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Romero Candelaria - "Poesie di fine mondo"

LietoColle - Collana Erato

pagg 82

 

Cinque sezioni per raccogliere riflessioni esistenziali, ricordi di luoghi, persone, le alterne vicende dell’amore e il rapporto con la scrittura. Il tutto osservato con gli occhi di una donna, poeta per gene e per dono, la cui voce giunge chiara attraverso lo scritto e la sua oralità.

 

“Il viaggio non è iniziato

né il cammino concluso,

i saggi non hanno raggiunto l’esilio

né gli esiliati la saggezza”

Mahmud Darwish

 

Parte prima

 

*

Ho creduto

che sognare fosse già vita

oggi mi trovo

assassinata dal bianco delle lenzuola.

 

 

*

Stanotte ho parlato con Dio

ci siamo guardati negli occhi

senza preghiere né gocce di battesimo

ci siamo scambiati idee, parole

ho chiesto del suo corpo

non sempre ha risposto:

solo l’aria cambiava dei sospiri direzione.

Abbiamo parlato di te dell’assenza del vuoto

del peso della fame che non è fame

e poi           nel momento del saluto

è tornato il silenzio.

Stanotte ho parlato con Dio

senza chiamarlo per nome

è bastata la notte

un buon bicchiere di vino

il suo rosso sangue

dentro.

 

 

Parte seconda

 

PORTO SAN GIORGIO

 

Si chiamano alpargatas

qui dicono espadrillas

importante è la iuta che avvolge il piede

opportuno schivare pozzanghere

evitare lo sporco del mondo

scarti dimenticanze del cielo.

Erranze fragili le mie alpargatas

delicate compagne di viaggio

prudenza nel passo

raccolgono sospiri del mare.

 

 

IL PONTE

 

Su un ponte di Buenos Aires

corpo impiccato.

Sul collo il cartello dichiara;

“morta perché guerrigliera”.

Trenta anni dopo possiamo seppellirla.

Odore di ossa

visi tornano ad amarci ancora.

 

 

Parte terza

 

 

MADRE LUPA

 

a mia madre lupa, Marisa


Arrivi

la pancia la mandibola s’induriscono

domande tornano

lente ingrandisce separa riordina scarta rimette

versi riempiono pareti

le parole hanno un proprio ordine nel cosmo

fino a non riconoscersi più

mentre profumi un angolo di grattacielo.

Madre lupa rintana ieri.

 

 

POETA DI CAMPAGNA

 

a Mario Romero


Dopo la morte i colori

pelle di sabbia

grigio dei cappelli

guance gialle

palpebre arate da una linea bianca.

L’alba rapisce i colori

respiro lento accompagna i sassi

e tu ricordi lontanamente il viso di questa terra.

 

 

Parte quarta

 

 

FARE L’AMORE

 

Ruvide mani di uomo

sulla testa sul sesso

gli estremi cullati

liquidi fertili

 

nascere ancora.

 

 

*

L’amore mi veste

tocca straniero amante

i fiori sulla pelle ricamata.

 

 

Parte quinta

 

 

*

 

Non esiste poesia per scaldare cuori

ma morte o se volete suicidio.

Strangola la china nera il bianco delle pagine

chiede ossigeno che qui fra le righe non trova

punti tagliano il fiato

pagine calpestate di errori

e tu arriverai puntuale

un attimo dopo la fine

dando un senso a questa frase.

 

 

POESIA

 

Colomba nervosa posa zampe su cumuli di spazzatura

sole democratico illumina discariche

in cima la punta risplende

l’alata depone splendore.

 


 

 

Candelaria Romero è nata nel 1973 in Argentina da genitori poeti. A sette anni inizia la sua formazione artistica diplomandosi nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma (Svezia). Dal 1992 produce e presenta in giro per l’Italia le sue opere di teatro civile e di poesia. Cofondatrice della rivista web di letteratura della migrazione «El Ghibli», è inclusa nell’antologia Ai confini del verso. Poesia della migrazione in italiano, a cura di Mia Lecomte (Le Lettere, 2006). Ha partecipato con le sue opere teatrali e le sue poesie a convegni nazionali ed internazionali e i suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste di poesia, didattica e filosofia. Nel dicembre 2008 vince il premio naziona­le “Bianca Maria Pirazzoli” come migliore attrice. Nel 2010 pubblica il libro “Poetica e teatro civile – tre monologhi per Amnesty e Survival”, raccolta drammaturgica dei suoi lavori di teatro civile (Aracne).

 

 

In copertina:

Argentina, San Miguel de Tucumàn: sentiero de los Sosa, cartello stradale “Fin del mundo”.

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