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Polidori Marinella - "Alfabeto nel silenzio"

LietoColle - Collana Erato

 

Premio Naz.le di Poesia
"Alessandro Contini Bonacossi" ed 2010
finalista

 

 

Un silenzio che non va inteso come quiete passiva o mutismo, bensì situazione propedeutica al dialogo interiore; non assenza di suoni perché il mulinare dei pensieri crea armoniche attinte dal ricordo, dagli affetti, oppure stridenti frizioni suggerite da quesiti esistenziali o dal dolore; o, ancora, trilli generati dall'ironia a cui Marinella spesso si consegna; vi­brano poi le corde della sorellanza, elemento squisitamente femminile di condivisione e soffiano dolci le melodie che la poesia sa modulare; martellante e ossessivo resta il rumore del tempo: quel tempo di cui non si riesce a disporre, entità dominante della nostra quotidianità...

Diana Battaggia

 

 

 

Via 8 marzo 3

Dentro un data tonda faccio quadrato un segno

e vivo alla fine di una strada, la tua.

L'incerto e la probabilità vogliono interrogarmi

o farmi scema, ma io delle tortore ascolto il verso

perché tu, padre mio, principe di donna e principio mio,

un otto gelido di marzo hai scelto per morire,

ed io qui vivo.

 

 

*

Dovrei annotare il tepore e ogni

melodia che scende su di me la sera

come il penzolìo dei glicini viola e delicati.

Calano piano nell'aria senza ritmo

parole che sfumano lente

in suoni senza voce.

Versi non annotati

nel sonno dimenticati.

 

 

*

Certo è fatica questa accidentale, forse

altra opera virtuosa non avrei trovato:

ho scavato dove l'ordine c'era

dentro i confini segnati da Pigrizia.

Non sono certa, però, di quanto m'aspetti

oltre questo piacere

che lascia muta di serpe

e prende posto di più spensierati diletti.

Forse sarà salvezza delle canute stagioni

o forse fatuo fuoco che nasconderà

più vivi colori alla vista.

Certo che minatrice adesso altro

non sento se non l'ossessivo amore per questo

mio buio dove dal silenzio

la parola estraggo.

 

 

 

 

*

Mai netto fu reciso quest'ombellico adamantino

donne in strana sorellanza d'amore antico.

Sabina io, da sempre:

rapita al seno, alla sua terra

pure a me stessa infine.

Oggi posso gridare per evitare

a te destino e strazio

per non dover più dire:

"Sappi che sei sabina quanto me,

d'un ratto".

 

 

*

Chiedo tempo.

Almeno un po' che devo togliermi via spine e cocci

sotto l'unghia, dentro al cuore

che a forza di restare in apnea,

in risalita poi sorrido inebetita e sgorga sangue inaspettato.

Tappatemi le orecchie e fermatemi la giostra

legatemi se serve

per esalare respiri fermi, colmi di tepore,

dell'attesa, del sogno, di un ricordo.

Poi, dimenticatemi davvero

un po' più a lungo della noce di minuti

tra il pranzo e quella cena che rassetta la giornata.

Esaudita, crederò

che sarà mia la scelta e riprenderò la corsa

ma ora ho bisogno del mio tempo.

 

 


 

Marinella Polidori, nata in provincia di Viterbo (1963), vive e lavora tra Sasso Marconi e Bologna. Completati gli studi in Lettere, glottologia, si è dedicata da subito ai problemi del disagio scolastico e di relazioni scuola famiglia. Dirigente e titolare d'azienda, attiva nell'associazionismo sociale, ha coltivato la passione per la scrittura poetica che ha ricongiun­to con interessi di tipo linguistico e filosofico (J.Kristeva e M. Zambra­no). Convinta sostenitrice della scrittura in rete, apprezza nuove forme dell'espressività, le contaminazioni artistiche, la fotografia concettuale, la video-poetica. Suoi testi sono pubblicati in antologie. Alfabeto nel si­lenzio è la sua opera prima.

 

Opere di Maria Micozzi.

In copertina: Segni chiusi, 2009

olio e inchiostri su tavola e materiali vari - cm 50x60

all'interno: Codici, 2008

olio e inchiostri su tavola e materiali vari con inserti di rete metallica - cm 124x77

 

 

 

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