F. Barcellandi su Assiri
18 gennaio 2010
Fabio Barcellandi trova Alessandro Assiri. Cercando l'oro della poesia 34
Sono lieto di essere coinvolto dalla Redazione di Tf nella ricerca dell'oro poetico. Provo entusiasmo contribuendo ad allargare questa vena aurifera on line. Credo sia emozionante, nonché magico, sapere che [ci] sono in mezzo a noi, uno di noi. Ebbene, scopriamoli [insieme]...vivi [e vegeti]! Loro, i poeti, l'oro della poesia.
Mi allontano dall'Helldorado che ha nome Genova, per per/seguire le vie che da Bologna conducono in Trentino e alla Verona in cui ubiquo vive il poeta Alessandro Assiri.
Come sempre «e come anche accadrà nelle puntate a venire, lo spazio è per la sola voce dell'autore, autore a nudo e senza la mediazione della domanda, autore lanciato nel vuoto e che arriva a noi per mezzo di una autopresentazione, cui seguirà una scelta di testi [editi e inediti] e solo in ultimo una breve nota bio-bibliografia». (FB)
AUTOPRESENTAZIONE in forma di vocazione
di Alessandro Assiri
Ogni forma di scrittura risponde a gesti per chiedere ragioni delle cose e probabilmente per questo ogni scrittore è sospettato di arrivare da una sorta di collasso nervoso.
Dovremmo smettere di firmare le opere, come se dovessimo rivendicarne nefandezze confuse da paternità.
Usiamo solo parole provenienti da un'immaginazione a fiato corto.
Viviamo in una balbuzia ontologica, che ci consente solo frammenti,* per metterci al sicuro li chiamiamo dettagli.
Il linguaggio è un microcosmo dell'infelicità, l'atto più impuro di cui è costituita l'arte.
Assiri è ancora troppo vile per tacere, per il silenzio ci vuole vocazione.
articolo pubblicato su Tellus folio
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