Padova 20/11/09: Rita Pacilio
16 novembre 2009
Festival Padova jazz 2009
venerdì 20 novembre 2009 - ore 23,00
Hotel Plaza - Padova
"Lady Leader"
Rita Pacilio ‘Altri versi in jazz'
poesia e musica jazz: contaminazioni
testi tratti da
'Tra sbarre di tulipani' - LietoColle
special guest Claudio Fasoli
Rita Pacilio voce
Claudio Fasoli sax soprano e tenore
Pietro Condorelli chitarra elettrica
Antonello Rapuano pianoforte
Raccontare in
parole il senso profondo dell'esperienza umana e musicale della tradizione
ormai consolidata del jazz moderno: questa la sfida che Rita Pacilio affronta
creando una "poesia jazzistica" capace di conciliare con arcana naturalezza
swing e colloquialità di fraseggio, immaginazione musicale e intimità
comunicativa.
Poesia e musica alla ricerca di un linguaggio emotivo universale,
simboleggianti tolleranza e integrazione. Due forme d'arte che si specchiano
una nell'altra suggerendo riflessioni sull'evoluzione della musica jazz e della
poesia contemporanea.
La voce poetica, mista ai sassofoni del compositore di alcuni brani del
repertorio, Claudio Fasoli, si intreccia al suono del pianoforte e della
chitarra; grazie alle improvvisazioni strumentali il gruppo proietta con
immediatezza e carisma le proprie emozioni, andando oltre la 'parola scritta'
per creare una comunione di tutte le microcomponenti della musica immediata e
inedita che si produce e si rinnova.
Radio Schervood trasmetterà in diretta, dall'Hotel Plaza, la serata Pacilio/Fasoli di venerdì 20.11.09, ore 23.00.
I brani inediti faranno parte del cd Pacilio/Fasoli che uscirà in primavera.
‘Altri versi in jazz' è il progetto che la Pacilio presenta al Festival Padova jazz 2009: i testi sono tratti da ‘Tra sbarre di tulipani' 2008 - Lietocolle
Si tratta di una proposta progettuale ideata e curata dalla Pacilio che sceglie per alcune sue liriche la musica di Claudio Fasoli, noto compositore, arrangiatore, sassofonista di fama internazionale e il pianoforte di Massimo Colombo, di Antonello Rapuano, la chitarra di Pietro Condorelli.
Gli accompagnamenti jazzistici, l'utilizzo delle improvvisazioni degli strumenti e l'educazione al suono tecnico, colto e raffinato creano la giusta atmosfera per parlare attraverso la poesia un linguaggio universale: l'emozione.
‘Tra sbarre di tulipani' è una raccolta di versi che mira a scuotere le coscienze dando voce a chi non ne ha: le donne detenute che l'autrice incontra nel suo percorso lavorativo. Sociologo e mediatore familiare, la Pacilio lavora presso la Casa Circondariale di Benevento. Lì incontra la sofferenza e la devianza, il tormento e la speranza umana. Ha tradotto in poesia gli abissi dolorosi in cui trova e ritrova la popolazione detenuta, specie quella femminile. Rita Pacilio così scrive:
‘Tra sbarre di tulipani è un incontro con la sofferenza dell'altro attraverso il segnale terribile che parte dalle lacrime per arrivare dentro, più dentro. L'abbandono alle parole costa la scoperta di riuscire a denudarsi, anzi, il desiderio di affermare lo scontro diventa esigenza. L'altro diverso, l'altro in agonia, l'altro dietro le sbarre. In ginocchio. Il racconto di un'esperienza in affitto è la disperata empatia che coincide con un momento solo. Come un segno del destino o uno specchio non programmato in cui passano viaggi forse ingiusti. Difficili. E' la ricostruzione di una gabbia metallica in cui rinchiudere le ossa deformate, da correggere in modo graduale e progressivo, in modo lento. Quasi punitivo o liberatorio. E' la scoperta di esperienze sgozzate appartenenti a vite cadute, che ora aspettano, espiano, inermi. Da anni.' R.P.
