Palma Monica: Frankestein e dintorni

LietoColle - Collana Erato

 

 

Parole come biglie, rapide luminose trasparenti di riflessi colorati, si toccano si urtano felici con piccoli colpi tondi di vetro pieno (energia-allegria), o bisbigliano, biglie che bisbigliano nelle sue poesie, giocano dicono questo e l’opposto di quello rotolano libere comiche spiritose-affettuose, si svegliano, si alzano, girano per la città (io lei me la vedo in bicicletta per le strade di Mantova a quella velocità lì, con quella brezza lì sul volto nei capelli) […]

 

“Amore calmo”? (…) Poterla conoscere quella calma… ma che sia aspirazione di un futuro lontano, perché per ora sei ancora troppo febbrile troppo fuoco e vulcano, troppo fulminante intollerante insofferente di qualsiasi noia o banalità. C’è così tanto ardore che di pace di calma neanche parlarne… […]

 

Piuttosto la genialità – mi viene proprio di chiamarla così per la sua abbondanza di pensieri felici tutti-frutti che rotolano fuori dalla cor­nucopia instancabile della mente – la genialità, cioè questa maggiore coscienza, sempre va di pari passo con la capacità di amare. E per riu­scire ad amare in continuazione con freschezza senza stanchezza o noia e cedimenti… ah, si è disposte a farne di tutti i colori!

 

Dalla prefazione di Giulia Niccolai

 

 

Frankestein e dintorni

 

 

A capo del rigore

ci mise un calcolo

un calcolo fatto nel rene

e lì ci stava stretto.

Sistemò

la noia sotto il petto

e la lasciò così

perché lo aveva rotto.

Rotto per rotto non

lo saprò aggiustare,

ammise lei.

I segni erano chiari

la collana

e l’alto mare.

 

Fusto frustato,

fusto sgangherato

depongo la corona

cavo dalla bocca

il guscio primordiale.

 

 

All’ora mattutina

di saggia indole

indorata

dava ormai testa

o festa:

del risparmio di follia

o barlume di risate

e l’ardore per ora?

per quanto?

per sempre?

in resta.

 

*

 

 

Preferisci i versi

di ritmo

a rima nascosta,

a rima interna,

interna al cuore

ma io ne scrivo,

oltre a quelli

anche altri

anche altri

un po’ geometrici

un po’ piatti

un po’ concettuali

ma ti giuro, sempre

per non parlar d’amore.

 

*

 

 

Di un tempo di giorni

che va da lì a là, fra

conto i giorni bene

i giorni male,

i giorni bene che fanno

da riserva

i giorni male che

spianano i bordi

delle ciotole del pane,

che spandono il proprio

tempo sul tempo già stato

e allungano lo sguardo

indagatore

alla sponda del giorno

con il saggio sbadiglio

o le fragili

dita.

 

 

 

Poesie politiche

 

 

Pasto di un uccello sul trampolino della palma.

Pasto rivolto al tronco e all’altezza

delle circonvoluzioni del becco.

 

Stabile pranzo in terra materna giudaica.

Tranquillissima sosta dal volo.

E da ogni meta.

 

 

*

 

 

Non solo perché torni a certe stagioni,

ad altre te ne vai,

non solo perché parli ai contorni

o alle gocce appoggiate,

quelle che raccontano dopo, che è già piovuto.

Pensavo, Vento,

poterti chiamare.

 

 

*

 

 

Contributo onirico alla causa:

ditemi,

rendo di donna i cuori degli uomini

ordinate sogni epifanici

li saprò sognare di qui a qualche

giorno.

Quale punto trasformato

quale autorevolezza di presenza e logica

quale spegnimento del traguardo

così così

accendi tu le luci

svegliami

o o o

sorella

se la mia gonna

sgualcita

troppo accompagna il peso del corpo

in sogno.

 

 

Saturno piccolo

 

 

Si rovescia la differenza

sul tavolo di casa

alla maniera di un

piacevole vetro

archeologico.

Quella cosa ero e a quella cosa

così affezionata?

Diventiamo a noi

cose di noi, a

lustrar la differenza

e intanto andiamo

con sprovveduta calma,

ma giusta

verso frutti che, per fortuna,

non siamo stati noi a coltivare.

Voilà la gratitudine.

 

 


 

Monica Palma è nata nel 1963 a Lonigo (VI).

Durante gli anni ’80 e inizio ’90, si muove fra Italia, Francia, Germania e West Africa, nel teatro di ricerca. Dal 1994, interrotto il nomadismo, vive e lavora a Mantova.

Agisce la sua scrittura in linee di azione performativa:

“Canti oltre Il pesce”,

“Trilogia di un’ospite e oltre”,

“Scheggia fra le due sponde”,

“In aurem dicere”,

“Mamma che ti passa”,

“PLAth PALma 11 febbraio 27 luglio 1963”,

“Velazio: opera su appuntamento”.

Ha pubblicato la raccolta poetica “Con la mia sete”, con prefazione di Alberto Cappi (Publi Paolini Editore, 2008).

 

 

In copertina: disegno di Monica Palma.

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