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M. Cucchi su Pellegatta
28 agosto 2005
La Stampa Web, 17 agosto 2004
Maurizio Cucchi su Alberto Pellegatta
Poeta nato a Milano nel 1978, ha rivelato un precoce talento nei versi inclusi da Mario Santagostini nella sua antologia I poeti di vent'anni (2000). Successivamente le sue poesie sono apparse in rivista e nella plaquette Mattinata larga
(2001) introdotta da Maurizio Cucchi e vincitrice del premio Città di
Meda per l'opera d'esordio. Il primo elemento di pregio nel lavoro di
Pellegatta è nell'evidente maturità espressiva, nel pieno controllo del
linguaggio e della forma che sa dare compiutezza ai suoi testi. Il suo
stile, sganciato da possibili riferimenti di corrente o di tendenza, si
caratterizza per una fluida e nobile dignità di pronuncia. La tematica
della poesia di Pellegatta è molto aperta e varia, e tende
essenzialmente a registrare la molteplice e dispersiva realtà
dell'esperienza, nella sua sostanza affettiva e nei risvolti della
quotidianità. L'amore, il senso di fisica provvisorietà nel dolore e
nella gioia, la scoperta del mondo nei viaggi, la riflessione per
immagini sulla condizione umana costituiscono alcuni dei fili
conduttori di un'opera ancora vistosamente in fieri e dunque
apertissima, ma dalla quale si possono ben scorgere gli indizi di una
forte personalità poetica. L'appetito e il pasto è il titolo di un primo, ampio libro complessivo ancora in fase di definizione.
Piani di coscienza
"Chi siamo?" chiede il quasiprete
quando piuttosto dovrebbe
domandarsi se per caso
siamo veramente.
Siamo diversi piani di coscienza
che si comunicano. Siamo
complessità elementari,
osmosi e strade e case.
Molluschi siamo in una maglia di legami,
siamo la taverna e il canto, siamo
il vuoto dell'origine, la mancanza, la nera
distanza che si riproduce. Siamo
le piccole madri bianche.