Rita Pacilio ha collaborato con Claudio Fasoli, Pietro Condorelli, Luca Aquino, Gianluca Grasso, Gianluigi Goglia, Massimo Colombo, Antonello Rapuano, Giovanni Francesca, Stefano Capobianco, Corrado Aloise.
Ha seguito lezioni con Rossella Mollo, Paola Arnesano, Carlo Lomanto e masterclass con Jay Clayton, Eva Simontacchi,G. Mena. Ha partecipato a manifestazioni di settore come "Sannio Fest", "Ceppaloni jazz e blues", "Quattro notti e più...di luna piena" "Artisticamente parlando", Festival jazz ‘Special event' al Doria a Milano, "Festival jazz di Torre Gaia", al Club jazz Charleston ad Avellino, Estate a Roma 2009: "Roman's lungo il Tevere", Semifinalista Kantafestival 2009, ‘Leader lady jazz al festival di Padova jazz 2009'.
Claudio Fasoli è
nato a Venezia ma milanese d'adozione, si formò musicalmente mediante un lungo
apprendistato che però non gli impedì di esibirsi in concerto già durante il
periodo universitario, non ancora ventenne. I contatti frequenti avuti in quel
periodo soprattutto con i vitalissimi ambienti del jazz bolognese, lo portarono
a collaborare anche con musicisti prestigiosi della scena italiana. La
popolarità gli giunse quando iniziò a far parte del Quintetto "Perigeo" negli
anni 70, assieme a Franco D'Andrea e Giovanni Tommaso: vennero realizzati molti
dischi per la RCA, che tuttora sono assai ricercati dai collezionisti, oltrechè
un numero infinito di performances dal vivo. Nel 1978, scioltosi il gruppo nel
quale aveva maturato ulteriore esperienza solistica e compositiva, esibendosi
in tutta Europa e Oltreoceano, Fasoli iniziò a dedicarsi come leader alla messa
a punto di progetti con piccoli gruppi in un ambito più propriamente jazzistico
e acustico, soprattutto trii e quartetti. Ebbe così modo di meglio definire
quella che sarebbe successivamente diventata la sua cifra compositiva più
riconoscibile, vale a dire quella legata alla modalità complessa. Con questi
organici ha presentato la propria musica in innumerevoli concerti e festivals ,
lasciando nutrita e apprezzata documentazione discografica. Dagli anni 80
iniziò a collaborare sempre più assiduamente con musicisti della scena
internazionale come Henri Texier, Mick Goodrick, Lee Konitz, Jean-François
Jenny Clark, Aldo Romano, Ken Wheeler, Bill Elgart, Manfred Schoof, Michel
Pilz, Palle Danielsson, Tony Oxley, Dave Holland etc. Ha suonato, oltre che in
Italia, anche in Francia, Svizzera, Jugoslavia, Polonia, Germania, Belgio,
Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Finlandia, Irlanda, Inghilterra, Cuba,
USA, Canada, Messico etc.
Va menzionata inoltre la sua partecipazione alla prima edizione della Grande
Orchestra Nazionale e al Quintetto di Giorgio Gaslini quasi contemporaneamente
(1989). Ha attivamente partecipato alla Lydian Sound Orchestra (1990), oltrechè
diretto e animato la European Music Orchestra nelle sue performances dal vivo e
in studio di registrazione (1990-92). Ha fatto parte della Manfred Schoof
International Band.Aperto ai più vari incontri musicali , Fasoli continua ad
approfondire tuttora i vari aspetti del suo approccio compositivo, e nel
frattempo studia anche sul piano solistico un linguaggio e un timbro che siano
sempre facilmente riconoscibili.Questa disponibilità lo ha portato recentemente
a collaborare col grande violoncellista classico Mario Brunello, con l'arpista
Park Stickney e in diverse situazioni con Bobo Stenson al pianoforte. Ha
recentemente musicato frammenti da "HorÆ CanonicÆ" di W.H.Auden nel progetto
"Inner Sound Of Seven Hours" per quartetto con voce.
