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Riviello Vito - "Scala condominiale"
28 ottobre 2008
Poeta e scrittore di spessore, intelligente, vivace e ironico, capace di trarre dal concreto e dal reale elevati momenti poetici tradotti in originale modalità linguistico-espressiva di tipo colloquiale per continuare ad accompagnare il lettore anche oltre la fruizione dei testi.
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Se stupidamente
ci convinciamo che cefalea
sia una patologia
che nasca a Cefalù,
allora possiamo credere
che nostro padre
sia un catodo.
SIMMETRIE
Dall'occhio destro giunge
un ammiccamento
omissione di sentimento,
leggera smorfia labbro
inferiore, quanto basta
a dichiarare insoddisfazione
verso chi batte il tacco
per dispetto.
UNO ALLA VOLTA
Scarti cimiteriali dove
spuntavano papaveri
fanghiglie residuate
di rifiuti industriali,
si offrono alla terra
che li respinge
a mittenti innocenti
che non mettono più
fiori all'occhiello,
quelli che camminavano
uno alla volta, nei salotti.
Giunge flebile ai balconi
il coro dei papaveri rossi
colorati all'ingrosso.
VOILÀ
Ecco il giorno che abbiamo
somiglia al giorno prima
sembra che siano fatti
con la stessa luce,
meno piovoso di ieri
ma domani può piovere
allo stesso modo
uguagliando ieri a domani
i giorni sono gli stessi.
Anche se oggi
dobbiamo cogliere quel ch'oggi
ci offre sempre più dei giorni scorsi
anche se un giorno
come questo l'avemmo
venti giorni or sono, quel giorno
forse era più ventoso
spazzava biossido
a più non posso, oggi
s'incassa ossido.
Il giorno ormai si chiude
in una capsula crepuscolare
va somigliando ad un altro
da montare per comica illusione
d'aurora boreale.
PROFILO DI LUNA
Quella che scende è una visione
individuata e presa dall'alone
delle piogge annunziate,
una favola, un gioco o una chimera
che s'insinua nel cuore della sera
con gli ascensori della luna.
In questo modo spunta il profilo
stesso della luna, una mafalda bassa
tutta ingroppata con gli occhi della melassa,
perpetua, mulacecata, corbella, sassa,
d'età pausistica sensibile all'osso,
di quelle che mangian questue
lungo pianure infeste di medioevo pesto.
Vito Riviello è nato a Potenza nel 1933.
Inizia giovanissimo pubblicando in pieno clima Neorealistico, una plaquette di poesie dal titolo Città fra paesi, tra stile liberty e crepuscolare (1955), questo volumetto fu definito da Leonardo Sinisgalli: "Il primo ritratto letterario di Potenza".
Nel decennio successivo collabora con riviste letterarie di rilievo nazionale, quali Letteratura, Rendiconti, Nuovi Argomenti, etc...
Negli anni settanta vengono pubblicati diversi libri di poesia, tra questi: L'Astuzia della Realtà (Vallecchi, Firenze), con la prefazione di Paolo Volponi e Dagherrotipo (Scheiwiller, Milano).
Negli anni ottanta si accentuano toni burleschi e un'ironica demistificazione delle certezze esistenziali, vedi: Tabarin (Carte Segrete, Roma); Assurdo e Familiare (Empiria e Florida, Roma), con la prefazione di Giovanni Raboni.
La critica parla di neodadaismo nelle ultime opere di Riviello, ma anche di precedenti letterari del cinquecento come Rabelais, Burchiello, Berni.
Nel 1997 con il libro Assurdo e Familiare (Manni, Lecce) l'autore potentino recupera il titolo dell'opera precedente, per farne un'antologia riassuntiva delle pubblicazioni fatte in venticinque anni, con un saggio di Giulio Ferroni.
Fervorosa l'attività di Vito Riviello che dal 2000 al 2007 edita i seguenti libri: Plurime Scissioni (Pagine, Roma), con introduzione di Francesco Muzzioli; Acatì (Onyx, Roma) e Livelli di Coincidenza (Campanotto), con la postfazione di Gabriele Perretta che in questo libro individua in pieno il senso della nuova poesia comica europea.
Riviello ha scritto anche libri in prosa, tra cui piace citare: Premaman (La Nuova Libreria, Potenza), con prefazione di Gilberto Finzi; La neve all'Occhiello (Capuano), con prefazione di Giovanni Russo; E arrivò il giorno della prassi (Empiria), introduzione di Giorgio Patrizi; La luna nei portoni (Calice, Rionero in Vulture); un libro singolare è Fotofonemi in cui l'autore seguendo l'antica lezione di Baudelaire attua la commistione dei codici d'arte traducendo alla lettera 18 fotografie di Giuliana Laportella.
I sui scritti sono stati tradotti in diversi Paesi del mondo.
Nel decennio successivo collabora con riviste letterarie di rilievo nazionale, quali Letteratura, Rendiconti, Nuovi Argomenti, etc...
Negli anni settanta vengono pubblicati diversi libri di poesia, tra questi: L'Astuzia della Realtà (Vallecchi, Firenze), con la prefazione di Paolo Volponi e Dagherrotipo (Scheiwiller, Milano).
Negli anni ottanta si accentuano toni burleschi e un'ironica demistificazione delle certezze esistenziali, vedi: Tabarin (Carte Segrete, Roma); Assurdo e Familiare (Empiria e Florida, Roma), con la prefazione di Giovanni Raboni.
La critica parla di neodadaismo nelle ultime opere di Riviello, ma anche di precedenti letterari del cinquecento come Rabelais, Burchiello, Berni.
Nel 1997 con il libro Assurdo e Familiare (Manni, Lecce) l'autore potentino recupera il titolo dell'opera precedente, per farne un'antologia riassuntiva delle pubblicazioni fatte in venticinque anni, con un saggio di Giulio Ferroni.
Fervorosa l'attività di Vito Riviello che dal 2000 al 2007 edita i seguenti libri: Plurime Scissioni (Pagine, Roma), con introduzione di Francesco Muzzioli; Acatì (Onyx, Roma) e Livelli di Coincidenza (Campanotto), con la postfazione di Gabriele Perretta che in questo libro individua in pieno il senso della nuova poesia comica europea.
Riviello ha scritto anche libri in prosa, tra cui piace citare: Premaman (La Nuova Libreria, Potenza), con prefazione di Gilberto Finzi; La neve all'Occhiello (Capuano), con prefazione di Giovanni Russo; E arrivò il giorno della prassi (Empiria), introduzione di Giorgio Patrizi; La luna nei portoni (Calice, Rionero in Vulture); un libro singolare è Fotofonemi in cui l'autore seguendo l'antica lezione di Baudelaire attua la commistione dei codici d'arte traducendo alla lettera 18 fotografie di Giuliana Laportella.
I sui scritti sono stati tradotti in diversi Paesi del mondo.
Fotografie di Giuliana Laportella.
In copertina: Riposo;
all'interno: Gatto e Topo.
In copertina: Riposo;
all'interno: Gatto e Topo.
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