Collestrada (PG) 26/8/11: Monica Palma

 

 

 

Venerdì 26 agosto 2011 – ore 18,00

 

MONICA PALMA

presenta

Frankestein e dintorni

(LietoColle, 2011)

con la partecipazione di

Giulia Niccolai

e

Anna Maria Farabbi

 

 

Libreria Grande 2009

Ponte San Giovanni - Collestrada (PG)

tel. +39.075.396343

 

Questo fa lei, strappa fogli da quaderni per scrivere poesie al bar. Dove i tavolini sono di un tondo talmente piccolo «che a mala pena ci sta l'ispirazione». Fortuna che ci sono i merli del palazzo di fronte a cui appendere lo sguardo. Così i versi scivolano dalle dita, rotolando liberi oltre l'orlo della piazza. "Frankestein e dintorni" (LietoColle) è la seconda raccolta di Monica Palma che, quando non siede al bar, «agisce la sua scrittura in linee di azione performativa» (il suo ultimo lavoro è dedicato a Sylvia Plath). «Parole come biglie, rapide luminose di riflessi colorati si toccano si urtano felici con piccoli colpi tondi di vetro pieno, o bisbigliano», annota nella sua prefazione Giulia Niccolai.
Vero, i versi si rincorrono come biglie, ora colorate ora opache. Accelerano, frenano, moltiplicano la realtà in un prisma di emozioni, la comprimono in schegge di vetro. Il Frankestein del titolo sembra alludere alle cicatrici di un amore che non si lascia dire né afferrare. «Non solo perché torni a certe stagioni,/ ad altre te ne vai,/ non solo perché parli ai contorni/ o alle gocce appoggiate,/ quelle che raccontano dopo, che è già piovuto./ Pensavo, Vento, poterti chiamare.». Un amore che ha conosciuto infinite fini e finiti inizi, mentre lei se ne sta capricciosa e interrogativa, domandandosi se a questo è destinata. A spingere il cuore lungo il muro, incapace di spostare il ritmo delle giornate del suo «infinito profeta di parola». Che poi le cicatrici dell'amore hanno gli stessi contorni irregolari delle ferite della vita, sono ciò che la rendono pericolosamente bella. Il sospetto è che difficilmente l'autrice potrebbe accontentarsi dell'«amore calmo» che langue nei bicchieri dei villeggianti, davanti al suo tavolino tondo e traballante. Meglio la tempesta nella sua tazzina sbreccata.

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