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M. Bettarini - A parole – in immagini (S. D'Amaro)
16 novembre 2008
Mariella Bettarini racconta la sua poesia in parole e immagini
di Sergio D'Amaro
Una semplice recensione non basta a contenere la densità umana e artistica di questo volume riassuntivo della scrittrice fiorentina Mariella Bettarini. Non c'è solo poesia dentro, ma c'è storia, riflessione, racconto, diario bruciante, dialogo teso e vibrante. C'è tutta una vita, condotta con estrema coerenza e con umile coraggio, senza cedimento alcuno a narcisismi e mercantilismi, senza ossequi a mode, a premi, a graduatorie. Educata piuttosto ad asciutte scuole toscane di pensiero, distribuite equamente tra schietto neorealismo, nutriente espressionismo e motivato volontarismo cattolico, Mariella ha affrontato questo sismico cinquantennio col sorriso sereno e adulto di Socrate, investigando le voci di dentro e le ragioni degli altri, la privata egosfera e la prismatica sfera di un mondo in ebollizione.
I suoi quasi trenta libri di poesia, i sette di narrativa, gli innumerevoli saggi, interventi e articoli, la promozione di riviste - Salvo imprevisti L'area di Broca - e di una piccola qualificata casa editrice - Gazebo, in collaborazione con Gabriella Maleti e altri vivi talenti -, la collaborazione a decine di giornali e di riviste, fanno della Bettarini una preziosa testimone del suo tempo. Colpisce la sua idea di letteratura, pensata come scrittura da mettere a disposizione degli altri con una bifacciale funzione privata/pubblica, che assicura la messa in gioco di un autentico ruolo intellettuale che non si arroga nessun privilegio, che non aspira ad alcun primato particolare. Diario, testimonianza, dialogo, ricerca, sperimentazione: la poesia di Mariella Bettarini è sperimentale non in senso neovanguardistico (nel '63, quando iniziò il suo percorso, esplodevano i Novissimi), ma nel fantasioso gioco linguistico che realizza, negli stimolanti slanci semantici e fonici che va intessendo. Si nota la sua mano ludica, l'ammiccamento psicanalitico, la logica stringente dei passaggi analitici, ma non c'è subordinazione ad un disegno puramente letterario, ad un godimento puramente estetico.
Mariella Bettarini ha attraversato le piazze vocianti del '68, le speranze e i dibattiti degli anni '70, gli anni del riflusso e della globalizzazione. Ha sentito soprattutto la rivoluzione femminista, la crescita di una consapevolezza civile e politica. Ma ha mantenuto ugualmente il piacere del viaggio educativo, salvaguardando anche il significato simbolico del viaggiatore-nomade e soffermandosi su interessanti corrispondenze poesia-fotografia e poesia-pittura. C'è stato un solo progetto, all'insegna di molte scelte e di vari esperimenti, tutti giocati in parole e immagini (come recita il titolo di queste abbondanti pagine antologiche): disegnando concetti e scrivendo paesaggi che si sono andati incrociando nel vulcano contraddittorio di una vita piena e operosa.
- M. Bettarini, A parole - in immagini. Antologia poetica 1963-2007, Firenze, Gazebo, 2008, pp. 855, sip.
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