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Gennaro Daniele - "anche carver ha scritto poesie"

02 novembre 2009

LietoColle - Collana Erato

 

La capacità che questi versi hanno di evocare l'in­truglio misterioso di amore sensuale e punti di vista opposti, con artifici quasi metafisici adatti alle solite domande assillanti, questa capacità ci viene offerta come un dono, come in certi limoni rivieraschi nella cui spessa scorza sta la dolcezza, e la polpa sembra un contorno, o un sup­porto adatto al nutrimento ininterrotto. L'amore dunque, e la carne, di cui si sfiorano i teneri sapori, senza contare la gioia dimensionale della fami­glia, dimensionale perché queste poesie narrano di eventi, di concretezze certe, in un mondo che ha iniziato a vantarsi della propria incertezza. Non si ha paura d'essere provinciali, d'altronde bisogna anche essere capaci di costruire la propria mitografia, e non solo per conquistare un popolo di aficionados, ma se mai per poter affermare un giorno ai propri figli: "guarda qui, non sono nato a Denver, Colorado, ma tuo padre ha saputo cantare il tuo calcio al pallone o il tuo disegno colorato, e sai cosa ti dico, a qualcuno è piaciuto". [...] Dovremmo essere cosmonauti, per inten­derci sulle parole, e d'altronde anche questo è un sogno naufragato. Ma la poesia resta pur sempre la miglior parabola possibile, con la sua azzurra "terrestritàe l'energia di cui è capace rende consistente il volo più ardito: in definitiva è proprio dall'alto che si riescono a vedere i segni determinanti del nostro mondo, le cicatrici più profonde, le vastità stupefacenti della superficie. Un poeta vitale come Daniele Gennaro ha questo di bello, ha i passi traballanti eppure sicuri del proprio cammino, senza alcun timore di sperimentare, prima virtù e segno di buon carattere per chi voglia ancora aver a che fare con la poesia, oggi.

 

dalla nota introduttiva Storie o non storie, questa è poesia di Elio Grasso

 

 

dalla sezione

Non sono, solo storie

 

Scherzetto in fa maggiore

 

Zoppico felice nel mio cappotto marrone

raggiungo canticchiando la piazza dove

vedo passare, parando aquiloni,

ricche signore in pelliccia e pavoni

leccati a moritura memoria.

Sollevo il naso, annuso la pioggia,

saluto il soldato che annuisce:

cappello di nuvole il cielo alabastro.

Mi vedo allora in piedi sul tetto

chi passa da sotto mi informa del mondo.

Sorrido e apro, levantino, le braccia

parrebbero ali, azzurre e tremanti.

Parrebbero, non sono, solo storie (stelle)

filanti formaggio da che spingo la fame.

Traveggolo e affabulo al primo che passa,

bruco insalate e cadute di stile.

Sorride Lazzaro da dietro il portone:

era un sosia il cadavere,

un sosia burlone.

 

 

Assenzio

 

Ribolle il tuo ridere bello di sole

mi sbellico anch'io e arieggio la stanza

dal pensiero del lupo cattivo che viene

miscelo ingredienti che profumano d'acqua

assenzio, cardamone, anice giallo

di turca azzurra speranza dipingo

sensazionale intensità dolcezza e tremore

mi aliti addosso la tua neve di maggio

evapora spenta in una clessidra di indaco smalto

scrivo, declino e mi sbaglio

sintatticamente ti amo poesia di natura

sei un dono, e applaudo all'aurora

che volteggia nel pallido mantello di ghiaia

che schiarisce, da grigio stellato al rosa brunoamaranto

magnifico appare al mio sguardo lucente

un mercoledì qualunque di un giorno cosacco

scorre la vita dall'occhio sinistro al mio naso

uno starnuto a chiudere il quadro

un bacio, sillabo arcuato

al piccolo secondo rubato.

 

 

Dalla sezione

Anche Carver ha scritto poesie

 

Legge

 

Legge con occhi di festoso incanto,

ormeggia il sogno a lato del mistero

con Iside che oltraggia il fitto, serio,

punzecchiare le ore.

 

Leggero e ficcanaso, in punta di piedi,

attorni parole ferrate di cavilli dubbiosi:

il Costarica dov'è?

Ove l'avorio finisce,

in qualche angolo di mondo,

il caldo equatore riscalda la stanza,

con trombetta e calzini,

cioccolata sul naso e gridolini di gioia,

per una pazza, sorniona

frittata di tempo

premuta sulla dormeuse bambino.

