Siete qui:

  1. Home
  2. Cartellone
  3. Eventi

Milano 17/4/09: Borghesi e Poletto- Giovani donne in Poesia

 

 

 

 

Cronaca d'evento

  poletto e borghesi


Scripta volant

di Gaia Borghesi

a cura di Maria Cristina Pianta

barni_poletto_borghesi_pianta

 

 

Presentiamo questa sera due giovani poetesse: Gaia Borghesi ed Elisa Poletto che credono veramente nel ruolo della poesia nella vita di ogni giorno.

La casa editrice Lietocolle promuove gli autori che lavorano con serietà dimostrando talento, coordina progetti che coinvolgono personalità di spicco e rivolge una particolare attenzione ai giovani.

Interessante risulta l'iniziativa di questa sera secondo una prospettiva che integra un adulto e un giovane in uno scambio di reciproche esperienze. Io ho seguito il lavoro di Gaia e Paola Barni quello di Elisa, con suggerimenti,opinioni, discussioni, rendendo vivo e attuale il metodo socratico della maieutica. Non parliamo, quindi, di rapporto allievo-maestro, ma di confronto, guida nel rispetto della personalità dell'altro.

Parliamo ora del frutto di questa esperienza: i libri delle due autrici.

 

Cominciamo da Gaia Borghesi.

Ho conosciuto Gaia, ora studentessa della facoltà di scienze linguistiche per il turismo, al Liceo Linguistico Manzoni, in occasione del laboratorio di poesia, tenuto da me da alcuni anni. Ho subito intuito la serietà di intenti dell'allieva, il suo amore per la poesia, a lei ho richiesto molto, soprattutto un lavoro di revisione, di lima, di sintesi, forse, a volte, sono stata troppo esigente, ma non mi pento.

Prima ha espresso il suo mondo nei quaderni della Manzoni, affermandosi in  premi prestigiosi e in letture pubbliche, ora è nato un libro che già dalla copertina rivela un duplice aspetto: soffermiamoci sugli occhi della donna  che ci catturano e sul velo che copre parte del viso e notiamo, inoltre, che l'illustrazione all'interno del libro ci propone due figure, come se entrambe nascessero l'una dall'altra, come un'eco, come un riflesso. Forse realtà ed apparenza? Il mondo dei fenomeni non è sufficiente per una spiegazione esauriente? Sono quesiti che ci poniamo prima di iniziare un breve percorso insieme.

Non dimentichiamo che l'aspetto grafico è stato curato da Davide Fabbiano, che è entrato in perfetta sintonia con l'universo dell'autrice.

Perché un  titolo come "Scripta volant" che ribalta il proverbio usuale "Verba volant, scripta manent"? Possiamo formulare varie ipotesi, ognuno di voi darà una risposta. Secondo me è proprio lo scritto, la poesia che nasce dall'esperienza del viaggio in senso letterale, ma anche dalla vita che è un viaggio. Non a caso l'esordio parla di un viaggio: "La corriera sobbalza. Il crepitio del viaggio mi culla, mentre il paesaggio si spiega monotono. Giungo. E il mio viaggio comincia ora"

La raccolta, prima introdotta da una prosa lirica, appena citata, comprende cinque sezioni che spaziano dall'osservazione di elementi naturali, carichi di significato simbolico, ai ricordi, alle ingiustizie di una società sorda ai valori autentici, tutta tesa a conseguire risultati effimeri, alla lezione dei grandi autori della tradizione, ripresi in modo originale.

Trovano spazio sensazioni, sentimenti a volte struggenti, un senso di solitudine che compare in ogni istante, ma anche il coraggio di continuare  a lottare, a credere, in fondo a sperare.

"Non mi sono arresa", scrive Gaia. C'è sempre "un nuovo aedo" dentro di noi che può sconcertare "l'erudito di turno" o meglio " i paffuti occhiali/ dell'erudito/ di turno"

La meta del viaggio è il tempo, non a caso ad ogni testo segue una precisazione di data; c'è un ritmo scandito dalle stagioni, dalla nostra vita, dai versi, in genere, brevi, ricchi di enjambement, musicali come il rumore delle rotaie di un treno.

L'attesa ha il sapore delle stazioni abbandonate in cui il silenzio diventa gravido di aspettative, avvertito ora come angoscia, ora come salutare.

E' difficile comunicare con gli altri, non basta scambiarsi parole, occorre condividere, non essere semplici compagni di viaggio come accade alla famiglia Orfei dell'ultima lirica della silloge.

Significato e significante procedono in sintonia, in una ricerca di corrispondenze, binomio inscindibile.

Il linguaggio è curato, singolare perché abbina al termine aulico: aedo, erudito, solenne, inerme anfore, uggioso, voglioso quello consueto: fast-fod, abbuffarsi, carta igienica.

Gaia si cimenta nel sonetto, seguendo le regole, ma con una certa elasticità nell'uso della sinalefe e dialefe. Cerchiamo di cogliere tutte le sfumature del ritmo, del lessico adottato, del sistema delle rime: alternata nelle quartine, ripetuta nelle terzine.

