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Anelli Amedeo - "Alla rovescia del mondo - Introduzione alla poesia di Guido Oldani"

20 novembre 2008

LietoColle - collana Quaderni

Nel panorama poetico del Secondo Novecento e ad inizio di millennio non sono molte le "voci" riconoscibili della poesia italiana: una di queste è quella di Guido Oldani.
Se a questa riconoscibilità dell'Oldani aggiungiamo un vivo senso delle tradizioni, una poesia non epigonale, un lavoro sul senso pieno, una poesia fortemente etica che prende posizione nei confronti del reale per quanto babelico si presenti, tutto ciò fa di lui uno dei poeti italiani più significativi di questi anni e fra i pochi di rilevanza internazionale. La sua poesia è fra le poche esportabili fuori dei confini nazionali perché organicamente si inserisce nelle tradizioni più vive dell'Europa.

 

La poesia d'Oldani è inoltre architettonica e memorabile, si muove nel cuore della linea dantesca della letteratura europea. Questa linea è minoritaria nel nostro paese, dove è tuttora imperante ed operante quella petrarchista, in cui Dante è filtrato ed "edulcorato", ma anche privato delle sue forme più antagoniste. In quanto di Dante non sono seguite le indicazioni verso una poesia di pensiero e d'intendimento etico, e in me­rito al problema della lingua e dello stile. Ovviamente, esiste un Petrarca che eccede il petrarchismo, ma ciò di cui si parla è l'esito del petrarchi­smo che esce dalla "formalizzazione" cinquecentesca con l'evolvere con­sequenziale nel tempo. La poesia italiana molteplice nelle sue tradizioni, spesso ibridate in uno stesso poeta, in questi anni ha così raggiunto forme estenuate e svuotate nelle poetiche di derivazione simbolista-decadente. Anche a livello critico per la maggior parte non si hanno visioni delle tradizioni letterarie. Si vive in un eterno presente di consumo, da cui discende l'abolizione d'ogni organico rapporto con il passato,cosa che si traduce nell'abolizione d'ogni possibile futuro. Con tranquillità e talora con disprezzo opportunistico si parassitano, e si spacciano per attuali la­certi scontestualizzati di ciò che hanno pensato e fatto coloro che ci han­no preceduto. È l'infinito intrattenimento senza quel prospettivismo delle tradizioni che sempre hanno riguardato ciò che vale la pena di tramanda­re; e riguardano principalmente non il passato, ma il futuro, soprattutto la dimensione futura del presente. In questo marasma sono pochi i poeti che hanno insistito in una propria personale e consapevole ricerca: fra questi Oldani.

Questo saggio vuole essere una maneggevole e rapida introduzione, un "invito alla lettura", della poesia di Oldani, un primo approccio "pia­no" al suo orizzonte poetico e ai problemi che essa pone. Si sono tenute "sullo sfondo" e trattate solo di scorcio la maggior parte delle questioni teoretiche (Quale tipo di profetismo nel poeta Oldani? Quale tipo di eti­ca? Quale realismo? Quale rapporto fra lingua e oggetti? ecc.), che sono state svolte o saranno svolte altrove.

La maggior parte delle poesie di Oldani sono uscite in rivista e solo alcune sono poi confluite in raccolta. Si deve sottolineare l'opera me­ritoria che le riviste hanno svolto o stanno svolgendo per la diffusione della cultura più avanzata. La rarità di alcuni testi ne vuole sollecitare la riedizione. Anche la maggior parte degli studi e degli scritti, di cui ci si è giovati, sono editi in rivista e di ciò si dà conto nella bibliografia.


Amedeo Anelli












 

Autoritratto




Guido Oldani



un tenore di vita ambisco avere
come lo accorda chi è per bene a un cane,
così invidiarmi non varrà la pena,
e può dormire marx fra due guanciali.
però mi beo, questo mi si lasci,
(fra gente che si priva della faccia
o l'ha come una fetta di un'arancia,)
d'ostentare il mio splendido faccione.
altri dettagli non ne vedo alcuno
se non che ho il peso di una quintalata,
e la dimora varia, andrò nell'aria,
e alla domanda cosa sono stato,
rispondo onesto come lo è lo sparo:
fui uno scarabeo stercoraro.






Indice:

I    Stilnostro
II   Sapone
III  La betoniera
IV  Il cielo di lardo

Appendice: Latitudine

Guido Oldani, Autoritratto





Amedeo Anelli è nato a Santo Stefano Lodigiano nel 1956, ma residente a Codogno, si occupa di poesia, filosofia e critica d'arte collaborando con artisti, centri culturali. Ha pubblicato numerosi cataloghi, libri d'arte con artisti di fama internazionale, libri d'artista ed opere di divulgazione. Più volte invitato da istituzioni pubbliche e private per convegni ed incontri. In campo letterario ha numerose pubblicazioni in periodici, sia poetiche sia di critica letteraria (Neri, Oldani, Marcheschi, Annino...); fra le riviste ha pubblicato in: "Schema", "L'incantiere", "Concertino", "Il rosso e il nero", "Iduna", "El Indio del Jarama", "Poiesis", "Testuale", "Qui"... Ha pubblicato le raccolte poetiche: Quaderno per Marynka (Polena, Milano 1987) e 12 poesie da Acolouthia nell'Annuario di Poesia 1997 di Crocetti. Ha curato la raccolta Poesie diverse del poeta lodigiano del Seicento Francesco De Lemene (Polena, Milano, 1987 e nell'Annuario di Poesia 2002 di Crocetti. Ha pubblicato per l'editore C.R.T di Pistoia il volume di critica e teoria della arti visive Novanta. Verso un'arte di pensiero (Pistoia, 1999). È presente nel volume di critica su Giampiero Neri a cura di Silvio Aman, Memoria, Mimetismo e informazione in "Teatro Naturale" di Giampiero Neri, Milano Edizioni Otto/Novecento, 1999 e nelle antologie di poesia a cura di Daniela Marcheschi, Terra gentile aria azzurrina, poesia italiana, Trieste, Einaudi Ragazzi, 2002, Tutto l'amore che c'è, poesia italiana, Trieste, Einaudi Ragazzi, 2003. Ha tradotto l'opera dei poeti russi Arsenij Tarkovskij (Via del Vento 1998- Poeti e Poesia 2004) e Osip Mandel'stam (Via del Vento 2005) e curato il volume L'urgenza della luce. Cristina Campo traduce Christine Koschel (Le Lettere 2004). È presente in numerose antologie fra le recenti: 70 poesie per Don Mazzi a cura di Ivano Malcotti e Giovanni Bandi, Luca Pensa Ed. 2004, Pace e Libertà la battaglia delle idee, AIASP 2005. È membro dal 2000 del Corpo Accademico dell'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" di Perugia. Ha fondato e dirige dal 1991 la rivista internazionale di poesia e filosofia "Kamen'". é recensore del "Cittadino" quotidiano del Lodigiano e del sud Milano. Suoi scritti sono tradotti in francese, tedesco, portoghese, inglese e russo.


In copertina: Ritratto di Oldani, Michele Cannaò.
Carboncino e pastello su tela - 80x70, 2008.


 


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