G. Ladolfi su Rimi
07 febbraio 2010
«Ci sono cose / che tardano a venire / come figli attesi / nella notte». Tramite la poesia la scrittrice intende, con Orfeo, riportare in vita quanto della nostra esperienza è stato divorato dal tempo: «Di quelle corse che partivano con noi / di quei tre cerchi di rotaie e cielo / Di quello scorrere sugli occhi il passatempo / al sole che riempiva scarpe e vigne». Ci imbattiamo in una lirica che privilegia quanto avrebbe potuto essere e non è; ne scaturisce una profonda vena di malinconia che vivifica ogni verso, sentimento che non scade mai nel sentimentalismo svenevole e languido, ma che è sempre sostenuto da un vigore lessicale e stilistico esemplare: «Cosa sono / i morti bambini / Le croci / in ginocchio // Cosa contano / i chiodi dai muri // Quale pane quotidiano / quale donna è benedetta / È senza miracolo / questa morte»
Giuliano Ladolfi
articolo pubblicato su AtelierPoesia
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