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Antologia "Il corpo segreto"

21 giugno 2008

LietoColle - Collana Aretusa

Antologia di Poesia del Corpo e dell'Eros maschile
a cura di Luigi Cannillo


Corpo esposto e corpo segreto
di
Luigi Cannillo


Il corpo maschile non ricorre nella poesia italiana come tematica esplicita e continuativa.
Però, in particolare nel ‘900, alcuni autori significativi hanno espresso nella loro opera la percezione del corpo proprio e altrui, l'Eros immaginario o agito.[...]
Sotto altri aspetti negli ultimi decenni il corpo maschile è invece è stato sempre sulla scena. Rappresentato dalle arti visive, sempre più esibito nei messaggi pubblicitari, sostenuto e vezzeggiato dal fitness e dai cosmetici. La sua esposizione mette in primo piano un modello virile funzionale alla prestazione, alla competizione tra corpi, generazioni e merci, verso un'estetica di massa.[...]
Eppure il corpo, pure nella complessità che tale parola deve suggerire, lontana da ogni riduzione a un modello superficiale biologico/fisiologico, è l'elemento imprescindibile di esperienza e conoscenza. È ricetrasmettitore costante, è soggetto e oggetto di percezione. [...]
Sono i corpi il dominio di Eros.
Il linguaggio della poesia, quando anticonvenzionale, ben si adatta alla rappresentazione delle sfumature più sottili della percezione di sé e della propria capacità di contatto. Con i sussurri e i brividi, tempi e i ritmi del dinamismo, del mimetismo dell'Eros. [...]
Tale corpo segreto si ricompone nella antologia grazie alla coralità degli interventi, alla multiformità di voci e di stili. È proprio nel loro insieme che tali voci, così affiancate, contribuiscono a offrire un quadro mosso e stimolante. Per la prima volta, dopo tante esperienze antologiche "al femminile" e "sul Femminile", in questa raccolta è stata sollecitata e viene alla luce l'energia e la fragilità del Maschile in poesia, nelle sue varie sfaccettature.[...]
La prima sezione, "L'origine e l'annuncio", ospita poeti per i quali l'Eros è soprattutto memoria e attesa, turbamento del desiderio nel suo divenire. La seconda, "L'assalto di Eros" mette in risalto gli aspetti espansivi dell'Eros, la sua messa in atto, l'incontro con l'altra/o, in una scoperta emozionante, talvolta prodigiosa. La terza sezione, "Amore cannibale" definisce in forma ossimorica le poesie incentrate sulla sessualità orale, sulla bocca come organo di piacere e fagocitazione, un processo di assunzione/distruzione. Nella quarta, "Il rovescio del corpo", Amore e rovina, passione e Morte sono in lotta e disseminano di ostacoli il cammino del piacere, la sua realizzazione, portano quindi alla mortificazione, alla crisi e al fallimento. Nella quinta sezione, "L'identità strappata", è l'identità nei confronti della convenzione sociale, della distinzione di genere, del modello eterosessuale, a venire messa in discussione, per una diversa natura della relazione con sé e con l'altro/a. Infine, nella ultima sezione "le ali di Eros" ci trasportano dall'interpretazione più ristretta del rapporto carnale in una dimensione metaforica, esistenziale, trascendente: Eros come traversata del tempo e dell'immaginario, come strumento di conoscenza di sé stessi e del proprio destino.



 

 

 

Indice autori



Per la sezione  L'origine e l'annuncio
Giancarlo Majorino
Corrado Bagnoli
Aldo Ferraris
Luigi Fontanella
Elio Pecora
Fabio Pusterla
Fabio Poggi
Stefano Re
Antonio Spagnuolo




Per la sezione  L'assalto di Eros
Michelangelo Coviello
Marco Balzano
Mario Fresa
Bartolomeo Paolo Pacifico
Elio Talon
Adam Vaccaro
Ciro Vitiello




Per la sezione Amore cannibale
Guido Oldani
Fabrizio Bianchi
Roberto Gennaro
Gianpaolo G. Mastropasqua
Gianluca Sala
Vanni Schiavoni
Stefano Serri




Per la sezione Il rovescio del corpo
Stefano Massari
Luca Benassi
Dome Bulfaro
Roberto Deidier
Antonio Fiori
Emiliano Monfeli
Giovanni Turra Zan
Marco Simonelli




Per la sezione L'identità strappata
Franco Buffoni
Sebastiano Adernò
Luca Baldoni
Angelo Colucci
Florindo Di Monaco
Menotti Lerro
Mario Mastrangelo
Endri Vela




Per la sezione Le ali di Eros
Tomaso Kemeny
Corrado Benigni
Biagio Cepollaro
Salvatore Contessini
Markus Hediger
Francesco Marotta
Massimo Sannelli
Gregorio Scalise
Fabio Simonelli





 

 


dalla sezione
L'origine e l'annuncio

 



Giancarlo Majorino



 

 


E i bambetti lividi per il freddo striminziti viola
di dover lasciare letto lana latte e via nel fracassante
appena l’inizio mondo ignoto tremendo dei giganti

avevo una sahariana la stessa, ero piccolo
con gran crapone, che aveva terrorizzato il federale
quando, sbucato tra le bambine della Colonia,
lì mia mamma mi nascondeva, e io ci stavo bene,
proiettilato all’esterno verso di lui
urlavo W il duce W il duce W il duce
senza smettere agitando una bandierina

era indietreggiato dirimpetto quel bagonghi che la smetteva più
W il vivail du ce vivalduce, dalle due parti due bambine,
le mie favorite, una bionda e una bruna io d’amore acceso
loro composte limitantisi a fare un bel gestino colle
bandierine viva ‘l Duce! vi va ‘l Duce? Io al centro
io arringando sproporzionato craprone

il massimo era l’inizio del pomeriggio
quando riposavo bianchi lettini uno presso l’altro
in quell’enorme area ombrosa femminile tutta

 





dalla sezione
L'assalto di Eros

 



Michelangelo Coviello



 

 


ARS POETICA

1.
La poesia è questa pelle nera
e liscia che accarezzo
è questa bocca che bacio
senza sosta
è questo cazzo
dritto e ricciuto
come un verso.

