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Bukovaz Antonella - "Tatuaggi"
02 luglio 2008
dalla prefazione di Guido Oldani
dalla sezione: tatuaggi
*
non sto in piedi e la terra non manca
io però cerco un'altra materia
a sostenere la geografia che porto
tatuata sotto la pianta dei piedi
*
come la terra emana l'intimo odore dalla zolla divelta
offro il mio fianco
e attendo un gesto affilato
che apra un solco
dove aspirare e raccogliere la mia esalazione più segreta
*
dove curva e finisce la terra di sera
dal celeste il cielo si arancia
come fosse naturale sfumatura e sintesi
nei gelidi giorni della merla
*
del prato mi piace l'orlo
dove sfrangiano i cespugli
al limitare del bosco
come i pizzi di una sottoveste
il vento li solleva
in un frusciare di vespe
dalla sezione: in cucina
*
è impossibile quando si cucina
comporre altri versi
*
ogni giorno sgrano
per le mie figlie un melograno
ne raccolgo le perle in due ciotole
mentre osservano impazienti
e imparano a contare
dalla sezione: sulla mano e sugli scontrini
*
scrivo sugli scontrini della spesa
al rosso dei semafori
sulla mano mentre parlo
sui bordi bianchi del giornale
mentre aspetto il pulmino delle bimbe
poi metto tutto insieme
e questo mi risana
metto un po' d'ordine
taglio elimino
come passasse il camion
della nettezza urbana
***
Immagini di Gioia Danielis
***
Mi
chiamo Antonella Bukovaz, il mio cognome significa "colei che vive nei
pressi del faggio". Bukev è faggio, bukva è libro, quaderno.
Vivo
a Topolò-Topolove luogo di pioppi sul confine italo-sloveno dove
sentieri come serpenti avvinghiano montagne tonde come mammelle. Grandi
madri di gente che porta con sè nomi di alberi, di ruscelli, di luoghi.
Sono figlia di una lingua che è arrivata dalle pianure tra la Visla e il Dnjepr nel VI sec. d. C.
Così,
ho una lingua per sentire e una per lavorare. Ho parole che raccolgo
come fossero parole d'ordine: quando le trovo posso entrare e sentirmi
piena di meraviglia.
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