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Nicolini Fausto - "BISCHIZZI"

17 maggio 2009

LietoColle - Collana Erato

 

 

 

 

(evidente è) la lotta che il nostro autore ha deciso di intraprendere, in nome di una fantasia capricciosa e graziosa, contro il canone letterario domi­nante nella poesia italiana, quel canone "pesante" che vede vincitore assoluto un Petrarca capostipite di elegiaca melanconia, di intimismo liricamente sublimato, di protoromantico cupio dissolvi.

Peraltro, le brevi composizioni di cui si compone la silloge di Nicolini (quasi tutte quartine "regolari" con regolari endecasillabi), essendo pri­ve di punto fermo finale, possono avvitarsi l'una all'altra in una sorta di "lego" ritmico oltre che tematico, capace di costruire un'unica "canzone"

[...] Il "mal di soprav­vivere" è incombente, ci circonda, può ammaccarci la vita da un momen­to all'altro, si diverte a far oscillare la sua affilata spada di damocle sulle nostre teste più o meno pensanti, ma noi abbiamo la possibilità di tenerlo a bada con l'arte del "guarracino", capace di sfidare e sconfiggere l'allette­rato (ma tu guarda che bischizzi ti combina a volte il vocabolario!).

[...] una scrittura che solo in apparenza sembra dire "lasciatemi divertire", perché sotto le mosse aforismatiche e dietro le trovate o le boutades (i bischizzi in una parola) si camuffa una pulsione invettiva frenata e trasformata in gioco grazie all'intelligente temperatura di un frizzante ribaltamento parodico.

dalla prefazione di Lino Angiuli

 

 

Dalla sezione

parlando ad acqua

 

Tempi remoti

 

Dai remoti tempi della scuola

non mi capitava di sentire

qualcuno che prendesse la parola

avendo davvero qualcosa da dire

 

 

Bischizzo

 

Accidenti!

L'accidioso s'acciglia per l'accisa

ed or s'accinge ad acciuffar l'acciuga

e il castoro castano del castello

lo castigò in casto castigliano

 

 

La domenica sportiva

 

La Formula Uno s'accavalla

in diretta con la finale di basket

e con il secondo tempo della partita

di calcio... in attesa delle Olimpiadi

di quanti schermi avremo bisogno

per rincorrere la nostra immobilità?

 

 

L'immenso

 

Com'era immensa l'immensità stellata

di chi cento anni fa soffriva d'insonnia

annottando sotto la celeste arcata

Mentre tra pillole e consigli medici

l'insonne dell'era moderna ha ridotto

l'immenso notturno a pollici sedici

 

 

Catastrofi

 

Otto morti per il terremoto in Giappone

in India trecentoventi per l'alluvione

Non può essere merito d'una potenza:

è la povertà che fa la differenza!

 

 

Dalla sezione

l'ora illegale

 

Maquillage

 

L'emancipazione femminile s'imbelletta:

scosta il femminismo con un filo di rossetto

scavalca le transenne stendendo il maquillage

per salire al potere in punta di tailleur

 

 

Emarginazione

 

Cedendo al ricco fascino industriale

il Paese ha perduto la sua parte

migliore, divenuta bagliore

dell'elitarismo amatoriale

Colpa dell'emarginazione dell'arte

 

 

Convivenza

 

Stasera d'amore vorrei parlare

perché con te è in eterno fermento

ma poi ci incantiamo ad esaminare

il mutuo e il suo imponente aumento

 

 

 

Male Nostrum

 

Fedeli e fermi all'interesse particolare

non riusciamo a coordinare l'individuale

necessità con l'utilità nazionale

 

 

Bolero

 

Il governo suona il più noioso bolero

per danzare col passo a tolleranza zero

e cantare le note di solidarietà a tutto campo:

vaghi disaccordi che non lasciano scampo

 

 

dalla sezione

pensieri calibrati

 

Gancho

 

Lasciatemi scrivere, vi prego, ancora un poco

mentre lento un tango suona alle mie spalle

rivelerò quel che di me mai saprete il vero

che io dimenticherò per non saper di me

 

 

Ciak

 

Il cammino è sempre più faticoso

e la cima appare irraggiungibile

cerco riparo per un po' di riposo

ma all'improvviso, lungo il fremito

d'una pellicola che scorre a ritroso

mi riavvolgo su me stesso

in un vortice dannoso di ricordi

ancora inopportuni

 

 

Corallina

 

S'addormentò con il viso sul tavolo apparecchiato

facendo cuscino delle sue braccia incrociate

e lasciandosi cullare dalla felicità dei suoi amici

Fu così che la realtà per lei divenne sogno

 

 


 

Fausto Nicolini nasce a Napoli nel 1965. Sin da giovanissimo si divi­de tra danza, giornalismo e teatro, coltivando da sempre la sua passio­ne per la poesia. Per dodici anni è assistente dello scrittore e regista Giuseppe Patroni Griffi lavorando con i più famosi attori della scena italiana (Franca Valeri, Valeria Moriconi, Vittorio Caprioli, Mariano Rigillo, Umberto Orsini). Parallelamente al teatro svolge negli anni Ottanta e primi Novanta l'attività di corrispondente sportivo da Roma per il Mattino di Napoli e di saltuario cronista teatrale per l'edizione romana del Corriere della Sera, quotidiano presso il quale trova stabile impiego dal 1998. Da allora comincia per lui un periodo professiona­le estremamente noioso, ma poeticamente prolifico. Determinante in questo periodo l'amicizia con il poeta Vito Riviello. Nel 2000 fonda e dirige per due anni il mensile Ronciglione e dintorni.

Nel 2007 pubblica la prima raccolta di poesie Quelle che smuovono... (Campanotto editore), a cui segue l'anno successivo Lo scrittore per i preziosi tipi della Pulcinoelefante, e infine la plaquette Fenestraria (ed. Signum, 2008) con disegni di Marcello Plebani.

 

Fotografie dell'autore.
In copertina: Impeto; all'interno: Sinuosa danza.

 

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