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Balzaretti Cristina - "Tra figure di pietra"

02 novembre 2009

LietoColle - Collana Aretusa

 

Tra figure di pietra

(alle case abbandonate dell'Alta Valsassina)

Fotografie di

Giannino Carnio

 

formato 18x18 - 14 tavole fotografiche

 

Il garofano selvatico lungo il sentiero

che porta dopo il bosco alla casa

che sta in piedi per miracolo

è cresciuto quest'anno a fianco

dell'ortica... "Puoi prendermi senza pagare

e senza nemmeno chiedere il permesso. Sono

il colore camminante delle tue parole

e se vuoi

posso morire a segnalibro..."

 

Piero Marelli, Botanica dialettale

 

 

Sono numerosissime le esperienze in cui si è cercato di accostare il linguaggio fotografico a quello poetico, ma molto spesso, appunto, si tratta di accostamenti, di congiunzioni. Nel libro di Cristina Balzaretti e Giannino Carnio, mi pare, ci troviamo davanti a un'opera sincronica, a un viaggio tra le case abbandonate dell'Alta Valsassina che, anziché trasformarsi in asettico diario di immagini e parole, scatta istantanee vive di un paese che è ormai solo la traccia che ha lasciato. I due codici, quello visivo e quello letterario, non si pongono qui in un rapporto di successione, ma anzi realizzano rispetto all'oggetto un'omologia magicamente sintetica, più simile a una sinestesia pienamente realizzata che a una didascalia astrattamente accademica. L'obiettivo non è descrivere, ma raccontare insieme un "tertium", la pietra che era casa, luogo, accoglienza, vita, attraverso piccoli dettagli che rivelano ancora un cuore, che sanno ancora parlare purché vengano ascoltati. Ecco, la dimensione più evidente del libro è questa disposizione all'ascolto che richiede umiltà e pazienza, attenzione e cura.

dalla nota introduttiva di Corrado Bagnoli

 

 

 

Sono antiche

le strade dei sassi

e le mani in tasca

aiutano a stare.

 

Buon odore

di pietra morta e muschio.

 

E basta.

 

 

 

Le ortiche resistono

anche d'inverno.

Emergono

come selva dai sassi,

non cedono, nemmeno al vento.

Vivono, tra figure

di pietra e case abbandonate.

 

 

Le pietre dell'acciottolato

mosaico regolare

sono bugiarde

con gli anni.

 

Ma per il bene della strada

hanno forza di restare unite.

 

 

La mano

di alcune cose.

 

In un'altra pagina...

 

 

 


 

Cristina Balzaretti, insegnante, formatrice e consulente psicopedagogico presso diverse scuole della provincia di Milano, è autrice di numerosi articoli riguardanti il tema dell'integrazione, della pedagogia delle emozioni, della scrittura poetica e creativa. Suoi testi poetici sono raccolti in diverse antologie.

 

Pubblicazioni:

 

Saggi

Pedagogia speciale dell'integrazione. Handicap: conoscere e accompagnare - con A. Canevaro e G. Rigon (La Nuova Italia, 1996), terza edizione.

Con la casa editrice Erickson, Trento:

Laboratorio poesia. Officina di scrittura creativa (2001), ottava edizione;

Laboratorio Poesia 2. Nuove attività per l'officina di scrittura creativa (2007), seconda edizione;

La poesia della natura. Percorsi di scrittura creativa con musica, arte e movimento (2008).

 

Poesia

Con la casa editrice Pulcinoelefante di Alberto Casiraghi:

Una poesia, Speranza, Intolleranza, Dura è la corazza, Stanca di guerra, Sveva, La porta, È il tempo, Sostenibile, Previsioni del tempo, Haikudinoi;

Rammendi Invisibili prodotta in proprio (Arti Grafiche Marelli, 2002);

Aprile, ancora - trilogia prodotta in proprio (2005), due edizioni;

Aprile: poesia inserita nell'opera collettiva Il cuore dei giorni, carte di Paolo Leveni (Farina Grafiche, 2005);

La stanza (LietoColle, 2005), terza edizione;

La vita detta (Omaggio a Pablo Neruda) (Fiori di Torchio, 2007);

Rammendi invisibili (LietoColle, 2007);

Variazioni di rosso (LietoColle, 2008);

Tra figure di pietra - alle case abbandonate dell'alta Val Sassina (LietoColle, 2009), fotografie di Giannino Carnio.

 

 

Giannino Carnio, di origini venete, vive e lavora a Verano Brianza.

Inciampa nella fotografia quasi per caso e da allora ama cogliere delle atmosfere metropolitane o dei particolari naturalistici la loro speciale eccentrica peculiarità.

La fotografia è il suo lavoro ma soprattutto il suo linguaggio espressivo che non suole ripetersi e riconoscersi. Ha collaborato in varie occasioni con Cristina Balzaretti a contrappuntare in immagini le sue raccolte poetiche.

 

 

 

 

 

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