LietoColle - edizioni poesia

Insieme per diffondere poesia

LietoColle - Via Principale 9 - 22020 Faloppio (Co) - Tel/Fax 031 986292 - info@lietocolle.com - Michelangelo Camelliti editore: Tel. 329 4059451

Raieli Roberto - "Fuoricampo"

12 luglio 2008

LietoColle - Collana Opera Prima

 

Vincitore concorso LietoColle Opera Prima 2005



Il titolo della silloge è Fuoricampo. L'autore è il giovane Roberto Raieli. La leggo e poi la rileggo. Si apre ariosamente con la sezione Canto del girasole, e subito veniamo introdotti nell'emotività di un discorso d'amore che è insieme struggente e asciutto
[...]
Cose e situazioni nominate trovano un'eco suggestiva, e se si vuole metafisica, nel loro contrario o nella loro negatività. La poesia è la conchiglia vuota che ha perso la voce ma non la memoria delle voci? Perché molti dei versi più significativi parlano per sottrazione [...]
Altre voci critiche sicuramente scandaglieranno, un giorno, la profondità della poesia di Roberto Raieli.
dalla prefazione di Maria Luisa Spaziani




dalla sezione
Canto del girasole



senza parole

leggerai il ricordo delle mie parole
immancabilmente seduta nello studio azzurro
oltre le mura della nostra casa

seguirai il fluire delle mie parole
che ti avvince irresistibilmente tra le spire
e ad occhi chiusi ti trascina altrove

là ti attendo
in nessun luogo
dove ci scaglierà l'estasi dei corpi nudi

sarai l'immagine del tuo nome
sarò le consonanti della nostra unione
saremo l'uno dell'altra la sensazione
senza metafore
senza parole

28 giu 2005


***

Anna parla al suo bambino, sottovoce, come parlasse a una scheggia di grafite nel grembo della Terra, che potrebbe frantumarsi con un fiato, ma diverrà diamante. Accarezza il pancione, affrettandosi lentamente, il mulinello delle mani non lo lascia mai svestito, mai vestito.
Mi sono seduto qui in mezzo, con l'intero apparato del sorriso, il naso grosso dei clown di Ejzenštejn in cui si estasia la mia malinconia, e ho portato solo uno scampolo di realtà, tutto il resto è fantasia.
Anna parla con il pancione, il nevicare della sua voce scotta la mia pelle, e gli racconta del suo papà, mentre opprimo in bocca parole diafane, impensierito da un impiego a tempo mozzo nella Fabbrica del Mondo.
Anna porta in grembo il suo bambino, con la dolcezza di un azzurro di Antonello da Messina, tutto il resto è fantasia.
Io preoccupato del libro che ho scritto a fogli alterni, dell'albero arido che ho seminato, che attendo ansioso il mio bambino. Lei gli racconta del suo papà, che l'estro che attende per laurearsi immortale non si affanna nelle parole che ricorderanno gli altri, ma riposa nel bacio che gli darà appena nato.


7-9 ott 2004


***
a volte penso che il mondo sia quadrato
e mi addormento accanto a un tulipano gigante
pieno di vino

è bello tuffare labbra e naso in mezzo ai tuoi capelli
il mondo si conclude
ed è quadrato

16 mar 2003





dalla sezione
Fuoricampo



finire e rimanere memorabili
ciò sarebbe il guadagno

crolla una vita intera
tutte le volte un tanto
ma si disperde nel brillio segreto
della linfa che da sempre ci nutre
nel mio nucleo discreto
che nei cristallini degli occhi posso
a me stesso celare

accecandomi chiudendo le uscite
da cui potrei riconnettermi al mondo

poi suvvia non sarà
più svelto l'orologio del rifiuto
dell'elegante clessidra del corpo
o della rete dell'informazione
che ci esalta e ci uccide
tutti gli istanti un tanto

ott 2003 - dic 2005


ecco l'Adda

ecco l'Adda
che scorre
algido
in mezzo alla
tua fronte

tumula
nel fango
i tuoi piedi
marcescenti

ecco l'Adda
tra i neri
sassi
della piana
di Catania

si getta
moribondo
nel Simeto

24 set 2005


Cosa esattamente è la poesia

alla fine non mi troverai mai
sarò sempre altrove
fuori dal campo della tua immaginazione

sarò seduto in un momento
solo un momento
di stasi nella mia caccia senza oggetto
oziato intorno al grumo della luce
per ascoltarne il rintocco
sarò fermo e in movimento
sputato tra le fiamme di un cannone
starò correndo
risalendo la spirale dei miei vari natali
sarò morto e preparato
per ritornarmene alla vita
sarò un frammento
vagante di un frammento di organico universo
sarò il multiverso
qui e ora e in altro e mai e ancora
eternamente pendulo
sarò il tuo cerchio

sarò il tormento
il pathos la paura il riso il pianto
il bello e il sublime
ma alla fine non mi troverai mai
sarò sempre altrove
fuori dal campo della tua sensazione

