LietoColle - edizioni poesia

Insieme per diffondere poesia

LietoColle - Via Principale 9 - 22020 Faloppio (Co) - Tel/Fax 031 986292 - info@lietocolle.com - Michelangelo Camelliti editore: Tel. 329 4059451

Siete qui:

  1. Home
  2. Articoli

Poesia italiana in Canada (V. Surliuga)

06 maggio 2004

 
La visibilità della poesia italiana contemporanea al convegno annuale degli italianisti d'America (AAIS), 2004, Ottawa, Canada.


Dal 29 aprile al 2 maggio si è tenuto il convegno annuale degli italianisti d'America, in inglese "American Association of Italian Studies" (AAIS), che quest'anno ha avuto come sede l'Università di Ottawa, in Canada. Ho partecipato alla conferenza organizzando due sessioni di poesia italiana contemporanea, dal titolo "Latest trends in Italian contemporary poetry I e II" ("Gli sviluppi più recenti della poesia italiana contemporanea I e II"). Al primo incontro, tenutosi venerdì mattina, ho partecipato con un intervento su "Gli sviluppi della poesia lombarda di Giampiero Neri". Hanno letto anche Mario Inglese, dell'Università di Houston ("Anabasi e catabasi in Valerio Magrelli: viaggi tra poesia e prosa") e Gregory Pell, di Hofstra University ("L'io poetante in Paolo Ruffilli"). Di Inglese è in uscita un volume su Magrelli pubblicato da Longo. Il suo intervento ha quindi messo in evidenza gli studi più recenti su questo poeta, analizzando volumi quali Nel condominio di carne (2003) e Didascalie per la lettura di un giornale (1999). Per quanto riguarda Ruffilli, invece, Pell ha parlato soprattutto di Preparativi per la partenza (2003), Camera oscura (1992) e La gioia e il lutto (2001). Nel mio intervento, invece, ho discusso il passaggio tra Teatro naturale (1998) e Armi e mestieri (2004) di Giampiero Neri, evidenziando soprattutto l'evoluzione stilistica percepibile tra i due volumi e dimostrando come la produzione di Neri sia un costante e ispirato work in progress.

I lavori di questa sessione sono stati coordinati da Dora Labate di Rutgers University, che ha dato un andamento scorrevole all'evento. Nel pomeriggio ho poi coordinato la seconda sessione di poesia italiana contemporanea. Dovevano leggere Antonia Arslan (Università di Padova, "Dal canto del pane ai würstel") e Siobhan Nash-Marshall (University of Saint Thomas, "Arte astratta: discussione di un ossimoro"), ma entrambe sono state trattenute a Padova per una presentazione del recente romanzo di Antonia Arslan, La masseria delle allodole (Rizzoli 2004). Hanno così partecipato alla sessione da me organizzata Alessandro Carrera (Università di Houston, "La strana comunità della poesia") e Davide Rondoni (Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna, "Un'esperienza di poesia"). Carrera e Rondoni, con i loro interventi, hanno dato spunto ad un'articolata discussione tra gli italianisti presenti nel pubblico. Carrera ha parlato di alcune questioni dibattute tra chi si occupa di poesia contemporanea, a partire dalla convergenza di promotori, produttori e fruitori dei testi, nonché dalla parallela scomparsa del puro lettore di poesia. Tra i punti principali del suo intervento, lo stress intersoggettivo che porta il poeta a considerare gli altri poeti come un mezzo e non un fine. Inoltre, la considerazione che un poeta forse non può occuparsi di altri poeti perché, come sostiene Harold Bloom, anche in un altro legge solo se stesso. Però, la considerazione (basata su Rimbaud) che il je, l'io del poeta, possa essere trattato come esterno, oggettivo, quindi un autre, non mi ha convinto del tutto. Ho trovato più utile la considerazione di Paolo Valesio (Yale University), in occasione di una lezione che ha tenuto ai miei studenti di italiano a Rice University questo aprile. Valesio sostiene che la "visione" che un poeta ha del proprio lavoro esclude necessariamente ogni possibile "visione" del lavoro di qualsiasi altro poeta. Ma questa riflessione vale in modo particolare se si vuole rispondere a un'affermazione provocatoria di Carrera, che ha riportato un episodio accaduto a un giovane studioso. Parlando con un poeta, questo critico cercava di metterlo in confronto con altri poeti su cui stava lavorando, fino a quando, chiaramente irritato, il poeta con cui stava parlando l'ha interrotto per dire: "A me interesso solo io". Carrera ha concluso affermando che il lavoro comune della poesia non può che partire dal riconoscimento della precarietà di questi "io".


