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La poesia del mese scelta dall'editore

 

 

 

In qualche modo eri nel mondo

 

Il mondo non turbinava più nei tuoi polmoni

eppure, in qualche modo, eri nel mondo,

 

e anche se il tuo respiro

non era più l'avvio di una folata,

ma luce verde che si adagiava

su di te e su di noi intorno,

in qualche modo eri nel mondo.

 

L'aria stava nei vuoti, li gonfiava,

si stendeva larga sulla tua poltrona

e dentro le fessure depositava

sottile sabbia d'ossa frantumate,

 

eppure, in qualche modo, eri nel mondo.

 

Certo, in qualche modo eri nel mondo,

ma all'alba del nuovo fine settimana

non rivestivi la corteccia,

ruvida come le grandi querce lungo la recinzione,

con le ultime foglie color cuoio

nel cielo di camelie rosse,

non ti inginocchiavi per gli spicchi d'aglio,

non spingevi i limoni fuori dalla serra

e l'erba nei vialetti sorrideva alla tua assenza

ed alla primavera che noncurante anticipava.

 

Eri nel mondo con semplicità,

senza più domande, né parole,

senza quel “ma!” sussurrato ad occhi chiusi

a intercalare il tempo dell'attesa,

 

eri una foglia stanca scivolata a terra.

 

 

Gli attrezzi stavano ordinati:

il trapano appeso alla parete

il banco sgombro, i morsetti riposti,

il piatto del traforo fermo,

i chiodi nelle scatole

e niente trucioli, niente segatura.

C'era un'ordine fermo

e  c'era silenzio.

Ogni cosa condannata a morte

dalla tua stessa morte

e non c'era amore che lì ti potesse risvegliare,

quello che era nato se n'era andato,

tutto quel legno lavorato

-il noce, il palissandro, il teak-

altrove, fuori dall'utero artigiano.

 

Fuori dalle finestre, invece,

il movimento seguiva il ritmo stagionale:

il  bosco di noccioli sudava verde nuovo,

il prato allungava le dita,

le tortore tubavano sul cedro,

il cuculo dal pino segnava l'alba

e la pioggia, la pioggia,

oh quanta pioggia sui tulipani di bordura!

 

vita che non avresti mai più carezzato,

poiché l'anima sta dentro il suo creato.

 

Anna Bergna

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