LietoColle - edizioni poesia

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Pretolani Cristian - "Voci sommerse"

02 novembre 2009

LietoColle - Collana Erato

La raccolta si sviluppa intorno a temi delicati - da affrontare con cautela perché importanti e difficili. L'autore avverte la necessità quasi fisica di inclusività, tesa a superare con il proprio ‘sentire' la questione della complessità dell'identità so­ciale e, aumentandone l'ambizione, della conoscenza del "sé" e dei temi esistenziali, quindi, universali  [...] L'esistenza dell'uomo viene proposta in una forma non materialistica, ben­sì intrisa di rigore intellettuale, quasi ascetico e la ricerca sul linguaggio anestetizza la metodologia filosofica del dire, dove il dramma individuale nella sordità del mondo inanimato rimanda a tematiche pirandelliane. [...]La scrittura di Pretolani è libera dalla metrica tradizionale, non è ricon­ducibile a schemi in quanto modulata per essere vicina alle inquietudini di pensiero del lettore attento; il messaggio può provocare anche uno stato di straniamento, ma è un'astrazione fondamentale per abbandonarsi alle immagini surreali attraverso cui l'autore comunica.

dalla nota introduttiva di Rita Pacilio

 

dalla sezione

INCIPIT

 

IL LUPO E IL FALCO

 

Ballo negli sguardi

di un uomo che piange,

per la scomparsa del figlio.

 

Volo nei bauli

di una vecchia fattucchiera

che geme,

per l'amore che ancora

le avvampa le molli carni.

 

Passeggio sul cuore

del Lupo attraverso lui

mi immedesimo nel battito

d'ali del Falco pellegrino

un'ascesa senza mèta

nel cielo libero

alla ricerca delle nubi d'estate.

 

 

VOCI SOMMERSE

 

Lo sbadiglio

muove la bocca,

si riempie d'aria dorata.

Una ragnatela di sé.

 

Il corpo pesante

arrovella lenzuola

lerce d'ansia,

e i nervi con i tendini coprono

il componimento mistico

cantato dalla luna stanca.

 

 

dalla sezione

DEAMBULATIO

 

INFINITO

 

Sfiorare appena l'infinito

con le dita sulla tastiera dei sensi

cercando l'imbuto del giudizio

nella vergogna dei pudori

sentire i brividi del mondo

sulla pelle affranta dai mercenari del tempo.

Bussare alla porta del babbo

 

- non aprirà!

 

Ho smarrito la rotta del mare

il mio capitano è defunto.

Le onde sono capriole sofferenti

che si confondono nelle parole

profferite prima di dormire.

Notti interminabili sul ghiaccio sciolte dall'infinito...

 

*

 

Il mare in burrasca

agita le sinapsi

alla stregua di un mulinello ventoso

fa danzare le foglie secche autunnali.

L'agitazione avvolge il cervello

come fossero passi di giada.

La corteccia malata s'intinge

nel malinconico levare

dell'incompleto disco lunare.

Un fuoco fatuo albeggia

sul presente statico.

Strazia e lacera,

il mare in burrasca...

 

dalla sezione

CARPE DIEM

 

AVVISI IGNOTI

 

Morbide certezze

solleticano i palati

dei più raffinati.

Sono delle ombre

dei cieli taciturni

che tirano le corde

dei notturni.

E vespe dell'alto ceto

ubriacano la platea

con l'aceto

mentre il mio fanciullo

prediletto morde e freme

per dispetto.

La sua attesa si fa nervosa 

come sposa all'altare

perché il consorte è mancante.

Sono ignoti avvisi

che rompono la rima

assomigliano

al soffio di prima.

 

 

UNA PITTRICE

 

Negli acquarelli del cielo

scorgo le gocce che compongono

le pennellate del tuo volto.

Un viso seducente

figlio del vento dell'est

fratello del soffio primaverile

il custode della chiave del sole.

 

Sei il canto della natura,

l'aria sigla il nostro mistero

su pentagrammi colorati.

Le tue carni sono le artefici dell'opera

che si mostra sulle dita.

 

dalla sezione

SINTESI D'AMORE

Poesie erotiche

 

*

Colano suoi tuoi seni

le gocce del mio piacere

che rivestono il corpo

delle fragranze primaverili...

Siamo onde

che ammantano

lo scoglio dell'amore.

Fantastichiamo

sulla eternità

del nostro moto...

Sento che il tuo dolce sguardo

mi veglia nell'attraversata notturna.

 

Se non avessi te,

sarei in balia delle forze brumose

che insidiano il mare dei sogni.

 

 

SINTESI D'AMORE

 

Mi involo sulle tue cime

abbandonandomi al calore

che emana il bocciolo.

Così il volo diventa

fonte di piacere sublime...

 

Crescono i frutti

che tu avida

succhi,

e intanto si sciolgono

le ali davanti al ventre.

 

dalla sezione

ORATIO POËTARUM

 

VERSO

 

Vado verso il respiro,

mi prolungo sulle linee

delle tue mani

rileggendo il destino.

