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Il verso visto: Lucia Pinto/Casey Jex Smith

  

Con questa proposta desidero dare avvio ad una rubrica nella quale offrire poesia e immagini suggerite dai versi.

Casey Jex Smith, Have No fear. 2005

Lucia Pinto- Cinque poesie

 

Semplicemente

 

 

La spuma sul tuo petto

non aveva pena

 

Ma le carezze degli uomini

sono ubriache

 

impastate di trionfi

premunite di leggi

brucianti di smentite

 

Non sarei mai venuta nel centro tuo nudo

col mio fragile sorriso

e col desiderio infantile d'essere anche un po' vecchia

accorpata al mio passato

e senza voglia di dimenticare

 

Io abbracciavo solo l'infinito...

e ti sei ritrovato nel mio abbraccio

 

Tu cercavi nell'infinito

e hai visto me

che intrecciavo rame e canapa

in lampade per le mie notti

 

Una frangia d'astri

ha asperso l'aria di un profumo antico

 

Del tuo essere stato

del mio aver voluto

 

e lo abbiamo respirato tanto forte

da vedere gli aliti sospingere le stelle

 

*

 

Dove nasci

 

 

Dove nasci

e dove mai ti spegni

I luoghi della tua quiete

La grana della tua maniera

 

Io nulla so

ne lo voglio sapere

 

Lenta sarò

come una fiaccola a soffocarsi

ma vicina come una lontananza

 

Che di male ce n'è già tanto

dentro acini di stagioni

a governare i venti

 

E le mani son sempre troppe

e mai abbastanza

a sollevare nòccioli di coscienza

premuti contro desideri vivi

 

Che penso al male

come a un telaio ferroso

a cui scappano cernière

 

E penso al bene...

come al tuo sorriso

 

*

 

Tutte le volte

 

 

Come stringere

la carne in pugno

e persuaderla a parlare.

Un fiume di petto

danza polpa di vapore

Carne... Mia carne

Non una stella

un oceano

un fiore che urla

Dopo un'eclissi

d'appartenenza

tendini e muscoli

e lingua agli angoli della bocca

e denti e denti

 

Per difetto di memoria

svanisco a volte

in lontananza

O per troppa reminiscenza

 

Tutte le volte che vengo

da braccia di tenebrosa lucentezza

 

vedo un bimbo che guarda

 

Domandalo a quel pugno

frammentato sotto il costato

e non chiamarlo cuore

 

M'accade d'incastrarmi sottopelle

ad un'arteria di sole

 

Quando mi passi

 

*

 

21 Marzo

 

 

Se tu mi resti indietro

in questo giorno di marzo

Ti lascio l'aquilone

 

E sfumo appena

a piega di terra

Dove confessa

Dove canta

Dove s'allenta nudo il capo

al battesimo

del taciuto

 

Vagheggiando l'acqua

senza sconforto d'attesa

 

Se Tu mi resti indietro

in questo giorno di marzo

Ti lascio l'aquilone

 

Non vengo amore

per farti del male

 

E posso andare

per amarti

 

dal velo asciutto

della tua paura

 

quand'ordisci

certezza oscura

e trasparente pura

 

per il mio(tuo)cuore

 

di filo

e di memoria

 

*

 

Vorrei piangere

 

 

Vorrei piangere con Te

di lucciconi sul cuoio

di ciò che è stato

Ed odorare

con la premura

di ciò che sa restare

l'amalgama del cielo con la pelle

Vorrei piangere con te

 

No

non fare l'isola del lungo istante

Oasi staccata

Le braccia larghe dentro un salvagente

 

No

Stretta e annegata

in questo breve immenso

che dalla pianta

rimonta nelle tempie

 

 

***

Lucia Pinto lavora come grafico pubblicitario, con esperienza teatrale e di pittura.

Incline ad amalgamare le differenti arti per partecipare coinvolgimenti emozionali e di comunicazione, affida al volume Amare, null'altro - opera prima - un estratto della sua produzione poetica.

 

 

 

 

 

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