 

Se soffi sul dorso del cipriato visino,

vedrai stelle e natale a rivoli,

bagnare di lacrime il delicato ricordo.

 

 

Anche Carver ha scritto poesie

 

Fotografami e bevi il mio sbocciato amore

nel primo intermezzo di questo fiore avana

filigrana di stelle il tuo prudente sorriso

mi scolla di dosso la pregiata baldanza,

resta il tuo nulla,

in lontananza.

Anche Carver ha scritto poesie

masticato tabacco e pianoforti

misteriosamente monco di aggettivi

il suo stelo magico rende giustizia al giorno.

Per come dardeggia spalancando corride di polvere

per come danza sui talloni consumati,

sfiancati dal rye.

Mi ricorda una piccola buona cosa il suo scritto,

mi ricorda una piccola strana cosa quel coma inatteso.

Anche Carver ha scritto poesie,

seduto in macchina,

distratto da canzonette alla radio,

fino alla fine del grigio dei giorni,

malinconiche ciambelle il mattino,

verde dei prati e voliere spalancate,

parole listate a lutto nell'alba che torna

parole libere, stalagmitiche, eleganti,

segnano il passo

per un nuovo racconto.

 

 

Dalla sezione

Psichiatra di giorno

 

Psichiatra di giorno

 

Traballo e mi espongo tenue di cose

scafato filippico stanco sillabo spento

nell'occhio trovato nel posto che non

dico e ti ascolto frappè di malinconiche

note sprimacciato invalido di sentimento

amputato lo sguardo che ammicca e si

inoltra il sentiero del dire e non fare

ex adjuvantibus è la prova del nove

minaccio un ricovero, ma poi non lo

faccio.

Son buono e cattivo

terribile e scaltro

psichiatra di giorno

e vattelapesca di notte.

Mi inebrio di zucchero d'uva pinnacola

stancata al lumino della sera sterrata:

dormicchio e il sogno che arriva

rappresenta il fine ultimo e sacro.

l'impossibile storia

riprende, seduta,

nell'angolo morto di un esagono di luce.

 

 

Alba

 

Solo, filtro aurorali vizi, sto limpido appeso alla finestra

l'inferriata ha bisogno di essere riverniciata, penso.

Di ombre non ho traccia nei pensieri, noleggio palme,

allestisco baie di acque rotonde con delfini lucenti nel sole.

Amici, vi vorrei con me, a gioire, rimbalzando parole

fra leccornie e meravigliosi frutti giallo-arancioni,

fragole e divani, arabeschi anfratti umidi e sipari di seta.

Solo, filtro pittoreschi paesaggi di brillante azzurro,

nuvole basse attutiscono il precipitare in mesto

silenzio, ronzio basculante nel docile andar di pensiero.

Foglie tenere, insalate verdi di profumo, olivastro egiziano

indosso guanti per non rovinare, rovistando nel cespuglio,

le timide parole del buongiorno.

 

 

Dalla sezione

Prima di te c'è l'amore

 

Lei è in continuo movimento

 

Solo e mattiniero mi alleno alla fine del giorno.

Quando il sonno dimentica il passo del tempo

aortico respiro l'acqua tiepida e sospiro il mio

primo pensiero danzante.

 

Raccolgo i vestiti e meraviglio lo specchio

con tiepidi sguardi rosseggio sospetti boscosi.

Profumo di legna bagnarola la notte e

fotografo te che, portuale perfetta, camalli da sola

una veranda fiorita:

gerani, genziane, vermigli perniti e radiosi buganzi

osservano nitidi fanfulli ubriachi colore del vino

violette assuefatte di profumi stregati e limoni

cedrati di sicula gialla risata splendente

nel verde del sole profondo di ottobre.

 

Tutto questo mi irradia, più dell'oro del Congo,

più del manto di strasse di una strada viennese,

più del dolce più sacher più marrone del mondo,

più del quadro picasso-dalì-mirò del mio Prado,

più di un parto per Boston andata e (forse) ritorno.

 

Tutto quello che aspetto è la linea, perfetta ed acuta

del tuo andare rotante, circolare e remato,

come un cargo abissino il mio cuore trainato.

