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Daniela Mattiacci (insegnante)

23 giugno 2009

 

 

 

Sono semplicemente una maestra. Mi chiamo Daniela Mattiacci sono nata a Perugia, qui vivo ed insegno da 35 anni. Amo molto il mio lavoro, mi gratifica, mi prende totalmente soprattutto ora che i miei impegni sono diminuiti, avendo due figli grandi. Gran parte dei miei pensieri giornalieri sono rivolti alla scuola, ai miei alunni, cercando il modo migliore di avvicinarmi a loro per esaltarne  l'individualità pur nella proposta collettiva all'intera classe. Credo nella meravigliosa unicità di ogni bambino, cerco di farla emergere sviluppando l'autostima nella speranza di avviarli con sicurezza alla vita da adulti. Con questi convincimenti mi presento ogni mattina nella III A della scuola " Falcone e Borsellino " del III Circolo, diretto con grande competenza, dedizione ed autorevolezza dal Dott. Rossano Caldari. I miei 25 alunni (non si perde mai l'abitudine di sentirseli propri) sono estremamente vivaci, faccio fatica a tenerli tranquilli, spesso mi fanno spazientire, ma non quando è "il giorno dei testi" o della poesia. Già perchè io prediligo l'insegnamento dell'italiano pur amando anche le altre discipline di mia competenza, storia, geografia, arte e immagine. E i bambini lo percepiscono e mi seguono partecipando alle mie letture di brani particolarmente espressivi, alle mie spiegazioni di tecniche utili all'arricchimento di qualche sequenza narrativa, con piacere e desiderio di emulazione nel compito a casa o in classe.

Fin dalla prima, dopo l'acquisizione delle tecniche strumentali, faccio esprimere ai bambini le proprie emozioni, le sensazioni provate in qualunque esperienza vissuta, oralmente, con il disegno, con brevi frasi, con semplici testi; e nella rilettura, sorprende scoprire che le emozioni accomunano, ci avvicinano a tutti, anche ai compagni meno simpatici. Cerco di farli entrare piano piano nel loro animo per conoscerlo e poterlo poi manifestare; cerco di abituarli a notare, osservare, tener conto delle piccole cose che ci circondano nella quotidianità e che ci arricchiscono, ci tengono compagnia, non ci fanno sentire soli: la luce tenue di una lampada , il caldo del piumone che ci avvolge nel letto, l'odore della pizza, la voce della pioggia, il fuoco che arde nel camino, il sole che tramonta e colora i vetri appannati di una finestra...

 Questa è la poesia dell'insegnamento e poesia sono i racconti dei bambini che leggo e rileggo a casa, con la penna rossa in mano ed una grande soddisfazione nel cuore. Si' perchè anche quei maschi tutto calcio e video-games, timidi o duri, e quelle bambine  spigliate e attente al bell'aspetto, che possono sembrare più restii, tutti, proprio tutti scrivono con piacere, senza mai affermare non ho niente da dire, non mi vengono idee".

Il passaggio alla vera poesia , quella dei veri poeti, è dunque semplice ed inevitabile, normale progressione nella conoscenza di se stessi. Proprio qualche giorno fa, ho chiesto ai bambini Cos'è per te la poesia? e le loro risposte banali, disarmanti, profonde, ma tutte corrette, testimoniano che è giunto il momento di far vibrare emozioni, sensazioni, stati d'animo ormai emersi e conosciuti, sulle ali dei versi, delle rime, delle parole che concretizzano il "sentire" di tutti, delle parole che portano alla luce il meglio di noi. Dunque la poesia come massima espressione della nostra emotività.

Io credo che un insegnante d'italiano in qualunque ordine di scuola, non possa esimersi dall'avvicinare gli alunni alla poesia, proprio perchè il nostro obiettivo più alto è quello di formare l'uomo ed il cittadino di domani. Quale uomo, quale cittadino può essere veramente tale se privo di sensibilità, di occhi che vedono oltre la materia? Ed è dai sei ai dieci anni, il momento migliore per fondare una città emotiva, che forse sarà costruita oppure no, ma comunque lascerà delle tracce indelebili.

Mi sembra che ora più che mai, nella società che viviamo, tutta immagine, ricchezza, velocità, egoismo, ora più che mai sia necessario esaltare le emozioni come valore umano e la PAROLA come mezzo per esprimerle. La parola italiana classica, vera, pura, quella dei grandi scrittori, quella dei grandi poeti. La parola scritta su un odoroso foglio di carta bianco, nudo, stimolante, immenso, in contrapposizione con il linguaggio sintetico e deturpato degli sms. Non si può disconoscere l'utilità dei mezzi tecnologici a nostra disposizione, soprattutto telefonini ed Internet; ma credo che la conoscenza della lingua italiana sia presupposto basilare per accedere ed utilizzare al meglio ogni altra forma di linguaggio. Perciò anche nelle lezioni di informatica i bambini scrivono testi di vario genere (e non solo)e spesso chiedo loro di ricercare sul computer di casa, poesie.

Ma quali poesie? In genere ascolto le voci della classe, le esigenze dei momenti che si creano nel gruppo e procedo per argomenti: le stagioni, gli eventi atmosferici, le tappe che segnano la vita umana, gioventù, vecchiaia, morte; i grandi temi sociali come la pace, la guerra, le ingiustizie; le festività religiose, le grandi e piccole emozioni.

Individuato l'argomento con gli alunni, inizia il mio lavoro di ricerca su vecchi e nuovi libri di testo per la scuola elementare, su antologie di scuola media e di scuola superiore, su internet, su riviste scolastiche. Metto a confronto poeti di varie epoche; mi piace partire dalle origini ed arrivare ai giorni nostri, sia per comprendere la mutevolezza del linguaggio, sia per concludere che la poesia è, ed è sempre stata un bisogno umano.

 Leggo (non posso dimenticare le lacrime di Angelica, mentre leggevo Libertà di Paul Eluard) e ci chiediamo Come ha fatto il poeta ad essere così incisivo, così profondo? Ricerchiamo i messaggi impliciti ed espliciti, analizziamo la struttura (tipo di rime, versi, strofe), il lessico particolare, le figure retoriche, la illustriamo ed infine la studiamo a memoria. E' bello, alla fine del lavoro, sentirli chiedere di recitare tutte le poesie studiate, davanti ai genitori e lo fanno con trasporto emotivo dando prova di grande elasticità mentale. Sono certa, e ne ho testimonianza, che queste memorie riemergeranno piacevolmente anche a distanza di molti anni, proprio come è successo a me.

Voglio infine mettere in evidenza come tale approccio verso la poesia sia stato sempre stimolante per la produzione creativa di molti bambini. Le pareti dell'aula si arricchiscono di innumerevoli rime, filastrocche e poesie; alcuni rilegano piccole dispense, altri scrivono sui diari personali che, in via del tutto eccezionale, mi mostrano lontano da sguardi curiosi. Qualcun altro non crea ma, con orecchio allenato, capta la bellezza delle liriche e ne comprende l'utilità.

Negli incontri con le insegnanti della scuola media di nostro riferimento, ho sempre avuto conferma della particolare capacità espressiva della gran parte dei miei alunni, della loro predisposizione nei confronti della poesia. E mi sento orgogliosa di essere semplicemente una maestra.

 

 


 

Daniela MATTIACCI. Insegnante della Scuola Elementare Falcone Borsellino di Perugina.

 

 

 

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POETI - foglio 1

ISBN: F1

Anno: 2009

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