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Kamen' n. 35- giu 09 è pronto!

21 giugno 2009

 

È  stato pubblicato il trentaseiesimo numero (n. 35, Giugno 2009), della rivista  di poesia e filosofia Kamen' con le sezioni di Filosofia, Poesia, Poetiche.

 

La sezione di Filosofia è dedicata ad una selezione di Scritti sull'Umorismo dal 1860 al 1930. Con la pubblicazione dei testi antologizzati in questo numero, la rivista «Kamen'» intende anche contribuire originalmente al progetto internazionale di ricerca intitolato «Estudos sobre o Humor/ Studies on Humour/Studi sull'Umorismo», creato due anni fa da un folto gruppo di studiosi di varie discipline - dalla Letteratura alla Linguistica, dall'Antropologia alla Filosofia e alla Psicanalisi, dalla Medicina alla Storia dell'Arte e via dicendo. Il progetto - che coinvolge attivamente personalità ed università o istituzioni culturali europee (iberiche, italiane, inglesi, francesi, greche ecc.), americane e persino africane - è coordinato da Luisa Marinho Antunes, vice-rettore dell'Università di Madeira e redattore di «Kamen'». Ad una nota introduttiva di Daniela Marcheschi seguono testi di  Léon Dumont, Le risible da "Théorie Scientifique de la Sensibilité" (1875); Gaetano Trezza, L'Umorismo (1885);

Giorgio Arcoleo - L'Umorismo nell'Arte moderna (1885); Filippo Masci, [Psicologia del Comico] da "Elementi di Filosofia" (1904); Ferdinand Baldensperger,  Les définitions de l'Humour (1907).

 

 

La sezione di Poesia è dedicata a Romeo Giovannini.  Di Romeo Giovannini si presentana una scelta dalle Anacreontiche ed altre imitazioni dalla lirica greca. Nella Nota in minore Amedeo Anelli spiega le ragioni e l'importanza della scelta.

 

Romeo Giovannini (Lucca 1913 - Lomello, Pavia, 2005) fu prosatore, poeta, traduttore e giornalista a Roma e a Milano. Amico per tutta la vita dei pittori Giuseppe Ardinghi e Mari Di Vecchio, ma anche di Guglielmo Petroni, Arrigo (in realtà Giulio) Benedetti, di  Mino Maccari, Carlo Emilio  Gadda,  Eugenio Montale, Alfonso Gatto, Franco Calamandrei e tanti altri, ebbe una rigorosa formazione classica che lo portò giovanissimo a misurarsi con la traduzione dei classici e in particolare di Anacreonte. Le sue versioni furono poi pubblicate a Roma per le edizioni  La Cometa nel 1941. Sia  le traduzioni dal greco  sia «le "nitide" prose in cui cercava quasi un "grado zero" della visione del mondo», come scrisse Ruggero Jacobbi, approdarono nel «Selvaggio», in «Campo di Marte», nel «Primato», in «Letteratura», «La  Ruota»,    «L'Orto», «Corrente» ed in altri periodici  fra le due guerre. Giornalista e critico dell'«Europeo» e del «Giorno», fu collaboratore strettissimo di Arrigo Benedetti e memoria storica della sua attività giornalistica. Fu  autore di alcune importanti pagine critiche su Penna e Pasolini. Rigoroso e profondo, lascia una serie di inediti, ricchi di importanti testimonianze di notevole interesse storico-letterario.

 

 

La sezione di Poetiche è l'Annuario dedicato ad  Edgardo Abbozzo a cinque anni dalla morte. La sezione è a cura di Amedeo Anelli; ad una scelta di aforismi inediti dell'autore, si ripubblica il saggio di Marcello Venturoli dal titolo L'Arte è Alchimia.

