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Renzo Vidale: nota critica a Fragole 09

20 novembre 2008

Riportiamo con piacere la nota di lettura al poetico diario "Il segreto delle fragole" ed. 2009 - a cura di L. Angiuli e I. Fedeli - oggetto dell'intervento di Renzo Vidale, relatore nell'incontro del 15 novembre 2008 dedicto alla presentazione del volume a Milano, che ringraziamo per la partecipazione:

 

Margine e confine sono il filo conduttore del "Segreto delle fragole-poetico diario" del 2009. Si tratta di due termini densi di significato, che non sono esattamente dei sinonimi. Mi limiterò, per ragioni di tempo, a fare qualche breve considerazione di carattere generale sul termine margine, e comunque ciò che dirò può essere esteso in gran parte anche all'altro vocabolo. Il margine è ciò che delimita una superficie o anche, in senso metaforico, una situazione. Quando si focalizza l'attenzione sul margine si tende inevitabilmente a porre l'accento su ciò che sta all'interno del margine. Da un lato ciò è essenziale per creare e mantenere un'identità, dall'altro lato però il fare riferimento continuo al proprio margine può essere pericoloso: il rischio è quello di rinserrarsi ulteriormente nei propri limiti, di  accartocciarsi all'interno del proprio perimetro. 

Ancora più pericolosa la situazione di chi è marginale, cioè di chi si trova  suo malgrado a muoversi negli estremi lembi del territorio chiuso dal margine. Il rischio in questi casi è la caduta rovinosa al di là del margine stesso. Se poi il territorio in questione è, come nel caso della poesia, a sua volta marginale per definizione, la situazione si complica ulteriormente: mi riferisco alla difficile posizione in cui vengono a trovarsi quei poeti non gratificati da significativi riconoscimenti pubblici che, all'interno di una superficie già marginale e scivolosa nel suo complesso, devono accamparsi su una esigua lingua di terra, ai margini del margine.

Il rischio più grave in questi casi non è la caduta, la fuoriuscita dal territorio, che anzi può essere salutare, ma è quello di chiudersi orgogliosamente nel proprio spazio ristretto, eleggendolo a centro del mondo: la poesia può allora diventare una forma di compensazione e assumere caratteristiche fatalmente consolatorie e autoreferenziali. 

Fortunatamente nel "Segreto delle fragole 2009" l'atteggiamento consolatorio è assente, e il merito naturalmente va ascritto agli  autori e ai curatori. 

Da questa antologia è assente anche un altro atteggiamento rischioso, quello in apparenza aperto nei confronti dell'esterno ma in realtà aggressivo e a sua volta autoreferenziale: esso consiste nel ritenere che la poesia, in nome di una sua presunta purezza, abbia una missione "salvifica" da svolgere nei confronti del mondo, interpretata in modo mistico o politico a seconda delle scuole di riferimento. 

Con meno presunzione, l'unica funzione che possiamo attribuire alla poesia è quella legata alla sua specificità e delineata sinteticamente da Ezra Pound: mantenere in efficienza il linguaggio (e già questa non è cosa da poco). 

Ne è consapevole Nadia Cavalera, presente nel segreto delle fragole  nel mese di marzo con la poesia " Un confine": "a rimarginare la dolenza / della solitudin'implume / di chi non può rovesciare nemmeno un pattume / figuriamoci il mondo sbilenco trombo / guardalo lì / sconcio bamboccio moccio in affondo / irreversibile capitombolo".

In una altra poesia abbiamo invece l'immagine di confine come luogo di conflitto in cui intellettuali, politici, e ecclesiastici si muovono all'unisono per appropriarsi di terre (reali e metaforiche) sfuggite al loro dominio, e nottetempo, come astuti contadini spostano di frodo i paletti. La poesia in questione si intitola " Finitima ",  di Ivana Tanzi , e si trova  sempre tra le fragole di marzo. 

