P. Ciboddo su Nasr
02 luglio 2009
Meeten Nasr ha imboccato un filone aureo della poesia e lo sfrutta con grandezza d'animo. Milanese, ma di origini marchigiane, frequenta spesso una casa nei pressi di Rena Majore nel nord Sardegna da cui si apre un panorama di costa boscosa, di flora mediterranea e poi di lucido mare che non ha l'eguale e che induce l'osservatore a sognare e a creare poesia sotto gli sbuffi, a volte, del maestrale che smuove pure le sabbie del litorale frenate dai pini nel deserto della memoria.
Le scelte poetiche compiute da Meeten ricadono anche sui luoghi di varie regioni italiane ed extranazionali. Il poeta scruta, fotografa, capta l'elemento universale di ogni situazione, con larghezza e nitore, allargando anche lo sguardo all'insieme delle creature umane e della natura. Nella sua poetica c'è una colorazione ambientale, paesaggistica: ricorrono l'azzurro e il verde nelle loro impalpabili sfumature pertinenti al cielo, al mare, ai fiumi, alle piante, alla dolcezza infinita e ai simboli di amore e di partecipazione universale. E si fa spazio il bianco delle ali dei gabbiani; l'iride della flora; il canoro richiamo del suolo e il vento fresco di grecale su Kàlaris, essenza dell'odierna Cagliari, al riparo da un infinito vagare. Di fronte a un originale sfolgorio di pastelli, la memoria corre ai gradini fiammanti di Montale o a certe pennellate costiere di Alfonso Gatto.
Leggiamo: "Altrettanto compiuta fu bellezza/ che t'accolse giungendo a questo esilio/ Silverio che nel nome/ ci dichiari foreste di cipressi... e ancora...Avrai potuto immaginare Cristo/ eretto a macro fra i mirti e l'elicriso/ con gli spruzzi del mare benedire/ le nostre solitudini petrose./ E questo stazzo diventare chiesa." Così canta Meeten in una poesia dedicata ad Aglientu, paese collinare, alla sua costa che si rispecchia nel sottostante mare e a San Silverio, funzionario romano ivi esiliato perché cristiano.
E' questa a mio avviso una raccolta poetica molto interessante e che sorprende il lettore. Un'opera poetica che si svela come viatico e accostamento al mistero dell'arte poetica che l'uomo per secoli ha creato.
Pasquale Ciboddo
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