 

Edgardo Abbozzo è nato a Perugia il  25 febbraio 1937. Fra i maggiori artisti europei ad occuparsi del rapporto arte-alchimia, ha partecipato nel 1986 all'omonima Biennale Internazionale d'Arte di Venezia (XLII) nella sezione curata da Arturo Schwarz e ha esposto in personali e collettive nei maggiori centri d'Europa, d'America e del Giappone. Formatosi nel contatto e nell'amicizia con esponenti del mondo artistico romano, quali Roberto Melli e Corrado Cagli, e di quello perugino quali il futurista Gerardo Dottori e Dante Filippucci, negli anni '50 Abbozzo ebbe amore per  la lezione di Paul Klee, di Picasso, di Capogrossi, di Jackson Pollock e per il clima informale. Tutto ciò influenza la sua prima formazione, accanto alla curiosità per le tecniche artigianali e per la ceramica mai abbandonata. Nel '62 assume a soli venticinque anni la direzione dell'Istituto d'Arte di Deruta, dirigerà poi l'Istituto d'Arte e il corso superiore di Disegno Industriale di Firenze, quindi l'Accademia di Belle Arti di Carrara, infine  quella di Perugia. Dal 1976 al 1985 è anche  Consigliere Nazionale al Ministero della Pubblica Istruzione. Sempre negli  anni '60  Abbozzo entra in contatto con Martin Krampen e con esponenti della scuola di Ulm. Nello stesso periodo partecipa alla Triennale di Milano, espone a Buenos Aires e a Berlino ed entra in relazione con Lucio Fontana, Osvaldo Calò, Edgardo Mannucci, con  critici come  Carlo Giulio Argan, Italo Tomassoni, Nello Ponente, Giuseppe Gatt, Giancarlo Politi, presenze che suscitano la puntuale riflessione sulla propria posizione e sulle tensioni in atto. L'opera indaga in quegli anni la tematica delle forze elementari e totemiche e del segno. Nel '70 compaiono precise citazioni del patrimonio iconografico dell'alchimia e un fruttuoso dialogo con le tecniche industriali. Della metà di quegli anni sono i primi marmi e la collaborazione in campo didattico, fra gli altri, con Munari, Umbro Apollonio, Coppola e Fabro affiancati da Antonio Calderara e Getullio Alviani. Nel frattempo si fanno dominanti le ricerche sui temi della luce e dell'ombra, della temporalità, dell'allegoria, della prospettiva, della  scrittura e del disegno di luce. Dalla fine degli anni '80, dopo i lavori sulle pietre monocrome, sono gli acquerelli a luce Wood, le Macchine e le Bilance,  le sculture con i laser. Intanto si intensifica l'amicizia con Vittorio Fagone e si approfondisce l'indagine sul rapporto Arte e Scienza che gli permetterà il ritorno negli anni '90 ai temi della figura, della prospettiva, della geometria. Ma come scrive Giovanni Venturini nella sua "Scheda Biografica" stampata  negli ultimi cataloghi di Abbozzo,  è alla fine degli anni '80 «l'incontro con due figure di intellettuali quali Amedeo Anelli e Franco Federici, a favorire in Edgardo Abbozzo un ulteriore approfondimento e verifica della sua poetica. Da una parte Federici, psichiatra, teorico e professore presso l'Accademia di Perugia diTeoria della Percezione, gli permette di sviluppare un'attitudine ad un'arte fortemente legata alla profondità dell'essere, ad una qualità della percezione e dell'intuizione ove ogni impressione tende a farsi segno; dall'altra parte Amedeo Anelli  facilita in Abbozzo l'approfondimento delle relazioni che intercorrono tra arte e poesia, filosofia e scienza, temi questi che hanno sempre intrigato Abbozzo, e che ora sembrano elevarsi ad un maggior grado di consapevolezza. Amedeo Anelli, poi, gli presenta alcuni poeti molto apprezzati, quali Daniela Marcheschi e Guido Oldani ; anch'essi incontreranno Abbozzo in svariate occasioni, mostrandogli stima e affetto». Negli anni '90 parallelamente elabora una intensa attività riflessiva che sfocia in una mirata produzione letteraria di Aforismi (pubblicati in «Kamen'» n. 0, n. 19, «Concertino», in cataloghi e altre riviste). Frequente l'attività espositiva e didattica che lo ha  portato  in Francia,  Spagna, Germania, Stati Uniti, Cina. Numerose le pubblicazioni di cataloghi, libri d'arte e d'artista. Edgardo Abbozzo muore improvvisamente il 20 luglio 2004, a Perugia,  in seguito ad aneurisma.

 

 

Kamen' n. 35 - Giugno 2009

 pp. 120 - € 10,00

Editrice Vicolo del Pavone

 

 

 

 

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