G. Lucini su Vitagliano
09 febbraio 2010
Un libro forte, questo di Pasquale
Vitagliano, un quarantaquattrenne leccese alla sua prima raccolta edita da
Lietocolle. Lo sguardo critico potrà trovarvi alcune incertezze,
soprattutto nella scelta del modo di versificare (forse eccessivo l'uso
delle cesure in alcune liriche, e alcune incertezze stilistiche nei versi
lunghi), ma questa prerogativa è quasi scontata in ogni
prima
opera che, al di là delle necessarie sperimentazioni per trovare il verso
sentito proprio e personale, contiene in sé anche l'aura di un travaglio
gestionale della propria identità di poeta: non è facile infatti decidere
di scrivere poesie e vedere se stesso/a come uno/a che scrive poesie.
Ma se incertezze stilistiche possono esservi non è così per il sentimento che ispira queste liriche, sentimento che tutte le percorre e che può meglio illuminarci sul futuro di questa poesia, che a mio avviso è promettente. Lo lasciamo dire alle sintetiche e precise parole di Giovanni Nuscis, che scrive la prefazione della raccolta: "Le poesie che Pasquale Vitagliano ci propone in questa sua prima raccolta, evidenziano da subito un'insita volontà testimoniale, una tensione tra l'alterità diffusa del mondo e l'interiorità nutrita di frequentazioni artistiche e vita reale; e ciò che resta sulla pagina non è solo il lacerto significativo ed espressivo della realtà, ma il sentimento soggettivo ed epocale di questa". Come a dire che la poesia di Vitagliano si propone come coscienza critica del suo tempo, in un dialogo (peraltro fitto di domande) con la storia ma superando l'aspetto della cronaca (del crònos) e cercando di penetrarne il senso. Una poesia civile, dunque, ma anche una poesia lirica in un dialogo continuo fra coscienza, sentire personale e storia.
La lettura dei testi fa dunque emergere improvvisi guizzi, improvvise tensioni (nel senso di tendere a) che hanno l'obiettivo di demistificare, di mettere in discussioni le tranquillità (anche sociali) acquisite, i sonni vili della rinuncia.
Sono pertanto convinto che a questo prima raccolta, che peraltro contiene ottimi lavori come i tre presentati alla scorsa edizione del Turoldo, continueranno a seguire poesie di ottimo livello, perché il tempo dà sempre ragione alla serietà e all'impegno.
Gianmario Lucini
articolo pubblicato su www.poiein.it - gennaio 2010
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