Agrati Paolo - "Quando l'estate crepa"
LietoColle - Collana Opera Prima
Paolo Agrati coltiva la scrittura poetica da molti anni, ma questa è la sua prima pubblicazione. Vincitore in questa occasione del Concorso “Opera Prima” 2009 dell’editore LietoColle, è un esordiente che però ha coltivato da tempo interessi, oltre che nel campo della scrittura e della performance, anche in quello delle arti figurative, e ne sono testimonianza le immagini utilizzate anche per questo libro: Corpi e Matericità, caratteristiche anche del suo lavoro artistico, danno spessore e consistenza ai suoi versi.
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la poesia di Agrati è energica e piena di scatti, piuttosto rinforzata dalle ustioni e dallo smarrimento. Non ripiegata su una memoria sterile, piuttosto destinata a campeggiare sulle rovine stesse, come una orgogliosa sentinella.
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La tematica della raccolta è ricorrente nella poesia erotico/amorosa di tutti i tempi, da Catullo a Bukowski: la memoria di Eros, la perdita, la inevitabile transitorietà della passione. Ma qui è espressa in modo sorprendente e anticonvenzionale, innanzitutto per la immediatezza e la verità dei riferimenti al corpo, ma anche per l’intervento di personaggi secondari o ambientazioni impreviste
dalla prefazione di Luigi Cannillo
COSTRUZIONI DI MACERIE
*
Quando l’estate crepa
allungano le vene tra le zolle.
Mentre arde i suoi colori
l’acero non sa
se diverrà violino.
Ed io, pellegrino senz’acqua
mentre amore accartoccia
quando l’estate crepa.
*
Era il tuo profumo, animale che
parola non riusciva a ferrare.
Ciò che attende a misura del mondo
sopraffatto da ciò che a misura
non cede. Così senso non sente
non tocca, vede. Non riconosce
verso e geometria. Se corazza
di armata che sono, non divide
superficie dal fondo, ritorna
amore, solitario tra pietre
quando dai miei stivali il fango.
*
A Tine
Non resta che ingannarle, queste dita
distrarle in qualche astuta operazione
quotidiana. Si incontrano smarrite
dalla lieve passeggiata del mattino.
Era la mia lingua straniera, compresa
dalle labbra con le quali non pronunci
parola, era lo sguardo d’erba bagnata,
la marcia dei soldati sulla pelle di neve.
L’impronta non concessa a questa bocca
illusa d’esser casa di un respiro.
Del suono, del tuo soffio sono cassa.
Ti porto come un organo
all’altare della chiesa.
RITORNO DAL PAESE DELLE MERAVIGLIE
*
Allarga varice del cielo
un lampo strappa e ricuce
la via verso un luogo segreto.
D’altro canto un tuono
sconquassa
ricordo del temporale.
Di sotto al lampione
piccole perle di luce
gioielli strappati
al collo del buio.
Ha il passo del lupo
il ritorno alla notte.
Ora che il viaggio
non è più impresa
per questa bruna strada
che costeggia il paese.
*
I bottoni sono segno dell’umana vanità
sostengono alcuni. Io senza ritegno
ti slacciavo la sottana, con la gioia
del bimbo che scarta i regali di Natale.
Che sarebbe di me senza questo peccare
chi sarei?
Giovedì
Assaggiare con il naso la ferita
le dita a ventaglio a misura del capo
strega che scruti questo cranio pelato.
Quando il fronte dirige ad oriente e sorgi
tra mani rabbiose alla carne dei fianchi
appese in attesa, di rivoluzione.
Ma all’istante dedicato alla parola
dove suono concede la forma al senso
ultima tra le volte del castello di
carte solo dico: Signorina, scusi
nell’amaro scusi, ci metta del ghiaccio.
*
A lato del tappeto un pugno
nel verde smeraldo scovati
i cagnotti danzano ciechi
sui bordi di stoffa. La stessa
mattina trovai cento mosche
dal culo lucente venute
alla luce probabilmente
da poco, cercare nel vetro
il varco anche se non esiste.
La casa di campagna adesso
è quieta, gli ospiti sono
usciti. Anche senza il mio aiuto
in ogni canto più remoto
sorprende di nuovo, la vita.
Paolo Agrati è nato nel 1974 in Brianza, dove è tornato a vivere. Da diversi anni lavora come Conçierge in un grande albergo di Milano. Ha vinto il primo premio al concorso di poesia “Marina Incerti” curato dal poeta milanese Luigi Cannillo. Sue poesie sono presenti su riviste e antologie, ultima delle quali Incastri Metrici volume 2, per Arcipelago Edizioni. L’esperienza del viaggio ha influenzato la sua vita e la sua arte. Negli anni ha partecipato a diverse competizioni poetiche dal vivo e Slam Poetry, curando in particolare un percorso di commistione tra discipline artistiche differenti e performance. È pittore, ha esposto i suoi lavori in diversi locali milanesi. Suona la tromba. Viaggia da sempre.
Opere di Paolo Agrati.
In copertina: Sesso n° 4; all’interno: Sesso n° 2.


