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Padova 12/6/09: QUINARIO IN VERSI

10 maggio 2009

 

 

 

Cinque sensibilità poetiche a confronto

Cristina Balzaretti, Ada Crippa, Sara Pozzato, Renzo Favaron, Augusto Pivanti
 
con la partecipazione di
Arnaldo Ederle
 
incontro coordinato da
Diana Battaggia
 
Libreria Draghi - Via S. Lucia 11 - Padova
 
 
 

Arnaldo Ederle, poeta, critico e traduttore, è nato a Verona dove vive. Ha seguito studi linguistici e musicali. Ha pubblicato: Le pietre pelose ben osservate (Verona, Ferrari, 1965), Racconti (Verona, "Il Nuovo Adige", 1974-78), Vocativi e querele, prefazione di G.Piccoli (Milano, Il Trifoglio, 1981, Premio Alassio 1981), Partitura (Guanda, Poesia 3, 1981), Il fiore d'Ofelia, introd. di G.Raboni (Milano, Società di Poesia-Bertani Ed., 1984, Premio Gatti 1985), La chiesa di Santa Anastasia (Verona, Office Automation, 1992), Contre-chant, introd. di S.Ramat (Mondadori, "Almanacco dello Specchio" n.14, 1993), Paradiso, introd. di F.Bandini (Udine, Campanotto, 1993, finalista Premio Metauro 1995), Cognizioni affettive, prefaz. di M.Cucchi (Roma, Empirìa, 2001, Premio L.Fiumi 2002, finalista Premio Dessì,2001, Premio San Pellegrino Terme, 2002), Arcipelaghi (Casette d'Ete AP, Grafiche Fioroni, 2001), Sostanze, prefaz. di G.Galetto (Verona, Bonaccorso, 2004, finalista Premio Camaiore 2005), Varianti di una guarigione, prefaz. di S.Verdino (Roma, Empirìa, 2005, Premio Battista-Circe Sabaudia, 2006), 10 Divagazioni sul corpo umano (Mondadori, "Almanacco dello specchio" 2008), La luce dei cristalli, scritti critici (Verona, Bonaccorso Ed. 2008), Stravagante è il tempo (Roma, Empirla, 2009). Del 1995 è il libro di racconti Il caso Tramonto (Udine, Campanotto). Oltre ad aver tradotto da G.d'Aquitania, J.Clare, S.J.Perse, M.Maeterlinck, ha curato e tradotto per Guanda due libri di prosa: Ombre italiane di Vernon Lee (Biblioteca della Fenice, 1988) e Amanti assassinati da una pernice di F.Garcìa Lorca (Quaderni della Fenice, 1993). Scrive per "L'Arena", "Il giornale di Vicenza" e "Bresciaoggi". Collabora a "Poesia" di Milano.

 

 

 


Cristina Balzaretti, insegnante, formatrice e consulente psicopedagogico presso diverse scuole della provincia di Milano, è autrice di numerosi articoli riguardanti il tema dell'integrazione, della pedagogia delle emozioni, della scrittura poetica e creativa. Suoi testi poetici sono raccolti in diverse antologie.
Pubblicazioni di Poesia:

Con la casa editrice Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi:
Una poesia, Speranza, Intolleranza, Dura è la corazza, Stanca di guerra, Sveva, La porta, È il tempo, Sostenibile, Previsioni del tempo, Haikudinoi.
Rammendi Invisibili prodotta in proprio (Arti Grafiche Marelli, 2002).
Aprile, ancora - trilogia prodotta in proprio (2005), due edizioni.
Aprile: poesia inserita nell'opera collettiva Il cuore dei giorni, carte di Paolo Leveni (Farina Grafiche, 2005).
La stanza (LietoColle, 2005), terza edizione.
La vita detta (Omaggio a Pablo Neruda) (Fiori di Torchio, 2007).
Rammendi invisibili (LietoColle, 2007)
Variazioni di rosso
(LietoColle, 2008)

 

 

Ada Crippa vive ad Agrate Brianza, comune nella provincia di Milano in cui è nata nel 1945.
Proviene dal mondo operaio e dall'attivismo politico-sindacale.
Nel 1989 insieme a Corrado Accordino e Dario Pardo- Roques pubblica la raccolta di poesie "Antimenti".
Nel 2004 e nel 2005, per Edizioni Pulcinoelefante, pubblica "Albero", una dedica al suo editore Alberto Casiraghy e "Libero suono", una dedica a Enzo Bontempi - suo maestro elementare.
È presente in diverse antologie ed è attiva su alcuni siti di poesia. Ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari. La raccolta poetica "Vele" è del 2007 (LietoColle).

 

Sara Pozzato è nata a Este (Pd) il 14 febbraio 1977, ma da sempre vive a Padova, dove si è diplomata in flauto al Conservatorio. Ha dedicato molti anni alla musica e ora si sta laureando in Lettere Antiche all'Università degli Studi di Padova con una tesi in latino tardoantico. Suoi testi sono pubblicati in antologie e Declinazione d'affetti è la sua opera prima.

 

 

 

Renzo Favaron è nato a Cavarzere nel 1959, laureato in psicologia presso l'Università di Padova, vive e lavora a San Bonifacio (Vr). Dopo un'iniziale plaquette in lingua, uscita nel 1989, intitolata Voci di interludio, nel 1991 pubblica in dialettto veneto Presenze e conparse (prefazione di Attilio Lolini). Del 2001 è il romanzo breve Dai molti vuoti. A partire dal 2002 pubblica alcune minuscole plaquette, presso le edizioni Pulcino-Elefante, con i disegni originali di G. Consonni, A. Casiraghy e L. Mariani. Nel 2003 pubblica Testamento, un'altra raccolta di poesie in dialetto veneto (prefata da Gianni D'Elia), nel 2006 Di un tramonto a occidente (nota di Vittorio Cozzoli) e nel 2007 Al limite del paese fertile (venti anni di poesia in lingua accompagnate da tre cartelle di Alberto Bertoni). Il racconto La spalla è del 2005. È presente in varie riviste letterarie (La tartana degli influssi, Diverse Lingue, Lengua, L'immaginazione, Tratti, L'ulisse, Land) e antologie (Il filo di Arianna, Altri Salmi, Pace e libertà, la battaglia delle idee). Ha collaborato con la rivista "il Verri" e sue poesie sono state pubblicate in tiratura limitata presso le edizioni I Quaderni di Orfeo e Il ragazzo innocuo. In cualche preghiera/In qualche preghiera è la recente pubblicazione edita LietoColle nel 2009.

 

 


Dopo Nostalgia d'alberi (LietoColle, 2005) e Memoria dell'acqua profonda (LietoColle, 2006), Augusto Pivanti prosegue - ancora con LietoColle - il suo dire in poesia, con il terzo lavoro Biogra­fie della nuda voce (2009).

Nel mentre - con le Edizioni del Pulcinelefante - due "pulcini" con Alberto Casiraghy, vissuti con le immagini di Chiara Curti in Ti lascio entrare (2008) e di Sandra D'Alberto in Al molto che non sono (2009).

Quarantasette anni, Augusto Pivanti vive tra i luoghi dell'abi­tare (la montagna predolomitica), della professione (la laguna, lo skyline veneziano) e dell'origine (la pianura emiliana "di sole e vapore", come ama ricordare l'autore respirando, da lontano, la nebbie dell'infanzia).

E proprio nell'origine ha parola l'intercalare delle "sette volte sette", sensazioni annusate tra le scritture di Giovanni Pico del­la Mirandola, nella sua Oratio de hominis digitate.

 

 

 

 

 

 

 

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