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Mavian Linda - "Aliante del mattino"

LietoColle - collana Erato

tra i finalisti del Premio P.E.N.  2008

 

La nuova raccolta ... offre al lettore da una parte la conferma del valore e della freschezza di una voce inconfondibile, dall'altra alcune novità che fanno di essa qualcosa di notevolmente di­verso dai precedenti libri, malgrado la continuità di temi e - in una certa misura - anche di forme [...]

[...] la poesia di Linda Mavian continua a inseguire una speranza di leggerezza e di purezza, anche se talvolta espressa in termini apofatici. È ciò che indica il titolo stesso del libro e di una lirica rivelatrice: esso al­lude a quel «volo senza motore» che è forse il segreto su­premo e sfugge a qualsiasi razionale «motore di ricerca», attraversando il cielo del mattino senza rumore. Se infatti un certo desiderio di dissoluzione e di "smemoramento" potrebbe apparire una fuga dalla vita, esso trova, invece, qui il suo simbolo nella «lavagna bianca» del mattino, nel momento inaugurale del giorno che, pur nella sua incertezza, è aperto ad ogni possibilità, ad ogni segno.


dalla prefazione di
Francesco Zambon





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Due volte noi pensavamo al sole




tu come l'acqua sei
come non altro
vuoi tappeti di foglie
non-pareti di vento e di luce
dormire sul prato
la mia storia non detta
rimasta non raccontata
qualcosa che rimanga incompleto



*


ero solo imbastita
aria pura
la notizia mi venne riferita
mio dolce miele
dove andrò colerò come clessidra
era una rete che non tenevi fra le dita
oh mio perduto jack di cuori
colerò in un giardino all'italiana
in profumo di ghiaia
in un letto di fiori



*


un libro pieno di appunti
di foto commentate
tutte bagnate ora
ormai tu perduto per giorni per anni
cerchi un hotel di ghiaccio
un letto già sciolto domani
una finestra di zucchero
affine a fiato ghiacciato
ma tu sei passato prima
hai visto l'ultima foglia
si tiene con dita di nicotina
ad autunno finito imperversato
ha molto amato
non si trattiene fino a mattina



*


sotto il cielo scende la pioggia
non agganciata
come risalirle lungo l’esile fune
qual è la scatola degli occhiali
scrittori scrivono
guardano fuori della finestra
spalancata come una o di stupore
un giocattolo di sorpresa
trasparente
non può che
risplendere così nella notte
gli intonaci sono bagnati
di musica
sono bianchi di scrittura
umidi di lunghi elenchi
di essenze vegetali
di inventari di specie animali
qualche contenitore alla deriva del sogno
si è spezzato
medici medicano
sospiratori sospirano
chi ha un paio di ali
desidera radente una brughiera
chi gli stivali
una pozzanghera pura priva di alcuna lacuna
io ho il bosco del sogno assonnato
di cui prendermi cura











Per smemorare il dolore






alcune frasi formulate
galleggiando sul mare
è voce narrante fuori campo
commento a un film
navigante con distacco
un film sul cosmo
mi riguarda in terza singolare
racconta di me
cosmo nauta
scintilla accesa e spenta
intermittente
lettera ritornata al



*


aliante del mattino


immagine sfuocata suono leggero
come poteva essere
la mia consapevolezza
non è integra
video emotivi
mi lasciano quasi indifferente
devo aver depositato qualcosa di me
non so dove
forse chiuso a chiave
forse persa la combinazione
qualcun altro mi può raccontare
tragitti di pianura
volo senza motore
aliante del mattino
titolo di una canzone










Non ho bagagli






così preferisco guardare il
cambiare del cielo all'alba
lavagna bianca colore di crono
la strada più elevata più nascosta a Granada
porta alla ciudad antigua
con le mani di sabbia
lascio una traccia che potrà essere seguita
per averla lasciata così ben nutrita di mele
non sapevo che fosse un passaggio
di giacinti socchiusi
di giacigli già chiusi



*


transfert


linee parallele
prospettiva di viali di periferia
en train de
transiberiana capelli di steppa
la casa ha il pavimento
in terra battuta in terra beata
è fuori luogo intransitiva
scala invisibile di incertezza
rettangolo di finestra cosa rara
cosa fai
i quadrati gialli delle finestre stabili
sugli Urali
tu puoi pensa
nuvola è un gomitolo
sulla spiaggia una sciarpa
di vento mi avvolge il collo
decido di avere freddo







Linda Mavian, storica dell'arte, è nata a Venezia dove risiede e lavora nel settore dei beni culturali e del paesaggio, ambito in cui è autrice di numerose pubblicazioni e contributi. Attiva in readings poetici, collabora a riviste culturali. Suoi testi sono inseriti in varie raccolte antologiche.
È socia del P.E.N. Club Italiano.

Pubblicazioni:
Dattiloscritto d'acqua (Edizioni del Leone, 1994);
Città leggera (Marsilio, 1999).


In copertina: Blu di Maurizio Gagno.
All'interno: immagini di Guido Sartorelli, tratte dalla serie "Cattedrali europee".

 

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