 

 

L'amore

 

Solo chi ha l'amore capisce l'amore

vulnerabile rissoso aprire le porte

all'amore

insisto sul cuore amore e dolore

invano fuggire da queste parole

non carrucola fune né dispensa

fame

solo finestre aperte sul fresco mattino

 

solo chi ha l'amore detesta l'amore

quando soffoca e soffia delicato

armeggia col fuoco fiammato sul legno

scacchiera sbilenca di passeri uccelli

spiumati al livello del fosso più fondo

del pallido scavo del mondo

 

ma chi ha l'amore sopravvive all'amore

con tiepidi balzi si incurvano sentieri

caracollano pollici e indici assieme

si stringono vene ingrossate di fango

si accolgono imperi di egizi ricordi.

Saluto gli amanti e finisco la notte

licantropo sorriso, unguento di stelle.

 

Dalla sezione

Jazz

 

Jazz

 

Stiletto colpo su colpo

iris e pruni perduti

memoria celata nel gioco di perle

caffè nitidi e francesi,

ancora.

Asfalto bagnato riflette

pensieri bagnati

(come sarebbe possibile il contrario?)

Mi chiudi in nicchia

mi piace pensarti riflessa (ripeto)

nell'occhio che brilla di pollini dolci.

Primato di rara bellezza

mi piaci

e amaranto il mio umore

solleva con brio

le note azzurre del pomeriggio

d'estate

che occhieggia, permaloso,

al limite-specchio

del libero cielo.

Tetti spioventi le tue spalle,

amo il modo che hai

di guardarmi.

Avessi tempo:

avessi tempo sarei astratto

e Chagall

con alberi e fiori assolati

musica jazz.

Musica.

 

 

Marta colora

 

Da quale paradiso,

aggiustando le ali,

profondamente

voli?

 

Non mi interessano

le candele azzurre,

né le robuste agavi

di Eleuthera,

navigherò a vista,

Montevideo e

Creta, con labirintici

attenuati sguardi.

Navigherò a vista,

nel salire tritone,

profondo di corallo

e nebbia,

assorto nell'acciaio

vetro di un bel

sogno arcodistelle,

spuntato di matite

colorate nel cielo,

di Marta,

con nuvole

e soli che ridono,

gialli di

senape,

sesamo e

rose.

 

 

Dalla sezione

Wallpaper

 

Wallpaper

 

Rotoli di carta avvolgono il cuore pensiero

mistral e scirocco soffice spuma di Cassis

lamento barbaro di cuci e ricuci le ali

spazzola e pettine per limare per bene

le fronzolanti appendici del dono sfogliato

come prima, originale prova d'attesa.

Sale l'angoscia da dietro il muretto

spinge il davanzale duro contro la schiena

mi mancano le forze forse ma non svengo no

probabilmente sono padrone di me stesso,

non dirlo troppo forte però.

Mi voglio mettere di buzzo buono e remare

la barca fino alle stelle grigie

fisse e pendule nel breve tramonto

che separa l'essere qui e altrove.

Che pellicani e nuvole di primule nere

annuncino felici la pioggia di terra e

sabbia,

un'onda selvatica piena d'odore di morte

ristagna l'acqua in pozze di sole.

 

 

Ombre

 

Questa mattina nel mio solito modo

ho scaricato la lavapiatti al profumo

del caffè

tu mi aspetti assonnata

ho contato quattro biscotti

nella ciotola di legno

quattro timidi biscotti

per iniziare la giornata

vale la pena amore mio

toglier di mezzo tutta la fiandra odorosa?

Delicata la pioggia dopo il temporale

luce bianca rende il verde brillante

occhiali per me

vedo chiaro ora e ti guardo

appollaiato su un ramo un uccello

mi guarda a sua volta

giro piano i miei occhi e mi perdo

nel pensiero che un giorno (questi occhi)

non sapranno vedere il brillante del sole

e le mele saranno ombre gialline

nell'ombra nera del prato.

 


 

Daniele Gennaro, psichiatra, dopo essersi cimentato in gioventù con la scrittura di canzoni, da poco meno di un anno si dedica alla poesia. Anche Carver ha scritto poesie è il suo primo libro. Vive, felice, con la sua famiglia nel verde collinare di Castelletto d'Orba sull'ansa di un piccolo fiume.

 

Copertina realizzata da Daniele Gennaro e Piero Mega

 

 

 

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Dal nostro catalogo

Gennaro Daniele - "Anche Carver ha scritto poesie"

ISBN: 978-88-7848-529-7

Anno: 2009

Prezzo: € 13,00 [ Acquista ora ]

Si parla di questo libro:

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