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F. Di Nardo su Montieri
Articolo pubblicato su Melitonline e sul giornale abbìabbè
FUTURO SEMPLICE: UNA FRATTURA TRA INDIVIDUO E REALTA'
Gianni Montieri, di Giugliano, è presente sugli scaffali con la sua prima raccolta di Poesie
L'autore debutta con una raccolta che squarcia l'animo e ci fa partecipi di come il futuro debba sempre fare i conti con il passato.
Ci troviamo di fronte ad una manciata di liriche che più che poesie sono un pugno nello stomaco ed un grido di dolore al contempo. Mi trovo a presentare questo libro di Gianni Montieri che ha per titolo quasi un controsenso. E già, perché il volume si intitola "Futuro Semplice" ma a ben scorrere tra le righe non ci sembra (almeno per il momento) così poi tanto sereno, per l'autore, il tempo a venire.
Il lavoro del nostro concittadino, pubblicato dai tipi della LietoColle, si avvale già di una sua prestigiosa prefazione e pertanto non mi avventuro ad aggiungere altro. Nel presentarlo anche ai nostri lettori, perciò, non andrò oltre le impressioni personali che emergono dalla lettura, piacevole, scorrevole ma intrisa, senza alcun dubbio, degli stati d'animo che da essa traspaiono.
Mary B. Tolusso nella sua eloquente prefazione dice che <<... il Futuro Semplice di Montieri non è un libro disincantato, nichilista... piuttosto è una scrittura che dà voce a una sorda nudità creaturale e dove il gioco analogico ci conduce a un ordine che è anche un punto di non ritorno, la felicità è un abisso, chiude un verso. Sta al lettore trovare la chiave della caduta>>
Bene, la chiave di lettura di questo libro la si può trovare in apertura, scorrendo le dediche; la si percepisce subito dopo la presentazione in un pensiero del grande Faber, oppure nel sottostante prosieguo di Barbara Coacci.
Nel leggere si intravede -ma a chiare lettere- un leggero, fumoso malessere, e nel dargli corpo non credo di allontanarmi certo da una verità assiomatica e tangibile.
Ci si immerge nella lettura con una dichiarazione di appartenenza; e, anche se l'accento si potrebbe mascherare, non si possono nascondere le tracce degli umori che sono niente altro che i risparmi genetici che ti porti dentro ovunque sei.
Questa raccolta di versi, che sembra indirizzata -in maniera trasversale ma non tanto- ad orecchie un tempo amiche e che rispecchia luoghi ed atmosfere insolite così come il contesto di un passato ormai andato e proiettato verso un domani incerto e confuso, va interpretata; e come in ogni poetica che va letta a seconda del proprio inconscio ma con percepibili sfumature a tinte blues, ci si può trovare un'analisi abbastanza semplice di quanto chi scrive vuol far arrivare al cuore ora disattento ma pur accorto a captarne il significato.
Basta scorrere Andirivieni, dove si dichiara che <<... il coraggio che sta nel perdono già basterebbe>> oppure dare uno sguardo ad una <<... nuova economia domestica, dove la vita in uno ha meno metri, un ordine quasi anomalo dove per cercare l'adattamento (anche intimo) ci si può illudere con alzare al massimo il volume dello stereo>>.
Ti puoi trovare a Londra, così come a Torino; magari sei a Milano, ma di certo ti ritrovi a vagabondare nella terra di nessuno dove ti attendono quei lampi d'estate di cui avresti volentieri fatto a meno.
In fondo non è così ostico il linguaggio di chi, avvalendosi di rime sciolte e di pensieri che profumano di perifrasi, vuole "esplodere" per dare un senso a quegli strappi di un anima disillusa che non riesce (non tanto superficialmente) a darsi pace per un accadimento forse (im)previsto, ma non di certo accettato.
Per chi volesse saperne di più vi rimando a:
inassenzadimetri.inlibraria.com oppure a: http://www.lietocolle.info/it/montieri_gianni_futuro_semplice.html.
Altra lirica cartavetrata è Abitudini; dove ci si
chiede se quel breve connubio può considerarsi già di per se un regalo: ma come
non tremare quando: <<... cercando di addormentarmi, mi volterò dal
tuo lato ed abituarmi, senza farci poi tanto caso, che sono solo>>.
Non mancano poi versi dedicati come Torino - Uno Sguardo - Vento - Absolute Beginners. Tutto però potrebbe (s)chiarirsi e ritornare "semplice" a chi scorre i versi con Effetti Personali: <<... i passi all'indietro per non voltarsi/come l'albero in giardino mesi fa/non abbiamo retto/la fine segnata ben prima della soglia>>.
Di certo -sembra- che il futuro non sia così semplice per Gianni Montieri; ma l'ascesa, dopo essere precipitato ed aver avuto il coraggio di raccontare un pezzo di questa caduta, verso una possibile/probabile rassenerazione non pare sia traguardo irraggiungibile. Di sicuro l'abituarsi non sarà facile e, seppur trattenuto su immaginifiche sponde e bruciato dai mai risolti contrattempi, si riapriranno gli occhi per un'altra uscita e verso nuovi spiragli.
Giugliano non ha una collina su cui inerpicarsi, è solo una sterminata campagna sterminata da cumuli di scorie, di abusi perpetrati perché non abbiamo assolto neanche lontanamente il nostro compito, che era quello di stare quantomeno attenti alle mele; vi ci trovi innumerevoli campanili, così come le vecchie, storiche crepe nell'asfalto; gli onori di una cronaca di cui avremmo dovuto fare a meno. Centoquattro metri sul livello del mare: un mare anche quello defunto. Sto sempre leggendo Futuro Semplice mentre vago per altri mondi, ascolto il Miles di Kind Of Blue; non so perché, ma a volte temo di non averlo un futuro. Le cattive abitudini ce li portiamo dentro: il Jack Daniel's comincia ad entrare in circolo.


