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MEDITERRANEUS - progetto
22 giugno 2008

Nuovo progetto LietoColle MEDITERRANEUS
Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che
significa in mezzo alle terre e nel corso della storia dell'umanità ha
conosciuto diversi nomi. Gli antichi romani, per esempio, lo chiamavano Mare
Nostrum, il nostro mare, cioè quello spazio d'acqua delimitato a ovest dallo
Stretto di Gibilterra, che a est raggiunge il Mar di Marmara e il Mar Nero
attraverso il Dardanelli e il Bosforo e che a sud, attraverso il Canale di
Suez, arriva al Mar Rosso. I confini geografici possono
però essere un limite per capire cosa è veramente il Mediterraneo che i greci
videro da Phasis sul Caucaso fino alle Colonne d'Ercole e che secondo un'antica
saggezza finiva dove non cresceva più l'ulivo.
Eppure, nonostante la difficoltà nel definire i confini
geografici, anche perché sembra indefinibile il suo entroterra, il
Mediterraneus, cioè lo spazio che è in mezzo alle terre, è centrale rispetto
alla storia dell'Occidente. E' qui, sulle coste piatte o frastagliate, tra le
isole grandi e piccole, nei porti delle città e nelle piazze di quelle
dell'entroterra, che tutto ha avuto inizio. E' nel Mediterraneo che i greci,
per primi, hanno pensato il senso dello stare sulla terra da parte dell'uomo.
Lo hanno pensato attraverso il mito, la poesia e la filosofia. E' sulle rotte
da Oriente a Occidente e da Sud a Nord che gli uomini mediterranei
si sono scambiati le merci e con esse le idee: la filosofia greca, l'ebraismo,
il cristianesimo e l'islam. E' in questo mare che sono nate Atene, Roma,
Alessandria d'Egitto, poi Venezia e le meraviglie del Rinascimento, gli
splendori della Spagna e il fascino della Francia, il Maghreb, Trieste,
l'Istria, la Croazia come porte per la Mitteleuropa . Senza questo
mare con le sue bellezze e i suoi misteri non sarebbe nata una delle opere più
grandi dell'umanità: l'Odissea. E' nel Mediterraneo, che è il grembo della
nostra storia e della nostra cultura, che Ulisse, di ritorno da Troia, si perde
e si ritrova.
E' nel Mediterraneo che gli uomini hanno cercato una
risposta alla domanda di senso e i poeti con i loro versi hanno dato le loro,
parlando dell'amore ma anche della morte e del dolore. Dalle acque di questo
mare, secondo il mito, è nata Afrodite, la dea dell'amore ma le rotte
mediterranee sono state attraversate anche dall'odio, dall'intransigenza
religiosa, dell'ideologia fascista e dal razzismo. Tutto si è compiuto nello
spazio che sta tra le terre e oggi soffia ancora il vento
della guerra. Giovanni Semerano, il grande filologo scomparso qualche anno fa,
nella premessa al suo ultimo libro ‘La favola dell'indoeuropeo' ha scritto:
‘'Se i così detti potenti della terra avessero consuetudine di frequentare il
grande tempio della storia, il mondo sarebbe meno intriso di sangue, meno
bagnato di lacrime''. Se tutti noi mediterranei, italiani e
marocchini, arabi e israeliani, albanesi e croati, francesi e algerini,
pensassimo di più alle nostre origini, nel Mediterraneo troveremmo tutto ciò
che ci unisce. Un buon inizio potrebbe essere proprio la lettura delle poesie,
dai versi dei nomadi dei deserti dell'Arabia a quelli dei poeti arabi arrivati
in Andalusia e in Sicilia nell'VIII e IX secolo, da quelli dei greci e dei
turchi a quelli degli spagnoli e di lingua slava. Quante cose comuni
si troverebbero grazie ai poeti, anche quelli contemporanei, che scrivono nella
Palestina martoriata o nelle ricche città della parte europea del mare.
Scopriremmo l'origine della cultura e della civiltà europea, magari solo
ricordando che la ninfa Europa, mentre prendeva il sole sulla spiaggia tra
Sidone e Tiro, venne rapita e attraverso il mare portata a Creta da Zeus,
infiammato d'amore per la sua bellezza e trasformatosi in un toro candido
abbagliante con le corna simili a quarti di luna.
Ecco quindi l'importanza del progetto per una collana di poesia di autori
stranieri con una particolare attenzione a quelli mediterranei. Non sarà facile
definire quali sono, proprio come i confini del Mare Nostrum, ma il
Mediterraneo, che sta in mezzo alle terre, riuscirà a farli emergere e ad
accogliere anche coloro che abitano lontano dalle coste ma che guardano al mare
come luogo del destino.
Paolo Barbieri
dicembre 2006
Volumi editi da LietoColle a valere sul progetto Mediterraneus:
- Albania - Lluljeta Lleshanaku -"Antipastorale"
- Algeria - Hafid Gafaiti - "la gola tagliata del sole"
- Spagna- Jesus Munarriz - "Por eso estoy en las palabras"
- Slovenia - Tatjana Pregl Kobe - "Semi maturi"
- Francia - Jacques Dupin - "Comba oscura"
- Bosnia Erzegovina - Stevka Šmitran - "Dall'impero"
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