Picarella Leandro - "Mai lontano dall'istante"
LietoColle - Collana Erato
A fianco del vissuto, e del suo rapporto quasi pudico con la creazione poetica, l'immagine e la leggibilità dell'immagine hanno grande rilevanza nella sua scrittura. In realtà non ci si troverà davanti a delle poesie per così dire naturalistiche, gli ambienti non sono veramente riconoscibili, ma tutto apparirà molto nitido, molto visibile appunto. È un fatto curioso questo, significativo di tutto l'impianto dei versi, sospesi tra una candida apparenza del mondo e l'invisibile parete che impedisce di toccarlo.
[...]
Mai lontano dall'istante, in principio era semplicemente un titolo che mi piaceva (questo è l'effetto che farà a molti questa scrittura), poi ho creduto di capirne un valore meno superficiale, quando mi sono accorto che è una - non intenzionale - variazione sul tema dell'hic et nunc; un titolo, cioè, che svela un atteggiamento poetico preciso, di chi, scrivendo, tenta di fissare i punti della propria situazione, come dimostrerebbe anche la struttura narrativa del libro.
dalla prefazione di Valerio Nardoni
dalla sezione
TRINACRIA
Gli arpeggi si ripetevano,
continuamente,
si ripetevano.
I suoni crescevano.
Rumori.
Sibili di venti lontani.
I canti mai cantati
dritti al cuore.
Gli occhi chiusi senza un motivo,
umidi senza un motivo,
o forse un motivo che non ricordavi.
Cresceva la musica.
L'anima si espandeva
e riaffioravano ricordi con lo scirocco dritto in faccia.
Si alza la polvere, e gonfia
in un gigante gomitolo d'occhi e ossa,
gigante gomitolo di ghiaccio e roccia
e luci e sabbia e onde e scogli
poi il silenzio...
lentamente vicino
sempre più
vicino.
Erano zingari
di lacrime e note.
Dalla sezione
FRAGILEMARE
(in omaggio a Linosa)
II
Verdi e aspri strapiombi
di pietre nere e fertili.
Al tramonto colori,
toni freschi e fiori.
Balugina l'orizzonte,
che nasce
dalla calma oscillante
di giovani tuffi.
Dalla battigia
grigia pungente.
Verdi e aspri limoni
sui fondali.
Dalla sezione
ULTIMO STRATO DI PELLE
Ti chiuderò le labbra
con le mie dita.
Una tenaglia serrerà il morso,
diventerai muta.
Ti chiuderò gli occhi con i palmi.
Diventerai cieca
e tutto sarà nero tranne il mio profilo.
No, non vorrai ascoltare.
Sarai muta e cieca.
Nuda volontà assopita.
Dalla sezione
SCALFITTURE
I
Sono il niente felice
che ama scalfire,
parole fissare
sulla mente di carta.
Abbandonare le mura
e curvare la schiena.
Per un attimo ancora.
Sono niente.
Buio silenzio di sorde campane.
Melodia nella sera
che umile scivola
e sfiora...
Di fronte
il Mare.
Dalla sezione
CENTO GIORNI E CENTO NOTTI
Volan via le parole.
Da un tavolo di libri e corpi molli.
Varianti di una bestemmia alla natura,
risata spezzettata, come il suono
di campane di legno, mosse. Il vento.
Leandro Picarella è nato ad Agrigento nel 1984. Dal 2006 vive e lavora a Firenze dove ha appena terminato gli studi in letteratura teatrale italiana e in regia cinematografica. Ha vinto nel 2009 il premio letterario Vita Nova di Lido Adriano (RV). Mai lontano dall'istante è la sua opera prima.
In copertina: illustrazione di Luigi Greco