16 mag 2005




dalla sezione
Nuove armonie


scrittura e cancellazione
non scriverei se fosse in dubbio il foglio
c'è nella vita c'è un dolce nitore
il no dell'universo si ripopola
scrivo e cancello tra memoria e oblio

c'è quasi nuova armonia c'è allegria
un piccolo pensiero per me solo
nell'estatica nella taciturna
nella prima movenza di mio figlio

c'è un demone che prende la mia mano
il muto movimento delle labbra
mi atterrisce la cella senza porta

la notte si ritira lentamente
c'è una mano che sorregge il mio labaro
mi sveglio e ho scritto un altro canto in meno

11 nov - 31 dic 2004


gli umani in cui sono stato nel corso del tempo
i paesi in cui sono nato
il muro ricco di bolle
di vesciche bollenti contro cui ho rimbalzato
nel silenzio il fruscio
la carta imbiancata

taciturnità
solo grida cancellate
palinsesto di uomini le città il muro
per cui non ho trovato nome
per cui non ho parlato

27 dic 2004


andare su Marte, o sulla Terra

lunga e ferma è la notte, nel suo scorrere senza uno sbuffo di vento, è lunga, e perforata. intensi i bagliori che la bucano, ma resta nera e muta, nascondendo le rosse tracce. io mi muovo cauto e silente, tutto con me si muove, e ogni cosa rimane al posto dovuto. a più miliardi di chilometri al secondo procede il pensiero, la luce ha il fiato grosso, quasi mai riesce a toccare la sua coda, mai a raschiare le sue viscere. il mio corpo, anch'esso restando fermo si muove, diviene, e non possono arrestarlo nell'evoluzione, nella rivoluzione dell'invecchiamento, incatenato e muto. possono rasare la mia barba, i miei pochi capelli, ma non impedire la rinascita ogni istante, non impedire alla mia lingua di muoversi o fermare, di sillabare o non sillabare. verrà il giorno, ma per quel momento sarò già altrove, su Marte forse, o sulla Terra.


23 set 2004




dalla sezione
Nuove melodie



la biblioteca

spesso insanisco in biblioteca
cercando le pagine strappate a un libro
dal suo stesso autore
spesso
cercando i libri non scritti
che dovranno ancora venire o che non dovranno
mai
e i miei libri
e le pagine incollate su un libro
da una responsabilità alternativa

spesso ti aspetto in biblioteca
il viso ben rasato anche se sembri
non arrivare mai

lasciami tenere i baffi nuovi
ancora per poco
tra i repertori non automatizzati
lasciami aiutare a rovistare
tra le elettroniche carte
questi delusi
pacifici avventori
che a rischio di imbrogliarsi
nella mia tela
ragna multimediale
si ostinano a trovare le pagine che io stesso
nel tempo
ho cancellato o cancellai

11 ott 2003


buon autunno foglie

non sono più le stesse queste rose
non sono più fresche
come quelle che mi graffiavano le dita da bambino

si sveglia molto presto la mattina
aprendosi la strada tra pensieri levatisi prima di lui
che sembravano rimossi come innocue paure
e va a cercare lavoro

perché hai già bisogno di soldi
che fino a ora non sono bastati
per coprirti e mangiare

la sera è fresca questa sera
e senza luna
appena una scossa sotto la pelle
il vento senza peso dell'autunno
del primo refrigerio senza scopo
buon autunno alle foglie

non è più lo stesso questo vino
ricordiamo i bicchieri preziosi con cui
abbiamo bevuto nelle feste addobbate
senza freni per il nostro compleanno

3 ott 2003



dalla sezione
Verso il sole



una fetta di pane verde

una fetta di pane verde
una spalmata di limone muffito

quattro morsi
cinque bocche

un ragazzo senza più appetito

27 ott 2002



spegnere i cannoni

spegnere i cannoni
ascoltare lontano il frastuono delle acque
impazzire di sole

riaccendere le artiglierie
respirare ancora catenelle di polvere e fumo

aspettare ansiosi le nuvole nere all'orizzonte
bagnarsi di pioggia

calciare le maglie cadute dal mitra

23 ott 2002




Opere di Leonardo D'Amico
in copertina: tecnica mista su tela (100x120), 2005
all'interno: tecnica mista su tela (130x180), 2006

Roberto Raieli è nato nel 1970, è siracusano, ma adesso vive stabilmente a Roma con Anna e Matteo. Per passione si è diplomato in Regia cinematografica e laureato in Filosofia, per professione si è laureato in Biblioteconomia. Nel tempo ha scritto e pubblicato di Cinema, Teatro, Filosofia e Biblioteconomia. Il suo impegno letterario si esplica, oltre che nella creazione e nella ricerca individuali, nelle attività del Movimento della Neorinascenza letteraria, di cui è uno dei fondatori, presso il Café Notegen di Roma. È inoltre vice direttore della rivista línfera, fondata dal Movimento nel 2006.

 

 

Visualizzazioni: 515

LietoColle di Michelangelo Camelliti - Via Principale, 9 - Faloppio (CO) - C.P. 72 - 22020 Parè - P.IVA 01545080135 - C.F. CMLMHL61A08E025N

Powered by Akebia - Content Management System Smart Control