Non trascuriamo il riferimento a Marinetti, esperimento svolto con il cugino Luca Stocco, la citazione di Hikmet, che nelle poesie d'amore ha creato veri capolavori, il riferimento alle "fate ignoranti", segno di una cultura ampia, aperta e resa personale.

Un invito a leggere integralmente questo libro che a me ha dato molto e mi ha arricchita spiritualmente.

 

Mariacristina Pianta

Milano 9 aprile 2009

 

 

Scale di pezza

di Elisa Poletto

a cura di Paola Barni

elisa poletto 

La poesia di Elisa Poletto si può paragonare a quella di Antonia Pozzi: esse sono entrambe giovani scrittrici che scrivono/hanno scritto versi leggeri, ingenui talora, ma nello stesso tempo profondi, maturi, a volte laceranti ("Tristezza di queste mie mani / troppo pesanti / per non aprire piaghe, / troppo leggere / per lasciare un'impronta", scriveva la Pozzi nel 1928).

La profondità di Elisa è prima di tutto una profondità di scrittura, imbevuta di letture non necessariamente numerose, ma vissute con grande originalità, dalla Dickinson a Eliot, espressamente citati dall'autrice, a Pascoli nell'idea di una poesia campestre (I canti dei campi è il titolo della prima sezione del libro), fino a Leopardi e Montale, nell'approccio filosofico alla poesia, che produce un "pensiero poetante".

Il secondo aspetto della profondità di Elisa è quello del suo pensiero, del contenuto dei suoi testi, attenti alla forma, in cui ogni parola pesa, ma soprattutto desiderosi di dire il proprio essere per dare senso alle cose (si vedano le poesie Futuro e Sarò vecchia).

Legata a questa profondità è una consapevolezza precisa della propria femminilità, a volte complessa e dolorosa, del proprio corpo, identificato spesso con il "ventre" (si vedano i testi In ogni lutto e Il divertimento).

Ad alleggerire la sofferenza presente nel pensiero e nelle parole di Elisa è una velata ironia (si veda ad esempio Obesità), a dire la lucida intelligenza di Elisa e ancora la sua consapevolezza della relatività e della fragilità delle cose, che è poi il loro senso, la loro verità.

 

Paola Barni

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Venerdì 17 aprile 2009 - ore 18,00 

GIOVANI DONNE IN POESIA

 

Paola Barni

presenta

Elisa Poletto

e la raccolta

SCALE DI PEZZA

(LietoColle, 2007)

 

Mariacristina Pianta

presenta

Gaia Borghesi

e la raccolta

SCRIPTA VOLANT

  (LietoColle, 2009)

 

Libreria degli Equilibri - Via Farneti 11 - Milano

*****

 

 

Parole dense, quelle di Elisa Poletto. Profonde, incisive. Che lasciano una traccia.
Dalla leggerezza della sua giovane età ci arrivano immagini già mature, di amore e morte, nostalgia e felicità. Immagini che provengono dal mondo dell'infanzia, ancora viva nel ricordo, e si proiettano in un sogno verso un futuro talora incerto ma che riesce forse ad aprirsi al disgelo dell'amore.

(P. Barni)

 

Elisa Poletto detto Feltrinon nasce a Milano nel 1984. Inizia a scrivere alle elementari e non smette più. Studia al Civico Liceo Linguistico A. Manzoni di Milano, dove incontra le sue "Mamme poetiche", Jenny Melloni e Paola Barni. Dopo aver frequentato la facoltà di Lettere all'Università Statale di Milano, un cambio di percorso la porta ai suoi attuali studi filosofici. È ancora alla ricerca del suo posto nel mondo.
Scale di pezza è la sua opera prima.

 

 

La raccolta poetica di Gaia Borghesi si apre col ricordo di un viaggio che diventa metaforico perché rappresenta il cammino di ogni uomo che si avventura tra le stagioni della vita; le immagini sembrano istantanee insieme ai colori ed ai suoni di una natura, a volte, distante.

(M.C. Pianta)

 

Gaia Borghesi, nata nel 1987, ha sempre amato l'arte.
I suoi grandi occhi neri scrutano il mondo e la vita con uno slancio di felicità, ma anche d'intenso dolore o di tenue malinconia.
Scrivere per lei significa conoscere, ricercare, cogliere il significato dell'esistenza. Tra i banchi del Liceo Linguistico Manzoni e, attualmente, della facoltà di scienze linguistiche per il turismo non dimentica il fascino della musicalità del verso ed i classici che ha studiato con passione.

 

 

 

info@lietocolle.com
LietoColle di Michelangelo Camelliti - Via Principale, 9 - Faloppio (CO) - C.P. 72 - 22020 Parè - P.IVA 01545080135 - C.F. CMLMHL61A08E025N

Powered by Akebia - Content Management System Smart Control