Si parla di questo libro:
A. Petrelli su "La stanchezza della specie"
22 giugno 2008
IL SUD CHE TROVA VOCE AL NORD
Di prossima
uscita per Mondadori è l'ultimo romanzo di Mario Desiati dal titolo Vita
precaria e Amore eterno. L'ennesima prova di fatto di una letteratura
pugliese che funziona, che è in grado di dire la propria anche oltre le
frontiere della nostra terra. Desiati (originario di Locorotondo, classe ‘77) è
redattore della storica rivista Nuovi argomenti fondata nel 1953 da
Alberto Carrocci e Alberto Moravia, e collabora attivamente come editor per
diverse case editrici. Altri giovani scrittori, che ben conosciamo, come ad
esempio Nicola Lagioia, barese classe '73 (Tre sistemi per sbarazzarsi di
Tolstoj, Minimum fax 2002 e Occidente per principianti, Stile libero
Einaudi 2004) e Girolamo De Michele, tarantino, con i suoi noir (Tre uomini
paradossali, e Scirocco, testi editi entrambi per Einaudi tra il
2004 e il 2005), già da tempo hanno ottenuto grandi risultati. Mario Desiati ha
esordito con Neppure quando è notte (peQuod 2003) come narratore,
romanzo accolto da un discreto consenso da parte della critica nazionale, e
successivamente come poeta; i versi di Desiati sono presenti in svariate
antologie tra cui La nuovissima poesia italiana (Mondadori), ne L'almanacco
dei poeti Manacorda (2005) e la raccolta dal titolo Le luci gialle della
contraerea (LietoColle 2004). Insomma, voci che hanno travato la loro
giusta dimensione nel vasto panorama della letteratura italiana contemporanea
varcando le soglie dell'anonimato. Questo avviene, dati alla mano, per autori
baresi e tarantini, mentre nel nostro Salento proseguo i dibattiti sulla
letteratura per così dire underground, dove sono normalità le assillanti
litanie sul novecento sommerso e sulla sfortunata esistenza di autori
come Antonio Verri, Salvato Toma, Claudia Ruggeri e altri ancora. Vanno avanti
i dibatti sull'editoria locale: c'è comunque da dire che tanto è stato prodotto
proprio dagli autori sopraccitati, e in particolare l'opera di Antonio Verri
rimane notevole e, fuori dal Salento, in gran parte ignorata. Il canzoniere
della morte, di Toma, ha avuto la giusta collocazione, pubblicato per
Einaudi nel 1999, mentre una selezione delle poesie della Ruggeri ha trovato
spazio sul numero 28 di Nuovi Argomenti (Dicembre 2004). Di certo restami
evidenti le difficoltà dello scrittore locale nella sua possibile "emersione",
che quando si verifica rimane agli annali come eccezione. Profetico fu, decenni
addietro, lo stesso Bodini nei sui scritti sul tema della congiura
provinciale. Bodini, autore che viaggiò molto, e lavorando soprattutto come
traduttore passò gran parte della sua vita lontano da Lecce: credo che nessun
salentino che ha letto questi versi riuscirà mai a dimenticare «Quando
tornai al mio paese nel Sud/ [...] compresi allora perché ti dovevo perdere:/ qui
s'era fatto il mio volto, lontano da te,/ e il tuo, in altri paesi a cui non
posso pensare.» (V.Bodini, Foglie di Tabacco, 1945/47. In La Luna dei Borboni ed
altre poesie, Milano, 1952). Eppure qualcosa si muove, nascono collane ed
editori; tentativi, sebbene pochi, di una nuova critica e di una rinata
possibile militanza. Al momento nessuno tra i giovani autori locali sembra
pronto per il grande salto, capace di oltrepassare le barricate di un'indolente
presenza artistica. Ma va fatta un'eccezione: la giovane autrice de Il
credito dell'imbianchino (edito da Argo nel 2005), Elisabetta Liguori,
scrittrice della quale sentiremo molto parlare; di lei si è accorta anche la
peQuod(An) per la quale la
Liguori pubblicherà il suo prossimo romanzo. Forse è un primo
passo, presto avremo più scrittori in grado di emergere e farsi conoscere a
carattere nazione: previo però, credo, mettere da parte quel deleterio
provincialismo nei giudizi e nei modi di fare letteratura. Quella
chiusura in se stessi, quella mancante capacità di confrontarsi e operare
attraverso una critica coerente e severa: una deficienza che è stata
storicamente, a mio modesto avviso, un ostacolo per gli scrittori salenti, un
problema che si ripropone in modo tangibile anche nella contemporaneità. E'
necessario un tentativo di rinnovamento, strada che per essere precisi è stata
già indicata nel passato da figure innovatrici come quella di Antonio Verri. Mentre le case editrici
locali stanno a guardare, la LietoColle Libri(Como) ha pubblicato nel 2005 tre
interessanti raccolte poetiche di autori pugliesi.