Rondoni ha risposto a Carrera evidenziando come la sua esperienza di poesia (da qui il titolo del suo intervento) sia invece di una comunità conversante, citando come esempio lo scambio epistolare tra Mario Luzi e Giorgio Caproni, che aveva sempre mantenuto un tono cordiale. Anche Rondoni ha poi citato Rimbaud, che diceva come la scienza avesse un metodo analitico troppo lento per la sua mente, e l'interrogativo di Leopardi (nel Canto notturno) su "che cosa fa l'aria", per sottolineare che il poeta si pone spesso domande "infantili". Ha ripreso quest'ultima citazione esemplificandola attraverso un grazioso aneddoto personale. In macchina, un giorno, uno dei suoi figli più piccoli, guardando dal finestrino, gli ha chiesto che cosa faceva la montagna che stava osservando in quel momento. La poesia, ha insistito Rondoni, coglie il movimento della realtà attraverso una tensione della lingua. Di questa tensione parlava Ungaretti, qui in consonanza con un atteggiamento simile in Pavese. La poesia, in ultima analisi, serve ad esprimere cose che non sappiamo. Come una conversazione, se dicesse delle cose che conosciamo già, il discorso cadrebbe dopo poco.

L'intervento di Rondoni è stato seguito da una serie di commenti del pubblico. Plinio Perilli (Accademia delle Belle Arti, Bari), ha parlato della folla solitaria della poesia, dove gli scrittori lottano contro la comunicazione. Negli anni settanta, Perilli ha osservato, non c'era valutazione peggiore che attribuire ad un poeta delle caratteristiche come un po' troppo comunicativo, romantico o post-romantico. Ma soprattutto, ha commentato Perilli, non c'è nulla quanto la visibilità a rendere un poeta poco apprezzato dai suoi colleghi. Perilli ha raccontato delle critiche da lui ricevute quando gli è accaduto di leggere sue poesie in televisione, evidenziando così che, in fondo, un poeta scrive solo e sempre per una comunità ristretta, dove il successo di massa non è visto di buon occhio.

Dopo Perilli, è intervenuto Luigi Fontanella (State University of New York, Stony Brook), sostenendo come si copra una distanza tra noi e gli altri con la grammatica del pensiero attraverso i versi poetici. Il commento successivo è stato quello di Irene Marchegiani (California State University, Long Beach), riguardo al superamento del rapporto tra oggettività e soggettività. La Marchegiani ha citato le opere teoriche di Adriana Cavarero e il recupero dell'individualità nel sociale.

Sul tema della comunicazione, non solo nella sua applicazione in poesia, Carrera ha ribadito che questa non è necessariamente impedita dall'oscurità dell'artista, in quanto un processo comunicativo avviene ovunque ci sia discorso. Si capisce la poesia anche quando non la si comprende del tutto, perché il "senso" (come lo intendeva ad Deleuze) è comprensibile anche quando il messaggio sembra oscuro. Non bisogna correre il rischio, ha sostenuto acutamente Carrera, di confondere la comunicazione in poesia con una comunicazione tra telefoni, dove da un ipotetico punto A bisogna far arrivare un messaggio a B. Si comunica sempre a una comunità interpretativa, necessariamente ristretta, che l'autore stesso crea intorno a sé, dove è inevitabile che alcuni "sensi" si perdano con il tempo.

In conclusione, sono soddisfatta di come sono andate queste due sessioni. Questa primavera, con le due sessioni dell'AAIS e con le visite di Paolo Valesio e Davide Rondoni a Houston, è stata per me una stagione attiva per la poesia italiana nel Nord America, ed è auspicabile che questo fortunato periodo continui con lo stesso successo.

 

Victoria Surliuga

Visualizzazioni: 456

LietoColle di Michelangelo Camelliti - Via Principale, 9 - Faloppio (CO) - C.P. 72 - 22020 Parè - P.IVA 01545080135 - C.F. CMLMHL61A08E025N

Powered by Akebia - Content Management System Smart Control