Poi c'è il confine esistenziale, quello che tutti dobbiamo varcare,  che coincide con la fine della vita. Nella bella poesia di Gabriella Sica questa fine è causata da un incidente in motorino e coinvolge una coppia di giovani: il confine qui si materializza in un " segno tracciato dal gessetto bianco/(come a scuola) intorno ai corpi  sull'asfalto nero ". Invece in " Io vivo qui " di Francesco Tornada si evoca implicitamente il confine classico, quello geo-politico: l'autore vive a Gorizia, una città che ben rappresenta (nell'arco delle sue vicende) la feroce astuzia con cui la storia sconvolge ogni confine: "Gorizia ha quarantamila abitanti,  per ciascuno di noi ci sono dieci morti.

Ecco poi i confini interiori, tra il prima e il poi di una vita, confini che non si attraversano mai del tutto. Renzo Favaron, in una bella poesia in dialetto veronese, se ne sta sospeso tra il prima della guerra e il poi della pace, la pace che è (cito i suoi versi tradotti in italiano) " tempo legato, si direbbe,/se non fosse che adesso/non posso far finta di non udire/dei colpi di mitraglia,/come se da qualche parte si combattesse ancora una battaglia  (la trovate nel mese di aprile di questo diario poetico). 

Fra le fragole di giugno troviamo " Vose de aria", di Fabio Franzin, in dialetto trevigiano: qui il confine assume risvolti gnoseologici, impalpabile e difficile da superare al tempo stesso, è fatto dell'aria che separa le parole dalle cose, la voce dal nome, e suscita nel poeta il timore che alle parole non corrispondano mai le cose e che alla voce che chiama non risponda il nome invocato. A maggio abbiamo Vittorio Sanna, che rifà il verso a Majakovskj: il buco di un orinatoio è citato provocatoriamente dall'autore che ci lancia un guanto di sfida: è possibile raccontare la vita a partire da questo luogo infimo, buio e laido, che rappresenta per il senso comune una netta linea di demarcazione, un confine invalicabile, tra ciò che significativo e ciò che non lo è ? Per Sanna anche un'insignificante macchia sulla tovaglia permette all'osservatore attento di vedere gli "zigomi frattali d'oceani ignoti".

Tra le fragole di settembre c'è una poesia di Francesca Migliavacca che, attraverso il mondo dei volatili, suggerisce una strada per sconfinare senza smarrirsi. 

E poi altre poesie importanti, che affrontano situazioni ai margini, come quella dedicata alla matta di Roberto Bernardini, o quella che ha per tema la vecchiaia, di Alessio Alessandrini: "I vecchi hanno stringhe bagnate / lunghe chilometri d'inciampi", oppure i versi di Silvia Angeli che ci parlano della marginalità in termini di scelta esistenziale: " Vivere a margine è una scelta / lenta ponderata innata./ La vita non è su un palcoscenico. " 

Infine, nella poesia di Chiara Bornacina, "Quotidiano a margine", la finestra diventa lo schermo-confine su cui gocciolano i titoli di coda di una giornata inutile che sta finendo. Ma il tempo è tiranno. Mi scuso proprio per non poter citare, come vorrei,  tante altre belle poesie presenti nel volume.

Per chiudere, devo complimentarmi con l'editore Michelangelo Camelliti, alla cui passione si deve la realizzazione di questo "poetico diario", raffinato e antiretorico, che ha avuto come unico criterio guida quello di offrire al lettore dei testi di qualità, senza preclusioni di sorta. 

 

 

Renzo Vidale

15 11 08

 

  Renzo Vidale: Insegnante, ha partecipato attivamente a laboratori di poesia nel carcere di Opera e Bollate - autore di  PROVE D'ESISTENZA (2004 LietoColle) e inserito in ORCHESTRA numero 2 a cura di Giampiero Neri

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Dal nostro catalogo

AA.VV. - "Il segreto delle fragole 2009"

ISBN: 978-88-7848-435-1

Anno: 2008

Prezzo: € 13,00 [ Acquista ora ]

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