2.
La poesia non è la bellezza
è invece il furore
che ti strappa i vestiti
che ti fa urlare di piacere
quando leggi
la mia carne
come fosse la tua.

3.
Quanta poesia ci vuole
per sopportare
questo uscire ed entrare
in ogni letto
eccomi, dammi un verso
dammela, la rima
che mi fa godere.

4.
La poesia è femmina
ha tette culo tutto
in abbondanza
quando ha voglia di me
anche se sono stanco
mi pianta la biro nel culo e dice
scrivi, intanto che mi scopi.

5.
La poesia degli altri non suda
come la mia
non rutta non puzza
come la mia
la poesia degli altri
è una bambola bionda e nuda
un profumo orientale.

6.
La poesia è l’alcol che mi fa sognare
la parola che non mi fa morire
arriva quando non ci spero più
quando sono a letto con un’altra
arriva prepotente, feroce
me lo prende in mano
come al guinzaglio, il cane.

7.
Ti odio perché la dai a tutti
tranne a me
che ho bisogno di poesia
solo una volta mi hai detto
prendila da dietro
coraggio, fai l’uomo
se ci riesci, succhiala.

 





dalla sezione
Amore cannibale

 



Guido Oldani



 

 


IL FANCIULLINO

Il fanciullino, pascoli l’ha in cuore,
nel volgere del tempo è diventato,
cannibale non ama digiunare.
c’è una coppia di uomini, si cerca,
passa per posta, cavi e negli schermi,
s’incontrano in amore sono inermi.
uno bacia coi denti masticando
l’altro gli si lascia risucchiare
come un vitello intero in pancia al boa
o il genio dentro al lume d’aladino
e il sazio per la gioia più non vede,
prosegue il pasto col suo proprio piede.

 





dalla sezione
Il rovescio del corpo

 



Stefano Massari



 

 


ti guardo il seno è urna è ordine obbedienza
io non so ringraziare parole solo smetto di colpire
non dimenticare mai che io credo a ogni parola che mi dici


dovevamo essere uguali. tu ricordi?
ora l’infamia è appartenere

tagliati la gola adesso che il presente è cavo
come ogni morte dove stai a sentire
a chiudere le porte a pulire
dicevi
è il secolo che mente che sfugge che inghiotte



dicevi

perché ogni corpo è un varco
offre e cerca chi cerca vive eterno

perché ogni corpo chiama e deve compiersi

puoi prendermi qui nella bocca
la stessa che convoca i tuoi morti ogni giorno

puoi segnarmi le tue croci sulla corda della schiena
la stessa che piego sotto i tuoi colpi

comandami la luce sfilarmela dall’utero rapida feroce
poi lasciami andare devo volare devo tornare dai miei figli

perdona amore mio perdona



tutto il tuo corpo pane bianco e inerme
tutto questo mio sporco a cui acconsenti

nascondiamo tutti un male vivente per sempre
nascondiamo tutti una vita altra e qualunque

[da Serie del ritorno]





dalla sezione
L'identità strappata



Franco Buffoni


 


TRA CARTAGINE E LA GOULETTE

I


Di quando a me di fronte casualmente
Le ginocchia allontani, tra loro
Il varco creando, il fondovalle.


Meno e più vale il tempo dei sorrisi
Da un capo all’altro del vagone
Imbarazzato e ardente
Tra Cartagine e La Goulette.
Di partire o di restare per sempre è il desiderio
Dopo una settimana di Maghreb.

E alla fine del treno l’alcova paradiso
Nel vagone vuoto soprassalto
Da occhi lucidi di marlboro e sonno.

Li riconosco sempre e sono quelli
Gli occhi di chi fuma e dorme in treno
Occhi di guardia e di calcina
Occhi da turno in officina.
Freme il mio corpo innanzi al suo barcolla
E lo riceve controvento
Come una vela tesa
Che all’improvviso cede e accoglie
L’irruenza necessaria.

Mi pasticci il mento col tuo amore,
Sangue bianco come si diceva,
Chiamandoti Jamel per tutto il tempo
Dei tuoi diciotto spasmi.





dalla sezione
Le ali di Eros



Tomaso Kemeny


 


SOSPIRI PER LEDA

le tue tette
seni per la luna
magnificano il numero due:
entrambe sono il primo seno
da baciare
sotto la luna o nello splendore solare

non esiste un seno
secondo
per i miei baci



la mia testa è rotolata
tra le rose dell’aurora
t’amo t’amo ancora
la mia testa rotola
tuttora
nello specchio
del tuo sorriso
riflesso dell’aurora



sono nudo
e schiudo
le porte
della luce
ma l’ombra
mi cuce
il suo vestito
presago
della notte

e già la luna
m’inghiotte
e mi porta
a scortare
sogni mai sognati
in cui sei
la Principessa
della Notte.





 

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