Siete qui:
Raieli Roberto - "Fuoricampo"
12 luglio 2008
LietoColle - Collana Opera Prima
[...]
Cose e situazioni nominate trovano un'eco suggestiva, e se si vuole metafisica, nel loro contrario o nella loro negatività. La poesia è la conchiglia vuota che ha perso la voce ma non la memoria delle voci? Perché molti dei versi più significativi parlano per sottrazione [...]
Altre voci critiche sicuramente scandaglieranno, un giorno, la profondità della poesia di Roberto Raieli.
dalla prefazione di Maria Luisa Spaziani

dalla sezione
Canto del girasole
senza parole
leggerai il ricordo delle mie parole
immancabilmente seduta nello studio azzurro
oltre le mura della nostra casa
seguirai il fluire delle mie parole
che ti avvince irresistibilmente tra le spire
e ad occhi chiusi ti trascina altrove
là ti attendo
in nessun luogo
dove ci scaglierà l'estasi dei corpi nudi
sarai l'immagine del tuo nome
sarò le consonanti della nostra unione
saremo l'uno dell'altra la sensazione
senza metafore
senza parole
28 giu 2005
***
Mi sono seduto qui in mezzo, con l'intero apparato del sorriso, il naso grosso dei clown di Ejzenštejn in cui si estasia la mia malinconia, e ho portato solo uno scampolo di realtà, tutto il resto è fantasia.
Anna parla con il pancione, il nevicare della sua voce scotta la mia pelle, e gli racconta del suo papà, mentre opprimo in bocca parole diafane, impensierito da un impiego a tempo mozzo nella Fabbrica del Mondo.
Anna porta in grembo il suo bambino, con la dolcezza di un azzurro di Antonello da Messina, tutto il resto è fantasia.
Io preoccupato del libro che ho scritto a fogli alterni, dell'albero arido che ho seminato, che attendo ansioso il mio bambino. Lei gli racconta del suo papà, che l'estro che attende per laurearsi immortale non si affanna nelle parole che ricorderanno gli altri, ma riposa nel bacio che gli darà appena nato.
7-9 ott 2004
***
a volte penso che il mondo sia quadrato
e mi addormento accanto a un tulipano gigante
pieno di vino
è bello tuffare labbra e naso in mezzo ai tuoi capelli
il mondo si conclude
ed è quadrato
16 mar 2003

dalla sezione
Fuoricampo
finire e rimanere memorabili
ciò sarebbe il guadagno
crolla una vita intera
tutte le volte un tanto
ma si disperde nel brillio segreto
della linfa che da sempre ci nutre
nel mio nucleo discreto
che nei cristallini degli occhi posso
a me stesso celare
accecandomi chiudendo le uscite
da cui potrei riconnettermi al mondo
poi suvvia non sarà
più svelto l'orologio del rifiuto
dell'elegante clessidra del corpo
o della rete dell'informazione
che ci esalta e ci uccide
tutti gli istanti un tanto
ott 2003 - dic 2005
ecco l'Adda
ecco l'Adda
che scorre
algido
in mezzo alla
tua fronte
tumula
nel fango
i tuoi piedi
marcescenti
ecco l'Adda
tra i neri
sassi
della piana
di Catania
si getta
moribondo
nel Simeto
24 set 2005
Cosa esattamente è la poesia
alla fine non mi troverai mai
sarò sempre altrove
fuori dal campo della tua immaginazione
sarò seduto in un momento
solo un momento
di stasi nella mia caccia senza oggetto
oziato intorno al grumo della luce
per ascoltarne il rintocco
sarò fermo e in movimento
sputato tra le fiamme di un cannone
starò correndo
risalendo la spirale dei miei vari natali
sarò morto e preparato
per ritornarmene alla vita
sarò un frammento
vagante di un frammento di organico universo
sarò il multiverso
qui e ora e in altro e mai e ancora
eternamente pendulo
sarò il tuo cerchio
sarò il tormento
il pathos la paura il riso il pianto
il bello e il sublime
ma alla fine non mi troverai mai
sarò sempre altrove
fuori dal campo della tua sensazione
16 mag 2005

dalla sezione
Nuove armonie
scrittura e cancellazione
non scriverei se fosse in dubbio il foglio
c'è nella vita c'è un dolce nitore
il no dell'universo si ripopola
scrivo e cancello tra memoria e oblio
c'è quasi nuova armonia c'è allegria
un piccolo pensiero per me solo
nell'estatica nella taciturna
nella prima movenza di mio figlio
c'è un demone che prende la mia mano
il muto movimento delle labbra
mi atterrisce la cella senza porta
la notte si ritira lentamente
c'è una mano che sorregge il mio labaro
mi sveglio e ho scritto un altro canto in meno
11 nov - 31 dic 2004
gli umani in cui sono stato nel corso del tempo
i paesi in cui sono nato
il muro ricco di bolle
di vesciche bollenti contro cui ho rimbalzato
nel silenzio il fruscio
la carta imbiancata
taciturnità
solo grida cancellate
palinsesto di uomini le città il muro
per cui non ho trovato nome
per cui non ho parlato
27 dic 2004
andare su Marte, o sulla Terra
23 set 2004

dalla sezione
Nuove melodie
la biblioteca
spesso insanisco in biblioteca
cercando le pagine strappate a un libro
dal suo stesso autore
spesso
cercando i libri non scritti
che dovranno ancora venire o che non dovranno
mai
e i miei libri
e le pagine incollate su un libro
da una responsabilità alternativa
spesso ti aspetto in biblioteca
il viso ben rasato anche se sembri
non arrivare mai
lasciami tenere i baffi nuovi
ancora per poco
tra i repertori non automatizzati
lasciami aiutare a rovistare
tra le elettroniche carte
questi delusi
pacifici avventori
che a rischio di imbrogliarsi
nella mia tela
ragna multimediale
si ostinano a trovare le pagine che io stesso
nel tempo
ho cancellato o cancellai
11 ott 2003
buon autunno foglie
non sono più le stesse queste rose
non sono più fresche
come quelle che mi graffiavano le dita da bambino
si sveglia molto presto la mattina
aprendosi la strada tra pensieri levatisi prima di lui
che sembravano rimossi come innocue paure
e va a cercare lavoro
perché hai già bisogno di soldi
che fino a ora non sono bastati
per coprirti e mangiare
la sera è fresca questa sera
e senza luna
appena una scossa sotto la pelle
il vento senza peso dell'autunno
del primo refrigerio senza scopo
buon autunno alle foglie
non è più lo stesso questo vino
ricordiamo i bicchieri preziosi con cui
abbiamo bevuto nelle feste addobbate
senza freni per il nostro compleanno
3 ott 2003

dalla sezione
Verso il sole
una fetta di pane verde
una fetta di pane verde
una spalmata di limone muffito
quattro morsi
cinque bocche
un ragazzo senza più appetito
27 ott 2002
spegnere i cannoni
spegnere i cannoni
ascoltare lontano il frastuono delle acque
impazzire di sole
riaccendere le artiglierie
respirare ancora catenelle di polvere e fumo
aspettare ansiosi le nuvole nere all'orizzonte
bagnarsi di pioggia
calciare le maglie cadute dal mitra
23 ott 2002
Opere di Leonardo
D'Amico
in copertina: tecnica mista su tela (100x120), 2005
all'interno: tecnica mista su tela (130x180), 2006
Visualizzazioni: 515


