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Brandolini Alessio - "Il fiume nel mare"

30 gennaio 2010

 

LietoColle - Collana Aretusa

 


Roma e il suo fiume e... i conti con tutto quel sottofondo tellurico e amniotico che questi due elementi rappresentano.

[...] la ricerca poematica (dell'autore) non è rivolta solo agli archetipi mitici, ma alla comune vita degli uomini [...] passato e presente si avvitano uno nell'altro, perché è impossibile dividerli attraverso un preciso confine.

[...]un elemento diverso è penetrato nella poetica di Brandolini: la possibilità che l'intellettuale si possa caricare del duro lavoro attraverso l'impegno civile totale, quindi anche nel lavoro della scrittura, che diviene vero impegno pragmatico e realmente inserito nel contesto sociale.

Roma è uno dei luoghi più propizi per uno sguardo non unicamente privato, ma focalizzato sugli altri, che sono gli abitanti storici, gli inurbati nel corso delle stratificazioni secolari, e gli ultimi, in tutti i sensi, quelli che arrivano con i barconi, quelli che si buttano a nuoto nell'ultimo tratto ...

Brandolini coglie le curiose contraddizioni di una storia che presenta i grandi drammi e insieme i tentativi di rimuoverli, tutte raccolte dentro il motivo dell'acqua [...]L'acqua... è l'elemento fondamentale di Il fiume nel mare, e d'altronde già il titolo lo suggerisce, se a fiume consegniamo anche il significato profondo della lotta nella vita di tutti i giorni e a mare il simbolismo dell'immersione nell'enorme placenta del Tutto.

 

dall'introduzione di Marco Testi

 

 

 

 
 
 

 

Il percorso estivo lo traccio su fogli arancioni

per ricondurmi all'infanzia ho gli strumenti giusti

e quando mi preoccupo per i tagli sul collo

intravedo il residuo di un mosaico divino

abbandonato all'aperto, in una discarica di rifiuti.

 

Tornare a casa sdraiati in un vortice di pensieri

in un silenzio stonato che si blocca a mezz'aria

non è un gioco da ragazzi, né un giorno festivo.

Elettrico emisfero che altera prospettive e ricordi

nutre la voglia di riscatto e l'esca che s'aspetta

è lo squarcio lunare, il grido soffocato del destino.

 

Nella stanza accanto però ci sono i figli

che giocano nel sonno

e io con loro sono un cucciolo di lupo

in cerca d'affetto, in cerca d'una madre.

 

Trasparente si fa lo sguardo che sostiene la strada

i volti dal profilo smussato ripescati nel pozzo

perché a quest'ora notturna scende un ardore nuovo

d'erba bruciata, d'un giallo di chitarra e di ginestra.

 

 

 

Se accanto a te il profilo si deforma

è colpa dei chiodi infilati nella carne.

Non ti giudico, ma ascolto

il fischio acuto e orrendo del dolore.

 

Nemmeno un cenno della testa

una mano che stritola un saluto

un'erba di sorriso fra le labbra

una lingua strigliata dal ricordo.

 

A mettere in discussione

questo giorno è lo spavento dello sguardo

quando la testa diventa una palla di gomma

che rimbalza da un punto all'altro del mondo.

 

Riscoprirò la mia città

sepolta dai rumori.

Le notti con i ruderi

i platani: enormi oboi

che suonano il Tevere.

E quei passi leggeri ma decisi

che scendono dai sette colli,

dai laghi, dai Castelli romani.

Da secoli lontani, dai mari,

dagli oceani che non conosco.

 

 

 

 

 

Le mani intrecciate ai mille occhi

s'incollano per il caldo d'agosto

restano a soffocare le parole

a sgonfiare l'aria. Non ti capisco!

mi gridi contro ma tutto è finito

da un pezzo e l'amore ora rema

angustiato sotto il vetro del cielo.

 

L'estate se la godono persino

i mostri di ferro e cemento

le ville imperiali emerse dal fango

i pezzi di marmo lungo il sentiero.

 

Avrei voglia di spartire con te

la remota trasparenza del mare

alleggerire il tempo e la stiva

e affollarlo di pesci tropicali

l'acquario in fiamme che ci nutre

e avere le braccia sicure e svelte

dei figli che giocano sulla spiaggia.

 

 

Fiumi di lava assalgono alle spalle

e ci tengono legati alla notte.

A cascata poi si spengono

nel freddo sottofondo

di un cuore che poco si conosce.

 

Incendiano i teli e le sdraio

i giocattoli dei bambini.

Il fuoco oscura la città

spezza i lineamenti

le ossa malmesse del mondo.

 

Calpesto granelli di sale

entro in umide grotte

sto lì ad impilare conchiglie

mentre respiro nei pensieri

sto nei baci che voglio darti.

 

Tremante davanti al tramonto

gli occhi afferrati alle onde

sorrido dello stupore dei pesci

nel vedermi immerso nel sogno.

Prima ancora d'addormentarmi.

 


 

Alessio Brandolini è nato a Frascati nel 1958 e vive a Roma, dove si è laureato in Lettere moderne. Ha esordito come poeta nel 1989 sulla rivista Galleria. Nel 1991 ha vinto la sezione inediti del "Premio Montale" con la silloge poetica L'alba a piazza Navona, pubblicata nel 1992 da Scheiwiller (7 poeti del Premio Montale, Milano). Nel 2002 ha pubblicato la raccolta poetica Divisori orientali (Manni, Lecce, "Premio Alfonso Gatto - Opera prima"), nel 2004 Poesie della terra (LietoColle, Faloppio - Como), poi anche in versione spagnola, Poemas de la tierra (2004, LietoColle, a cura di Martha Canfield), nel 2005 Il male inconsapevole (Il Ramo d'Oro, Trieste), nel 2007 Mappe colombiane (LietoColle) e nel 2008 Tevere in fiamme (Azimut, Roma, "Premio di Poesia Sandro Penna").

Nel 2009 è stata pubblicata in Costa Rica un'antologia della sua opera poetica (con una sezione di testi inediti) intitolata En el ojo del lobo (San José, Fundación Casa de Poesía, a cura di Norberto Salinas e traduzione di Martha Canfield). Suoi testi poetici sono stati musicati; tradotti in francese, spagnolo, sloveno, inglese, albanese, portoghese e pubblicati in antologie e riviste italiane e straniere. Alcuni suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie.

Ha tradotto dallo spagnolo I viaggi di Penelope di Juana Rosa Pita (Campanotto, Udine, 2007, traduzione con M. Canfield), Sordomuta di Jorge Boccanera (LietoColle, 2008, traduzione con V. Becerril, "Premio Camaiore 2009, sezione Internazionale"), La Bibbia Umida di Rafael Courtoisie (LietoColle, 2009), 40 poesie di Jorge Arbeleche (LietoColle, 2009, traduzione con M. Canfield). Ha pubblicato, in collaborazione con Canfield e Malcotti, l'antologia di poesia internazionale Poesia e Natura - Nuova coscienza ecologica (Le Lettere, 2007). Organizza letture e incontri letterari, soprattutto con il gruppo I Libri In Testa. Ha ideato e coordina Fili d'aquilone, rivista web di "immagini, idee e Poesia" (www.filidaquilone.it).

 

 

Opere di Nancy Watkins

in copertina: Ali e Acque, all'interno: Rive.

 

 

 

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