Apprezzato solista anche oltre i nostri confini, collabora con i migliori nomi
italiani e d'Oltralpe.Negli anni '80 gli sono stati dedicati alcuni recitals
presso la TV nazionale.
E' responsabile dei Corsi di Sax Tenore e Soprano e di Tecniche dell'
Improvvisazione presso i Seminari Internazionali di Jazz a Siena dalla
fondazione (1978). Ha fondato i Corsi di Saxofono presso la Civica Scuola di
Musica Jazz del Comune di Milano. Ha condotto Corsi di Musica Jazz presso
Conservatori Statali negli anni 90, oltrechè seminari in tutta Italia e
all'estero (Europa e USA). E' Direttore Artistico del Festival di Padova
(2003).
Il suo nome appare in varie enciclopedie di Musica e di Musica Jazz in Italia e
all'estero.
Antonello Raupano pianista, tastierista, arrangiatore, programmatore, autore di jingles e musiche di scena, diplomato in Pianoforte, Jazz e Didattica della Musica presso il Conservatorio di Musica N. Sala di Benevento, ha suonato nei più prestigiosi teatri d'Italia, in televisione e al cinema collaborando tra gli altri con Enrico Montesano (Trash, non si butta via niente, il sabato sera su Rai 1; Quelli che il calcio... su RAI2), Tonino Taiuti (Riso Frizzante, 1998), Antonio Capuano (Polvere di Napoli, 1998), Vincenzo Salemme (A ruota libera, 2000; Ho visto le stelle, 2003), Massimo Wertmuller (Concerto per l'Epifania su Rai1, 2002), Marco Zurzolo (Il manoscritto di Van Hecken, 1999; Roxy Bar su TMC, 1998; Festival di Napoli su Retequattro, 1998, Polvere di Napoli, 1998), Solis String Quartet (Metrò, 2000; Concerto per l'Epifania, 2003; Promenade, 2006), Hevia, Andrea Mingardi, Katia Ricciarelli, Mariella Nava (Questa sono io, 2002), Noa (Teatro Politeama a Napoli, 2003).
Pietro Condorelli è
nato a Milano il 4 gennaio 1962 ha
conseguito un diploma in chitarra classica ed una Laurea in D.A.M.S.
Dal 1980 svolge un intensa attività professionale in Italia e
all'estero, prevalentemente in ambiti jazzistici non disdegnando produzioni
radio, tv, teatrali e discografiche in veste di chitarrista e arrangiatore.
Intrapresa l'attività di freelance ha l'occasione di suonare
occasionalmente o per brevi tour con Jerry
Bergonzi, Gary Bartz, Gunther Schuller, Urbie Green, Charles
Tolliver, Steve Turre, Paolo Fresu, Lee Konitz, Jimmy Owens,
Dick Oatts, Steve La Spina, George
Cables, Jimmy Wood, Cameron Brown, Maria Pia De Vito, Bon Mover,
BillyHart, Bruce Forman ed altre decine di musicisti.
Nel Giugno dell'89 ha partecipato con il proprio gruppo "SONORA ART QUARTET" ad una breve tourneè negli USA organizzata dall'Istituto Italiano
di cultura di New York.
Nello stesso anno ha registrato a
Boston il primo CD "Sonora"
con la partecipazione del sassofonista Jerry
Bergonzi.
Dal '94 al '96 ha collaborato con il gruppo AREA.
Attualmente dirige il proprio
quintetto con Francesco Nastro, Pietro Iodice, Pietro Ciancaglini e Fabrizio Bosso
Negli ultimi anni ha svolto lavori
di ricerca sulle possibilità espressive
della chitarra, approfondendo le diversità stilistiche dal jazz al rock,
dalla musica etnica al funk.
Dal 2000 dirige l'orchestra jazz del conservatorio S.Pietro
a Majella di Napoli
Nel 1997 ha vinto il referendum della critica "Top jazz" (Musica Jazz) come miglior nuovo talento.
Nel 1999 dopo
l'uscita di "Quasimodo" per la Red Records Il referendum di
Jazzitalia lo considera miglior musicista dell'anno e "Quasimodo"
miglior disco
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