiosco di lucciole nel tempo.

Sempre si nasce un'ora

che fa mattina

e perché non sia mai notte

davanti ai tuoi specchi del volto

che quasi son certa

- quasi - mi brucerà una vita.

 

 

La luna è diversa

 

Quest'anno che invecchia

la luna è diversa,

ieri una gittata appena

e noi potevamo toccarla.

E poltrisce a lato della notte

più scura dove non ti puoi trovare

il manovale che non parla italiano.

Qui non abbiamo più muri

da chiedere di far nascere dal nulla

da dove lanciarci nel vuoto

al gioco dell'angelo e della fiducia

- amore -

ora che sparisce la luce bianca

e torna inaspettata la premura.

Ora che è lento a nascere un fiore.

 

 

*

Tu che non arrivi

parti in silenzio

da dove rallenta

elastica l'aria

spaziosa, geograficamente

lampante,

dicono

- e allora è vero -

come i guasti nucleari

ti spargi a migliaia di chilometri

sulle fucine delle strade

che agosto risale

su un filo tremante di laghi

fitte riserve di case e

da lì con te

da lì per spazio

fa come per suonare

lontanissima e variabile

la romanza di Natale.

E t'auguro un viaggio che duri,

la prua diritta

tu che non torni

parti che tutto dorme

e sola t'aspetto mill'anni.

 

 

 


 

Anna Ruotolo è nata il 23 ottobre 1985 a Maddaloni, in provincia di Caserta.

Si è diplomata al liceo classico "G. Bruno" e frequenta la facoltà di Giurisprudenza presso la Seconda Università degli Studi di Napoli di Santa Maria Capua Vetere (CE).

Ha vinto il premio speciale del presidente al concorso internaziona­le giovanile "Ut pictura poesis" (2007/2008) indetto dall'associazione culturale romana L'Espressione Latina d'Italia.

Finalista al concorso nazionale di poesia "Il Fiore" (2008), è inserita nell'antologia del premio omonimo.

Per la sua opera, ha ricevuto una menzione d'onore al primo premio internazionale di poesia "Piero Alinari" (2009).

Suoi inediti sono apparsi sulla rivista "Poesia" di Crocetti nel numero di luglio/agosto 2009.

 

 

In copertina: fotografia di Antonio di Vico

www.antoniodivico.com

 

Dal nostro catalogo

Ruotolo Anna - "SECONDI LUCE"

ISBN: 978-88-7848-528-0

Anno: 2009

Prezzo: € 10,00 [ Acquista ora ]

Si parla di questo libro:

info@lietocolle.com
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