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Mosi Roberto: "Luoghi del mito"

10 giugno 2010

LietoColle - collana ERATO

 

 

Il mito accompagna, anzi, si può dire, fa parte delle nostre espe­rienze di vita in modi diversi, può essere il calco d'argilla nel quale si riversano i frutti della nostra immaginazione, la chiave implicita - od esplicita - del nostro pensiero e del nostro linguaggio, perfino un motivo di gioco, di divertimento per riprendere i tratti di un antico racconto mi­tico, conosciuti da sempre, e presentarli in vesti nuove, con le forme, le suggestioni, i linguaggi che offre la vita che viviamo noi uomini, donne del terzo millennio, per mille versi attori confusi, frastornati su un palco­scenico colmo di segni e di rumori, incerti e, soprattutto, pieni di paura.

(Roberto Mosi)

 

Erato

 

Oh divina Erato

Signora della poesia,

invoco il tuo aiuto

per comporre in versi

suoni e silenzi,

per scoprire la parola

nella discarica della memoria,

in mezzo alla melma

delle ore del giorno.

 

Leggo e rileggo

i versi, ascolto

la mia voce, cerco

pieni e vuoti d'ombra,

scompongo e ricompongo

l'ammasso d'argilla.

Nella tavolozza i colori

accendono la fantasia,

nel pennello parole

in libertà, nella testa

galleggiano miti, leggende

d'artisti, ricerco il tratto,

lo sfumato, il senso

lontano dalla realtà.

 

Sono sazio di penetrare

di mani l'argilla,

ora il fuoco del forno

abbraccia la forma:

è pronta per vivere nell'aria,

alla polvere del tempo,

oggetto inutile

agli occhi degli altri.

 

Oh divina Erato

Signora della poesia,

io ti ringrazio

per il dono di rovistare

nello tuo scrigno di parole

di suoni, di silenzi.

 

 

Diana

 

Sorgevano il bosco sacro e il santuario di Diana Nemorensis, la Diana dei boschi.... Un candidato al sacerdozio poteva ottenere l'incarico solo uccidendo il suo predecessore e occupandone il posto fino a quando non fosse stato a sua volta ucciso da un altro aspirante più forte o più astuto di lui.

J. G. Frazer, Il ramo d'oro, cap. I

Striscio nel bosco come

serpe, in mano il pugnale.

Scorgo il Santuario

fra le colonne, al centro

l'albero dal Ramo d'oro.

 

Sedici giorni di cammino

sulla Via Appenninica

per giungere al sacro luogo,

nello zaino l' i-pod, l'Eneide

il telefono satellitare.

 

Spio i passi del sacerdote

a guardia del bosco.

Risuona il manto secco

di foglie, il vento intona

un eterno, lugubre lamento.

Riluce l'acciaio sulle spalle

ogni volta che la luna appare

dallo squarcio di nubi.

 

Diana, regina delle selve,

sono giunto al sacro albero

sulle sponde del lago di Nemi

per conquistare il Ramo d'oro.

Mi separa solo il sacerdote,

sovrano del bosco.

 

Scatto come il serpente.

Il pugnale si abbassa,

sangue schizza sulla bocca,

risuona l'acciaio, mi batto

furioso per il Ramo d'oro.

 

Ritorno sui miei passi.

Appendo il Ramo alle porte

della città, la luce rischiara

l'oscurità dei nostri tempi.

 

 

Ulisse

 

L'alba sorprende

l'eroe volo AZ1414

le armi in pugno

il computer per scudo

il telefono in mano,

altri cento achei

infossati nei sedili.

Sulla terra le ombre

cedono alla luce,

le strade vomitano

macchine nervose.

 

Alla sera la flotta

attende il decollo

le truppe ammassate

nelle piccole navi.

Infine il balzo

nella notte di pece.

Il porto d'Itaca è chiuso

per la furia dei venti,

il riparo oltre i monti.

 

L'eroe raggiunge

la reggia nel sonno.

Penelope dorme stizzita,

solo Arturo saluta

il ritorno, la coda ritta.

L'eroe guarda la posta,

pone in ordine le armi

si distende sul letto.

Il risveglio è vicino.

 

Ogni sera Ulisse

torna ad Itaca.

 


 

 

Roberto Mosi, già dirigente della Regione Toscana per la cultura, è fra i redattori della rivista fiorentina Testimonianze, fondata da Ernesto Bal­ducci. Alcuni degli articoli pubblicati: "Il paesaggio fra poesia e memo­ria" (2002), "Dino Campana, un viaggio chiamato amore" (2004), "Gli angeli sulla Cupola di Berlino" (2004), "Mario Luzi, la tensione verso la semplicità" (2005), "Da quando Modugno cantò volare" (2007). Fra le sue pubblicazioni: "Cibernetica e città del futuro", in "Città e anticittà" a cura di Giovanni Michelucci, 1971; Sulle tracce di Napoleone ed Elisa: percorsi e luoghi napoleonici nella costa toscana (Fazzi Editore, 2005). L'autore è impegnato, come volontario, nell'educazione degli adulti. È l'ideatore del progetto Auser La città che apprende, che prevede l'incontro annuale del­le persone impegnate in Italia in progetti di apprendimento permanente.

Ha pubblicato le raccolte di poesia Florentia (Gazebo Libri, 2008), Iti­nera (Masso delle Fate, 2007), Parole e Paesaggi (Libroitaliano World, 2006). Poesie dell'autore e recensioni sulle sue opere sono riportate in riviste e antologie. Fra i numerosi premi e segnalazioni ricevute, si ricor­da il primo premio vinto al concorso "Villa Bernocchi" 2009 (Premeno, Verbania), per il libro Florentia.. La rivista Le Voci della Luna, n. 42, ha pubblicato la raccolta Nonluoghi, segnalato al Premio "Giorgi", 2008. Recentemente si è tenuta a Firenze la Mostra "Nonluoghi", di fotografie e poesie. In questa occasione è stato pubblicato il libro Nonluoghi (Co­mune di Firenze, 2009).

 

Immagini: © Renato Simoni.

In copertina: Statua di Giove Olimpico attribuita al Giambologna, Giardino di Boboli, Firenze.

All'interno: Statua dell'Architettura di Giovan Simone Cioli, Giardino di Boboli, Firenze.

 

 

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