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Marco Bellini intervista Nadia Agustoni
Pubblichiamo il sesto contributo nella sezione appena nata RECIPROCA- poetiApoeti (partecipa anche tu!)
Marco Bellini intervista Nadia Agustoni

In rete sono apparsi tuoi saggi dedicati a diversi autori . In che misura la tua attività di saggista influenza il tuo scrivere poesia?
Scrivere del lavoro di altri induce a maggiore sorveglianza, certo. È una responsabilità grande parlare/scrivere dell’opera di un autore e cerco sempre di farlo con rispetto, ovvero con attenzione. A volte c’è l’incontro con scritture forti dove, anche per me, può aprirsi una soglia nuova. Un esempio vivo di questo è stato nell’ultimo anno il mio incontro con la poesia di Cristina Annino, da cui è venuto un lavoro critico uscito su “Pagine” e integralmente in rete (su La dimora del tempo sospeso e poi in altri siti) che ha avviato una riflessione mia sullo scrivere poesia che continua tutt’ora e di cui nel prossimo libro c’è traccia. So, del resto, che Annino è un autore studiato e fa scuola senza avere una scuola di poesia. Con altri autori è stato diverso, sono state riletture con cui ho approfondito certe tematiche e cosa per me significassero veramente. Caso per caso, scrivendo di altri si impara.
In riferimento al tuo libro “Taccuino nero” ( Le Voci della Luna edizioni) nel quale tratti anche il tema del lavoro in fabbrica, tu dichiari:“Quel che mi premeva era anche osservare il mondo-fabbrica senza cedere nulla dell' umano a quella che è la condizione. Perché la vera sofferenza è nella condizione”. Si sente molta urgenza in queste parole, vuoi dire qualcosa?
L’umano è quello che possiamo salvare e dobbiamo salvarlo per noi e per chi verrà dopo. Ogni condizione ( di classe, genere, razza, diversità) è una trappola. Farsi chiudere in una gabbia può perfino far credere a qualcuno di essere innamorato delle sbarre. Ogni condizione è negare l’umanità a qualcuno, è non permettere a ognuno di essere altro.
Nelle prossime settimane uscirà, con LietoColle, un tuo nuovo libro che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Un libro che parte dai luoghi e dalle devastazioni, passa da geografie e domande in sospeso, fino a un viso a viso con la morte, a un colloquio coi morti . Una discesa all’Ade in questo presente?
Un attraversamento di paesi e pianure e nello stesso tempo una personale discesa all’Ade per ritrovare il mondo, ma in modo nuovo. Un libro di confini attraversati. Se pensi a “Quaderno di San Francisco”, dove anche lì c’era un attraversamento di più confini, ti si chiarisce meglio come vado avanti lavorando su certe mappe e perché in questo lavoro ci sono i morti e questo tema della morte. E anche un modo di guardare al passato, ma non per il passato in sé.
Nella tua vita hai viaggiato molto, trascorrendo anche lunghi periodi all’estero per lavoro. Queste esperienze in che misura hanno influito sulla tua idea di poesia? La forte connessione che le tue opere esprimono con l’essere qui nel tempo che ti è toccato deriva da questo vissuto?
Scrivendo quello che conta di più è la lingua. La vita è la materia della poesia e certo ti dà la sostanza su cui lavorare, ma il linguaggio, come sai, è il lavoro con/sulle parole ed è fondamentale per la riuscita.
In una nota sul tuo lavoro, Piero Marelli afferma che “… il percorso che Nadia Agustoni ha deciso di compiere, che ha dovuto e voluto fare” si prefigge di “andare incontro non a un paesaggio e tanto meno a luoghi pronti a rassicurare il viandante, ma a quelle occasioni del conoscere che il nostro tempo ha messo sotto i suoi piedi”. Siamo quindi di fronte ad una poesia aderente al suo tempo rispetto al quale tenti un’operazione di scavo, di attraversamento?
Sì, certo. Scrivo per capire, ma non cerco consolazioni. So che in un certo senso alcune persone sono straniere ovunque.
In un tuo saggio sulla poesia di Alba Donati, anche questo apparso in rete di recente su La poesia e lo spirito, scrivi:
“Le storie, come la poesia, non bastano. Bisogna che qualcuno le racconti. Alcune storie si tramandano perché divengano coscienza civile e siano qualcosa di più d’un racconto. Una narrazione è più ampia di un racconto: è il sangue di un paese, un guardarsi e riconoscersi in quelle storie, movimenti, gesti e parole; riconoscersi perché se ne riconosce la gente.”
Perché per te è importante la memoria ?
È importante perché non è il punto di arrivo, ma mi fa comprendere ciò che è stato fatto ieri e l’altro ieri e ciò che è il presente, e come tutto è raccontato, tramandato da voci diverse. Memoria è le molte narrazioni del mondo. Aiuta anche a capire cosa ci è stato fatto. E a non ripetere. Mi aiuta ad andare lontano e prima ancora mi insegna ad ascoltare.
Nadia Agustoni (1964) ha pubblicato per Gazebo Edizioni i seguenti libri e plaquette di poesia: Grammatica tempo ( 1994) , Miss Blues e altre poesie (1995), Icara o dell’aria ( 1998), Poesia di corpi e di parole (2002), Quaderno di San Francisco (2004) e Dettato sulla geometria degli spazi ( 2006), Il libro degli Haiku bianchi (2007). Nel 2009 è uscito per “Le voci della luna” Taccuino nero. Nel 2011 un Pulcinoelefante Il giorno era luce. Collabora a varie riviste e a blog letterari. È redattrice di Lpels “la poesia e lo spirito”. Sue poesie sono apparse nella riviste “Poesia”, “Pagine”, “Le voci della luna” e in altre pubblicazioni. Si è occupata (saggistica) di Etty Hillesum, Elizabeth Bishop, Kazimiers Brandys, Cristina Annino, Patrizia Cavalli, Alba Donati, Gianna Manzini, Monique Wittig e altri. È presente nell’antologia “Calpestare l’oblio” 100 poeti italiani (Argo 2010). Un suo scritto è nel libro: “Aurelio Chessa, il viandante dell’utopia” Biblioteca Panizzi (2007). Vive e lavora a Bergamo. In corso di pubblicazione con LietoColle, enel progetto "Essentia" a cura di Piero Marelli: “Il peso di pianura”.
Marco Bellini nasce in Brianza, dove ancora risiede, nel 1964. Nel 2007 pubblica “Semi di terra” (LietoColle). Nel 2008 pubblica la plaquette “Attraverso la tela” e per le Edizioni Pulcinoelefante la poesia “Le parole”.Nel 2010 pubblica la plaquette “E in mezzo un buio veloce” (Edizioni seregn de la memoria) ed il libro “Attraverso la tela” (La vita felice). Sue poesie hanno ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi, sono presenti in diverse antologie, sul blog “La poesia e lo spirito” e sulle riviste “Ali”, “Le voci della luna” e “Poesia”.