La stanchezza della specie di Vittorino Curci
La poesia di Vittorino Curci che, ne La stanchezza della specie
oramai evidentemente matura, dimostra in questa raccolta la sua certa statura
nel panorama della poesia italiana contemporanea. Partendo dalla tradizione
facilmente ripresa da molti recensori come fonte di conoscenza esatta, possiamo
considerare, azzardando paragoni, Curci alla stregua di Bodini e Scotellaro, al
cospetto dei quali il poeta nocese sembra trovarsi a suo aggio, tanto da
apparire in alcune sue raffinate ed alte uscite poetiche, anche ben oltre ogni
aspettativa di paragone. La stanchezza della specie è una delle migliori
pubblicazioni di poesia degli ultimi anni.
Del sangue occidentale di Michelangelo Zizzi
Si presenta come un'opera di particolare raffinatezza e complessità il
poemetto Del sangue occidentale di Michelangelo Zizzi (poeta e critico
letterario originario di Martina Franca). Costruita su una profonda conoscenza
della storia e del pensiero occidentale, traccia le coordinate di una visione
del mondo su basi sapienzali nel solco delle due figure di Giordano (ovviamente
Giordano Bruno) e Sofia, una proiezione psicologica dell'io poetico, un emblema
della femminilità in senso erotofanico. Zizzi eccelle nell'uso di una lingua
colta ed estremamente articolata, dove la tradizione lirica si arricchisce di
nuovi sottocodici ed enumerazioni incessanti.
Silenzio con variazioni di Gianpaolo G. Mastropasqua
La silloge Silenzio con variazioni è l'opera prima del giovane poeta
barese G.G.Mastropasqua. Una prova interessante questa tenuto conto della
giovane età dell'autore e della possibile ed auspicabile capacità di rinnovarsi
che, speriamo, saprà proporre in futuro il nostro poeta. In questa raccolta il
parallelismo tra una retorica già affermata, già sperimentata, e il poetese
proposto, è un'istanza che ben funziona in un'opera prima, un atteggiamento
rischioso però, che comunque pone dei limiti in prospettiva che Mastropasqua
dovrà superare per ottenere esiti poetici di maggiore forza e d'incisiva
innovazione.
Angelo Petrelli
dalla
pagina cultura e spettacolo del settimanale Tribuna del Salento del 3/9
febbraio 2005
Dal nostro catalogo
Si parla di questo libro:
- Curci Vittorino - "La stanchezza della specie"
- Enzo Mansueto su "La stanchezza della specie"
- R. Astremo su "La stanchezza della specie"
- I.Interesse su "La stanchezza della specie"
- Noci -Ba -31/8/05: Presentazione ufficiale
- A. Di Giacomo su Curci
- L. Pagano su Curci
- M. Cucchi su "La stanchezza della specie"
- A. Petrelli su Curci
- G. Lucini su "La stanchezza della specie"
- A. Aufieri su "La stanchezza della specie"
- A. Bianco su V. Curci
- G. Linguaglossa su "La stanchezza della specie"
- G. Camero su V. Curci
- L. Fontanella su Curci
- G. Lagrasta su V. Curci
- Lecce 28/4/07 - Vittorino CURCI