Evapora nelle intermittenze

delle lucciole impazzite.

Esercito il braccio

allenando la mente che

scala la roccia madre.

È un'ardua arroccata

sospinta dai canti passati.

 

 

*

 

Sono immobile

sulle rughe dell'acqua

con gli alluci riversi

nel rettangolo

dell'aria e del mare.

Le ciglia si toccano

all'unisono

baciando

il sole e la luna.

Sono stagliato

sulla evanescenza

della pietra calcare

che si sgretola

sotto la pressione

dei neuroni stanchi.

Capaci solo di vegliare

gli impulsi spontanei

del cuore.

 

dal poemetto

IRONIA DEL FOLLE


 

Proemio

 

Inizia il poemetto intitolato IRONIA DEL FOLLE, cognomi­nato sovrano FUNANBOLO, nel quale si racchiudono tre atti di prologo, tre scene e due parti di epilogo detti da due ma­schere e due spiriti.

[...] Umana cosa è aver compassione degli afflitti [...]

G. Boccaccio, Decameron

Il poemetto prende avvio dalla citazione di Boccaccio. Un vagabondare nei meandri più oscuri, incerti, e a volte pieni di contraddizioni, insiti nell'essere umano. Un uomo flagella­to dalla sua condizione mentale in cui aleggiano personaggi sconosciuti, che lo conducono attraverso un viaggio pericolo­so, pieno di valori anomali per quanto colmi di interezza.

Duri come pietre, i loro consigli sono ammonimenti, specchi di verità non dette a motivo della scabrosità dell'essenza che portano in seno. Il nostro protagonista, pertanto, è sull'orlo della cosiddetta follia: una manciata di vita che gli scorre tra le sinapsi e visioni oniriche, annunciate da varie figure metaforiche, le quali rappresentano aspetti grotteschi, mo­rali, immorali, amorali, spartani e poetici della metafisicità dell'uomo.

A questo personaggio, che cerca in sé e in tali voci una gui­da che mai ha avuto nel tragitto della propria esistenza, è concesso un epilogo: la sua forsennata ricerca ha termine nell'ultima parte del poemetto, in cui gli spiriti superiori, im­pietositi dal suo tormento, gli rivelano il segreto dell'esisten­za spirituale. Ciò lo segnerà per l'eternità come un soggetto destinato alla solitudine, con la consapevolezza di quale sia il prezzo da pagare in merito alla conoscenza di sé e delle proprie arti esistenziali.

 


 

 

Nota di Erika Sansoni

In un mondo che grida ho accolto con sereno sorriso "Voci sommerse", ho creduto al blando inganno del titolo, in fondo quanto mai potrà travolgere una voce ovattata dall'acqua.

Come una passeggiata placida è iniziata la lettura e sale presto al cuore la voglia di accelerare, leggere di buon passo, poi il galoppo e quella piog­gia leggera che credevo sfiorasse l'anima mi ha travolto come un caldo acquazzone d'agosto, intenso, violento, non una sola parte di me è stata graziata dal quel mare di liquido.

Le lacrime del dolore elaborato e di quello rimasto, il sudore per la tena­cia e la fatica bella per allestire ogni giorno, la saliva di chi si morde le nocche sbucciate, quel seme che inonda le valli delle donne amate.

Non combattuta l'onda s'è infranta e boccheggiante per lo stupore e la gratitudine della condivisione ho mischiato le mie lacrime ed emozioni alle tue.

 

 


Cristian Pretolani nasce a Forlì il 4 settembre 1978. S'interessa alla poe­sia sin da giovanissimo studiando i Poètes maudits, gli autori italiani del ‘900, senza dimenticare i classici greci e romani. Approfondisce le sue let­ture come autodidatta anche in ambito narrativo, filosofico e psicologico.

Dal 2003 partecipa al progetto scolastico denominato "Progetto creativi­tà" presso I.T.C. Matteucci di Forlì dove collabora nell'insegnamento di composizione poetica. Collabora con il quotidiano la Voce - nella rubrica da egli stesso ideata "Adesso Poesia"; per Videoregione, emittente te­levisiva locale, conduce "Poétique Cafè", trasmissione di arte, cultura e poesia nata dalla sua creatività.

Attivo nell'organizzazione di manifestazioni poetiche-culturali e di ras­segne itineranti nel territorio romagnolo, è lettore e attore di poesie della Compagnia Teatrale Gli Slan di Sandra Mazzini dell'Ortica. Suoi testi hanno ricevuto premi e segnalazioni in Concorsi letterari nazionali.

Pubblicazioni:

Pillole (AM Ed. Marotta, 2004);

L'era di Atlantide (Girali Editore, 2007);

Voci sommerse (LietoColle, 2009).

 

 

Immagine di copertina realizzata da Cristian Pretolani ed Erika Sansoni.

 

 

 

 

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Dal nostro catalogo

Pretolani Cristian - "VOCI SOMMERSE"

ISBN: 978-88-7848-535-8

Anno: 2009

Prezzo: € 10,00 [ Acquista ora ]

Si parla di questo libro:

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