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Di Poce Donato - 'Nuvole d'inchiostro - esercizi di leggerezza'
LietoColle - Et Nunc Imprimatur
Il volume si apre con una lettera all'autore - con passi di satira ed ironia - , a firma di Ricardo Reis (eteronimo di Pessoa), a cui segue la prefazione della curatrice:
"Non si dolga, l'estimatore di Donato Di Poce nella veste di poeta, se questa sua ennesima pubblicazione è dedicata all'aforisma. Ricordi, piuttosto, che lo stile di massimazione del nostro Autore è sempre e comunque intriso di poesia, quasi che prima di mettere il pensiero e l'emozione in nero su bianco, egli intinga il pennino nel suo naturale talento lirico e, da quella punta graffiante e delicata assieme, fluiscano comunque versi; piccole liriche tanto evanescenti ed agili nella forma, quanto dense e corporee nell'esposizione dei contenuti. [...]
Donato Di Poce, dunque, vive nell'oggi attento a coglierne ogni sfumatura e, con l'ironia che gli è propria, a denunciarne ogni stortura non certo per erigersi a fustigatore di costumi, ma parrebbe con l'intento di non lasciarsi gettare a nessun costo, lui stesso, nel ribollente calderone del malcostume."
Parte prima
PENSIERI CAPOVOLTI
Una piccola dose d'intelligenza
nuoce gravemente alla salute mentale.
L'intellettuale senz'anima
è solo un cretino che pensa.
Gli altruisti in fondo
non sono che egoisti pentiti.
Non viaggio mai
senza i miei sogni.
Sono sempre d'accordo con gli altri
quando non dicono niente.
I veri falsi d'autore
sono le copie vere
dei falsi artisti.
L'Arte vera non copia, inventa!
Spesso ciò che farebbe di un artista
un grande artista
è smettere di credersi un artista.
Solo la poesia è vita.
Tutto il resto è letteratura.
Scrivo aforismi
perché i pensieri lunghi
confondono le idee.
Parte seconda
LAMPI DI VERITÀ
Scrivere
è transitare per un attimo
nell'emozione altrui.
Un aforisma al giorno
leva i filosofi di torno.
Vivere nel peccato
ci preserva dalla tentazione.
Speriamo che tra tutti
gli scrittori "cannibali"
ci sia almeno un vegetariano di talento.
La gravidanza isterica
è il risultato
di un amplesso troppo tranquillo.
Gli amori incompiuti
diventano eterni.
La semplicità incanta.
La troppa semplicità annoia.
Le stanze dei mediocri
non hanno finestre
aperte sull'immaginazione.
Il poeta è un contadino
che semina metafore
e raccoglie stupore.
I veri poeti
sono diamanti sfuggiti
alle collezioni degli editori.
Donato Di Poce,
nato a Sora (FR), risiede a Milano.
Poeta, critico d'Arte, scrittore di aforismi, organizzatore di eventi culturali, è promotore, teorico e collezionista di "Taccuini d'Artista".
In poesia ha pubblicato Vincolo Testuale (LietoColle), Mondi Sommersi (I Frutti dell'Albero), il poemetto erotico L'Origine du Monde (LietoColle), giunto alla quinta ristampa e La Zattera delle Parole (Campanotto Editore) con testo inglese a fronte (trad. di Daniela Caldaroni e Donaldo Speranza).
Ha curato le antologie LietoColle Baci Ardenti di Vita - Poeti contro la pena di morte (2001) e Clandestini (2003) e suoi testi sono raccolti nell'antologia Desaparecidos (Ed. Stampa Alternativa).
Tra i libri di aforismi ha pubblicato: Opposti Pensieri - Sorbetti esistenziali per spiriti golosi (I Frutti dell'Albero Edizioni), Negativo/Positivo (Il Mestiere delle Arti), Inchiostri Randagi (Pangloss Edizioni), Aforismi Satanici (LietoColle), Taccuino Zen (I Frutti dell'Albero Edizioni).
Ha pubblicato, inoltre, il libro di Critica d'Arte Il Taccuino di Stendhal (Campanotto Editore, 2008).
In copertina: Poesia visiva, "MUSE, 2008" dell'autore
